RELAZIONI TRANSATLANTICHE: “AMERICA IS BACK”

Alla vigilia dell’insediamento di Biden nella Casa Bianca, gli alleati europei si domandano quali effetti avrà la nuova presidenza sui rapporti transatlantici. Il Neopresidente ha fatto del multilateralismo il “keystone” della propria campagna elettorale, ponendo l’accento anche sull’importanza del vecchio continente. 

“Dopo la sconfitta di Donald Trump, l’Europa può finalmente tirare un sospiro di sollievo”, questo è quanto hanno riportato le maggiori testate giornalistiche europee dopo l’esito delle elezioni americane che ha portato alla vittoria di Joe Biden. Una dolce consolazione per i governi europei che, sotto l’era Trump, sono stati messi fortemente in discussione. 

I quattro anni di presidenza Trump sono stati costellati da rapporti ostili con gli alleati, un’ostilità segnata da episodi come il sostegno della Casa Bianca alla Brexit e il velato supporto ai movimenti populisti che si stavano, e si stanno, diffondendo nel nostro continente. Non si tratta solo di queste prese di posizione ideologiche poiché ci sono state altre misure concrete intraprese dal presidente uscente contro l’Europa. La più famosa è sicuramente quella del 2018, quando Trump definì l’Europa un nemico commerciale (“foe”), imponendo forti dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio (caso analogo a quello cinese).

Anche la Nato ha costituito un motivo di screzio, infatti ancora una volta l’Europa è stata accusata di non collaborare molto e di contribuire troppo poco. In realtà, i gabinetti americani si sono sempre lamentati dello scarso impegno economico europeo all’alleanza atlantica, tuttavia nessuno aveva mai mostrato così tanto disdegno nei confronti degli alleati del vecchio continente. Tutto questo, senza tralasciare la volontà di Trump (e in effetti l’atto) di uscire dagli accordi di Parigi, di paralizzare il WTO e abbandonare l’OMS. 

Ciò che si può affermare con piena certezza e consapevolezza è che con Trump alla Casa Bianca le relazioni internazionali, e quindi anche quelle transatlantiche, sono state messe più che mai in discussione, ed insieme a loro anche l’importanza del multilateralismo e delle Istituzioni e Organizzazioni internazionali a cui gli USA hanno sempre dato pieno supporto. Ironico pensare come il paese creatore e difensore del multilateralismo abbia deciso di ergersi a portatore dell’unilateralismo.

Perché Joe Biden dovrebbe cambiare le cose? 

Al contrario del suo predecessore, Joe Biden, appartenente all’ala moderata del partito democratico, ha sempre sottolineato l’importanza dei rapporti internazionali e si è sempre definito un supporter delle relazioni transatlantiche e della NATO. 

Non è un caso che Il Neopresidente Biden abbia fatto del multilateralismo un caposaldo della sua agenda politica e della sua campagna elettorale, dimostrando la piena volontà di riprendere e tornare dentro agli accordi di Parigi, di voler ricucire i rapporti con il vecchio continente (e la Nato) e rivedere quelli con la Cina in chiave più amichevole ma pur sempre dura (quasi a voler adottare la politica del “bastone e la carota”). 

Non è dunque una sorpresa che l’arrivo di Biden alla White House sia stato accolto con entusiasmo dai membri dell’alleanza atlantica, un’alleanza che sicuramente va rivista e ripensata ma è comunque parte delle priorità del nuovo gabinetto. 

Secondo alcuni osservatori, sembra che molti governi europei guardino a Biden con lo stesso entusiasmo con il quale videro Obama. Biden, infatti, è stato più volte associato ad Obama, essendo stato il suo vicepresidente, e sembra essere rientrato tra le simpatie degli esecutivi europei. A questo proposito, c’è da ricordare come Obama godesse di molto consenso tra l’opinione pubblica europea, così tanto da arrivare a parlare di “Obamania”. 

Cosa aspettarsi? 

Nonostante l’allontanamento tra Bruxelles e Washington, è innegabile come le tradizioni e la cultura statunitense e quella europea siano legate. Stando a quanto detto da Biden, ci si aspetta che il neopresidente si discosti radicalmente dalla dura linea politica estera promossa dal suo predecessore. Tuttavia, non è scontato che si decida di lasciare poco spazio all’Europa per diverse ragioni: 

  1. Prima di tutto, c’è da aspettarsi una forte attenzione americana sulla propria politica interna per le proteste che hanno costellato l’America in questo periodo (come il “Black Lives Matter”) e per le condizioni di disoccupazione nel paese. Insomma, il nuovo governo si troverà a fronteggiare una serie di disordini e malcontenti interni che nelle ultime ore sono sfociati in quello che i più temerari non hanno paura a definire un “tentato colpo di stato”. 
  2. Secondo, l’Europa è un paese pacifico che, nonostante tutto, rimane costantemente vicino agli alleati americani. Motivo per cui, com’era già successo nell’epoca Obama, l’attenzione statunitense potrebbe essere rivolta verso il Pacifico piuttosto che all’Atlantico. 
  3. Terzo, la cattiva gestione della situazione Covid-19 in America porterebbe il nuovo presidente ad affrontare una situazione di crisi internazionale quasi da zero, per cui in un primo momento l’attenzione potrebbe essere rivolta alle Organizzazioni internazionali piuttosto che all’Europa intesa come “special relationship”.  

Dunque, nonostante Biden sia un sostenitore del multilateralismo e delle relazioni EU-USA, non c’è da aspettarsi che sia un partner facile. Ciò che invece c’è da aspettarsi è un riassetto dei rapporti con l’Europa. Si tratta di un legame che andrebbe ridefinito su alcuni aspetti cruciali quali la Nato e il commercio. Per quanto riguarda il primo, sicuramente il nuovo gabinetto solleciterà gli alleati europei a versare di più e a mostrare maggiore attivismo. Dal punto di vista commerciale, invece, c’è da ricordare come fino ad ora l’America abbia messo da parte il WTO e come abbia condotto una serie di “trade wars”, con Biden potrebbe esserci un cambio di rotta e un ritorno verso la liberalizzazione dei commerci. 

Alcuni osservatori hanno espresso un punto di vista meno ottimista, sostenendo che con il ritorno di un’America aperta al multilateralismo l’Europa potrebbe essere costretta a rinunciare alla propria autonomia geopolitica. Questo vuol dire che gli USA avrebbero interesse a “tenere buono” l’alleato anche (e soprattutto) in vista dei rapporti con la Cina. Infatti, secondo alcuni analisti, pare che la nuova amministrazione voglia creare una sorta di fronte comune contro il colosso cinese e quindi di scoraggiare le relazioni tra Cina e vecchio continente (basti pensare alla belt and road initiative). Anche per quanto riguarda le tariffe imposte nell’era Trump c’è del pessimismo, perché alcuni non si aspettano un cambio di politica commerciale repentino. Ciò che però è certo ed innegabile, è che c’è la volontà e convergenza per quanto riguarda il tema ambientale e il recupero dei rapporti tra le due potenze.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from EUROPA