I SERVIZI SEGRETI ESTONI, LE SUE PROSPETTIVE STRATEGICHE ED IL PARADIGMA DELL’AI INTELLIGENCE

Battezzati in seguito alla ricostituzione della Repubblica di Estonia, i suoi servizi segreti ed in particolare l’agenzia EFIS direttamente sottoposta al Ministero della Difesa è la chiave per comprendere la strategia di sicurezza estone. 

La storia dei servizi segreti estoni (Estonian Foreign Intelligence Services) attuali è riconducibile alla rinascita della stessa Repubblica baltica e alla riorganizzazione dello stato Estone, specificamente al ’92, in cui vennero ricostituiti sotto un onta valoriale differente rispetto al periodo di influenza sovietica. L’obbiettivo fondamentale dei Servizi estoni è infatti la protezione dei valori democratici della Repubblica in patria e all’estero, la protezione del personale diplomatico, le operazioni in campo economico, politico e militare attraverso mezzi non-militari e la trasmissione e recepimento di informazioni attraverso mezzi informatici e virtuali.

Quest’ultimo è un aspetto importante e da analizzare a fondo nel caso estone. Nonostante il caso di corruzione legato ad alcune personalità (Bõstrov, Pavel Kotkin, Ines Piibeleht, Sven Randlane,Lauri Vihula) dei Servizi nel 2014, si può dire essi siano assolutamente inseriti in quell’ordine valoriale di cui è ammantata l’Unione Europea e svolga essenzialmente attività di intelligence rivolte anche a personalità di spicco di quest’ultima, come ad esempio nel servizio svolto nel 2015 che ha coinvolto un Ministro estone a l’alto rappresentante per gli affari esteri e la sicurezza dell’UE, Chaterine Ashton.

La prospettiva strategica dei Servizi Estoni è quella comune in tutti i Baltici, ossia proiettata alla difesa dalla possibile minaccia russa. Secondo lo EFIS, infatti, la più grande sfida per il sistema-paese estone è il pericolo di un’invasione da parte della Repubblica Federale Russa attraverso il confine terrestre in seguito ad un inasprimento dei rapporti con l’Occidente e l’Alleanza Atlantica. Dalla prospettiva estone, l’inasprimento dei rapporti Russia-NATO potrebbe portare ad un attacco preventivo russo all’Estonia nel caso questa eventualità potesse evitare l’escalation di un conflitto ad alta-intensità con i paesi occidentali. Tuttavia è anche schiettamente dichiarato nel report sulla sicurezza nazionale del 2020 da parte dei Servizi estoni che la Russia non desideri uno scontro con la NATO.

Il report nota la Russia possieda schierati ai confini dei Paesi baltici i sistemi missilistici Iskander a corto raggio, nulla che l’Alleanza Atlantica possieda in funziona difensiva. Gli schieramenti sono rispettivamente armati con 70 carri armati russi contro i 100 NATO, 750 veicoli da combattimento contro 400, numero pari per quanto riguarda gli obici semoventi che ammontano a 90 per entrambe le parti, 40 piattaforme multi-lancio e 12 missili balistici per entrambi. Ad esasperare il timore della Repubblica baltica è stato lo scoppio del conflitto Ucraino nel Donbass e la situazione di tensione relativamente conseguita con l’UE (campo istituzionale dentro il quale si sente pienamente inserita a differenza d’altri paesi baltici).

L’Estonia si è espressa in maniera severa sulle sanzioni precisando che uno dei motivi per cui la Russia prosegue con la sua cyber intelligence sia proprio per la mancanza di una risposta sanzionatoria concreta da parte dell’UE. Il campo principale infatti su cui la Russia si è mossa attraverso il suo apparato di Servizi a scapito della Repubblica Baltica è proprio la dimensione informatica. Attraverso la sua cyber-intelligence secondo il report sulla sicurezza nazionale del 2019  i campi principali in cui ha operato sono quello Governativo, lo svolgimento del processo elettivo, quello militare e sui Think Tank e sulle istituzioni scientifiche. Sempre secondo il report la Russia ed i suoi apparati di intelligence informatica sarebbero più propensi a compiere attacchi rivolti a Stati, Istituzioni e Organizzazioni Internazionali con un basso livello di sicurezza e protezione informatica.

Questi sono i target chiave definiti “sensitive information intensive”, in quanto attraverso degli attacchi diretti a parti sensibili delle istituzioni nazionali altrui sono in grado di impossessarsi di informazioni sensibili sulla strategia di sicurezza e sulla politica estera dei vicini e anticipare le loro mosse o agire per influenzarle. Un altro elemento che influenzerebbe direttamente la prospettiva Estone sulla propria strategica nazionale sarebbe la politica domestica bielorussa ed il tentativo di cambiare l’assetto del paese che è stato portato avanti dalle proteste civili in seguito all’ultima tornata elettorale.

L’appoggio russo al regime interno bielorusso ha portato i servizi estoni ad affermare nel report 2019: “La nostra valutazione è che se accadrà qualcosa di inaspettato nei confronti del presidente Alexander Lukashenko, personalmente o al suo regime, ci sarà il grande rischio di una rapida reazione militare dalla Russia per impedire che la Bielorussia diventi un Paese democratico filo-occidentale”.

Quindi la convinzione estone è che un tentativo di rivoluzione colorata sull’onda di quella in Georgia e dell’Euromaidan ucraino possa potare ad un attacco preventivo rivolto direttamente al proprio paese al fine di evitare il contraccolpo strategico di perdere il controllo di una regione di capitale importanza nei rapporti con l’Occidente come la “Russia bianca”. L’epicentro delle preoccupazioni estoni sono quindi le spinte della politica estera russa attraverso la cosiddetta “autocray promotion” in contrasto ai principi democratici dell’Unione, bussola valoriale dell’EFIS. Le precedenti considerazioni, unite al preponderante supporto finanziario americano negli investimenti nella regione mediante il Baltic Security Initiative, dimostrano un importante risveglio dell’interesse sulla macroregione. 

Questa la prospettiva dell’apparato di Intelligence che per la prima volta nel 2020 ha rilasciato un’intervistaattraverso un suo ufficiale in una maniera decisamente originale al giornale Postimees. L’agente ha infatti indicato solo nei 20 minuti prima dell’intervista l’ora dell’appuntamento e ha fatto in modo di essere chiamato dal giornalista digitando un solo numero nel telefono, un modo relativamente sensazionalistico di prendere i primi contatti con il “pubblico”. Quest’ultima è quindi considerabile come un resoconto descrittivo e formale all’opinione pubblica estone del ruolo dei Servizi, le modalità operative e i requisiti che un agente dell’EFIS debba possedere per una candidatura volontaria o per essere nominato direttamente dall’Agenzia. Un primo dialogo per rompere il ghiaccio dalla loro fondazione e, in prospettiva, dalla nascita stessa dello Stato. 

Un ultimo aspetto estremamente importante da considerare dell’intelligence estone è quello cyber, che recentemente potrebbe essere stato rinvigorito dall’introduzione di una importante novità da parte della start-up Fyma. Essa, infatti, ha introdotto una nuova modalità di utilizzo dei sistemi di sicurezza e sorveglianza attraverso sensori e telecamere che consente di utilizzare in maniera analitica, per compartimentalizzare informazioni e studiare alcuni fattori sociali ( i cosiddetti “consumer behaviours” ) tutto l’insieme di dati raccolti da questi sistemi e che prima d’ora venivano accumulati rimanendo inutilizzati.

Per quanto utilizzati al momento dagli attori privati e dal settore dei servizi, questi dati analitici del sistema di AI intelligence potrebbero essere utilizzati per comporre una meglio orientata e definita strategia di sicurezza da parte delle agenzie estoni, utilizzando anche il vantaggio informatico che contraddistingue il paese rispetto ai suoi corrispettivi europei. In estrema sintesi, il campo su cui l’Estonia dovrebbe concentrarsi nella sua politica di difesa nazionale è la sua capacità d’implementazione delle tecnologie informatiche nel settore d’intelligence attraverso le strumentazioni cyber in ausilio alla sorveglianza NATO del suo “Eastern Flank”

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