Mosca commenta i fatti di Capitol Hill

Gli eventi accaduti al Campidoglio, a Washington, il 6 gennaio scorso, hanno provocato reazioni da tutto il mondo, anche dal Cremlino.

Tra le numerose reazioni internazionali che hanno provocato i fatti del Campidoglio – negli USA – non si è fatto attendere il commento giunto da Mosca,  per bocca della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, la quale dopo aver esordito a sostegno del popolo americano, dicendo  che: “Il popolo americano amico viva con dignità questo momento drammatico della propria storia” all’agenzia Interfax, ha continuato dicendo: “Allo stesso tempo, richiamiamo di nuovo l’attenzione sul fatto che il sistema elettorale negli Stati Uniti è superato, non soddisfa i moderni standard democratici, creando opportunità per numerose violazioni ed i media americani sono diventati uno strumento di lotta politica. Il sistema statunitense è arcaico.”

Queste brevissime dichiarazioni, potrebbero sembrare esternazioni volte solamente a commentare i fatti accaduti a Capitol Hill, ma in realtà celano un significato ben più profondo e intenso di quanto si possa inizialmente immaginare. L’establishment russo, per bocca della Zakharova, ha voluto sottolineare come negli Stati Uniti viga ad oggi, un sistema elettorale che, a detta di Mosca, penalizza la rappresentanza elettorale a scapito di vecchie logiche oligarchiche; motivo per cui, l’irruzione al Campidoglio costituisce solamente l’ultimo atto di un malumore che percorre tutto il Paese già all’indomani dell’acclarata vittoria di Joe Biden.

Gli eventi del 6 gennaio, quindi, rappresentano il culmine di una protesta che prosegue ininterrottamente orma da metà novembre, portata avanti da quella parte dell’elettorato che forse, non è riuscita a superare e sopportare, l’estrema polarizzazione dei due candidati alla presidenza. In merito a questo,  Maria Zakharova  ha aggiunto“Gli USA hanno sembrano abbiano perso la bussola che li guidava, per questo motivo credo che non siano più in grado di dare agli altri lezioni di democrazia, specialmente dopo l’assalto a Capitol Hill”

Oltre alla portavoce del ministero degli Esteri, è intervenuto sulla vicenda, tramite un tweet, anche il vice rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Dmitry Polyanskiy, che ha subito biasimato la definizione utilizzata fin da subito da molti leader statunitensi, di terrorismo interno. Per Polyanskiy, al Campidoglio non si è verificato un atto di terrorismo, ma una vera e propria:  “rivoluzione della dignità (perifrasi più volte utilizzata dai diversi governi USA durante il corso delle varie rivoluzioni colorate avvenute nel corso dello scorso ventennio) simile agli avvenimenti che sono accaduti  a Kiev nel 2014“. Polyanskiy scrivendo questo voleva alludere agli eventi di Euromaidan,  apertamente sostenuti e appoggiati proprio dagli Stati Uniti.

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