IL FUTURO DELLA CRISI DELL’AMERICA LATINA SI DECIDERÀ ALLE URNE

La regione accoglie il nuovo anno con una delle più grandi cadute dell’economia del secolo, le elezioni potrebbero avere il ruolo decisivo di deciderne le sorti per il 2021. 

L’America Latina è stata una delle regioni più colpite dalla pandemia Covid-19, riportando gravi danni sul piano socioeconomico. La regione non era pronta ad una crisi sanitaria, la quale ha poi preso le sembianze di una crisi economica ed infine sociale e politica. Per questo ad una settimana dall’inizio del nuovo anno è importante provare a prevedere le conseguenze e le sembianze che il futuro economico e sociale del subcontinente americano prenderà. 

La maggior parte degli stati latinoamericani hanno accolto il nuovo anno nel peggiore dei modi, secondo i dati emessi dalla Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi (da qui in poi CEPAL), la regione avrebbe infatti sofferto una delle più grandi cadute dell’economia regionale del secolopari a circa il 7.7%, con una proiezione di crescita pari al 3.7%. Sono dei dati allarmanti soprattutto uniti all’aumento del tasso di disoccupazione, che è previsto salire dell’11% escludendo però il 10% di disoccupazione informale, e 40 milioni di persone che hanno raggiunto la soglia di povertà. In una regione caratterizzata da ampie disuguaglianze sociali come l’America Latina il tasso d’occupazione rappresenta una delle sfide più importanti, è infatti la regione più ingiusta del continente occidentale, secondo quando indicato dall’indice Gini, attraverso il quale è possibile misurare il livello di iniquità nella distribuzione della ricchezza prodotta.

Al momento è possibile stimare che neanche a seguito di un decollo delle attività produttive si potrà tornare a una crescita pari a prima della pandemia globale che ha sconvolto gli equilibri della regione, nonostante l’effetto del “trascinamento statistico” anche detto effetto rimbalzo, che potrebbe dar luogo a un forte aumento del Prodotto Interno Lordo. Anche il Perù infatti, il paese con il più alto tasso di crescita prevista per l’anno 2021, a fronte di una caduta del 13% si accinge ad un prospetto di crescita del solo 9%, seguito da Panama e Bolivia che secondo i dati forniti dal CEPAL si apprestano a raggiungere il 5%. 

Queste previsioni lasciano intendere che la maggior parte dei paesi dall’America Latina avranno numerosi problemi da affrontare anche con l’inizio del nuovo anno, e probabilmente per tutta la sua durata. È anche importante tenere in considerazione che il virus Covid-19, non accennando a diminuire la sua aggressività, rimane ancora un fattore di grande incertezza per tutti i paesi e le economie coinvolte, complicando ulteriormente una situazione che nel corso di quest’anno si è dimostrata essere molto tesa, anche da un punto di vista sociale e politico. In tutta la regione infatti vi sono state evidenze di grossi tumulti sociali, spesso sfociati in violente proteste di strada come nel caso dell’Ecuador, dove a seguito di alcune misure volte al contenimento dei contagi, adottate il 15 maggio, milioni di abitanti si sono riversati nelle strade principali della capitale Quito, violando la quarantena obbligatoria. Ma il paese andino non è l’unico a scuotere il subcontinente americano con violenti tumulti sociali, anche il Perù, nonostante i buoni prospetti per la ripresa economica presenta una situazione molto particolare che tende a minare le istituzioni e un sistema politico alquanto fragile.

È possibile quindi affermare che i governi nazionali della regione saranno sicuramente messi sotto pressione, in un clima in fermento che rischia di sfociare nel populismo e nell’autoritarismo se non gestito nella maniera corretta. La leadership politica e imprenditoriale dovrà lavorare insieme, in un partenariato pubblico e privato che permetta non solo di far fronte alla situazione, ma anche di approfittare delle opportunità che potrebbero presentarsi, come nel caso della transizione green e di un’economia circolare. Un compito che però potrebbe essere molto difficile da portare avanti in quanto molti paesi Latinoamericani si accingono ad andare alle urne.

La prospettiva delle elezioni così vicine infatti, potrebbe spingere gli attuali governanti a prendere delle decisioni affrettate e soprattutto a breve termine, volte a riguadagnarsi la fiducia delle popolazioni, stremate dalla crisi sanitaria ed economica dell’ultimo anno. Probabilmente questo però non sarà abbastanza, in quanto nella regione si respira un clima di agitazione sociale, e probabilmente l’attuale classe governante finirà per pagare il prezzo della crisi e in alcuni casi della sua mala gestione; secondo l’analista politico argentino Carlos Malamud infatti, le elezioni potrebbero diventare un voto di castigo per gli attuali governi. 

 Il 2021 sarà quindi un anno cruciale, in quanto il cambio di governo che avverrà in molti paesi determinerà gli attori che dovranno occuparsi di dirigere e coordinare le azioni volte alla ripresa economica dei vari paesi colpiti. I primi ad andare alle urne sono i cittadini dell’Ecuador, la cui prima tornata elettorale avrà luogo il 7 Febbraio, dove il numero ingente di candidati alla presidenza, con ben 16 liste per la prima volta da quando il Paese aveva istituito un regime democratico, sembrano ribadire quanto detto finora. I cittadini che si contendono la carica presidenziale, tra i quali spiccano un economista, un impresario e un esponente della comunità indigena, sono così diversi tra loro che confermano il discredito verso le istituzioni che si percepisce nel Paese già da maggio, e sono l’esempio di quello che probabilmente accadrà anche negli altri paesi della regione.

A seguire, il vicino Perù deciderà le sorti del governo l’11 Aprile, a seguito di una grossa destabilizzazione politica che ha portato il Paese a una situazione nella quale ben tre presidenti si sono succeduti nel corso di questo catastrofico anno 2020. Anche in questo caso, più di venti candidature presidenziali e l’assenza di una maggioranza chiara, sembrano suggerire molta indecisione e apatia elettorale, simbolo di una popolazione che forse è arrivata allo stremo delle sue forze.

Il Popolo Cileno prenderà il testimone il 21 Novembre, mese nel quale anche Honduras e Nicaragua andranno al voto. Inoltre, Messico e Argentina andranno incontro a quelli che potrebbero essere considerati dei veri e proprio test di popolarità del govern in questo contesto di crisi, con le elezioni legislative che di norma si tengono a metà mandato. Il 2021quindi, si prospetta un anno che porterà grandi cambiamenti per la regione e le elezioni saranno l’ago della bilancia che potrebbe determinare la strategia attraverso il quale, gli stati dell’America Latina, riusciranno a lasciarsi alle spalle gli effetti di questo catastrofico anno 2020. 

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