ECOMAFIA 2020: IN CONTINUO AUMENTO I CRIMINI AMBIENTALI IN ITALIA

Nel 2019 in Italia, secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, i reati contro l’ambiente sono aumentati del +23,1%rispetto all’anno precedente, registrando in media un totale di 4 reati ambientali ogni ora. 

Questo rapporto, risultato della sinergia di Legambiente, forze dell’ordine, capitanerie di porto, magistratura e sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, evidenzia l’allarmante numero dei danni arrecati all’ambiente nelle diverse regioni italiane. Lo sconfortante primato va a Campania, Puglia, Sicilia e Calabria, con il maggior numero di reati ambientali. In queste regioni a tradizionale presenza mafiosa si registrano la metà degli illeciti ambientali dell’intero paese. Inoltre, si può evidenziare anche la posizione della Lombardia, con il primato nazionale degli arresti per illeciti ecologici.

Questi crimini vengono definiti ecomafia, un termine coniato nel 1998 da Legambiente. Il neologismo indica il settore della criminalità organizzata che gestisce attività illecite in campo ambientale. In seguito, nel 2015 entrò in vigore la legge n.68/2015, che vide un ampliamento degli strumenti di indagine per fronteggiare il pericoloso fenomeno delle ecomafie introducendo nel codice penale italiano all’articolo 452 bis gli ecoreati, ovvero i crimini ambientali e l’estensione della loro definizione. Con l’introduzione di questa legge si è evidenziato un calo del fatturato delle ecomafie e a un aumento degli arresti. 

Nonostante questi dati apparentemente positivi, il rapporto di Ecomafia 2020 evidenzia una crescita nell’incidenza degli illeciti rispetto agli anni precedenti. Secondo i rilevamenti di si possono evidenziare un drastico aumento dei crimini connessi a incendi boschivi, aumentati del +92,5 % dal 2018. Tuttavia, il primato dei crimini ambientali va agli illeciti nel ciclo del cemento con un totale di 11.484, aumentati del +74,6% rispetto al 2018. Al secondo posto si evidenziano i crimini contestati nel ciclo dei rifiuti che ammontano a ben 9.527 (+10, 9%). Segue inoltre un preoccupante aumento dei reati contro la fauna (+10,9%). Il rapporto stima una cifra complessiva di quasi 20 miliardi all’anno riconducibili ai crimini dell’ecomafia. Questo business fraudolento vede come protagonisti principali imprenditori, funzionari, amministratori pubblici collusi e ben 371 clan mafiosi

Da questi dati si evince la necessità, da parte del sistema legale italiano, dell’introduzione di ulteriori provvedimenti in materia di ecoreati e la conseguente adozione di sanzioni più stringenti. Di primaria importanza è l’introduzione di sanzioni specifiche dei crimini nel settore agro-alimentare, le cosiddette agromafie che hanno registrato una crescita costante dal 2015. Inoltre, per contrastare il problema dell’abusivismo, il presidente di Legambiente Stefano Ciafani suggerisce una costante attività di demolizione di costruzioni illegali. 

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