APPROVATO UFFICIALMENTE L’ACCORDO SULLA BREXIT, LONDRA MUOVE I PRIMI PASSI DA SOLA

Londra ha siglato con Ankara il primo accordo commerciale post Brexit, che replica in larga misura l’accordo già esistente tra Unione europea e Turchia

L’accordo tra Unione europea e Regno Unito, volto a regolare le relazioni commerciali e la cooperazione tra Bruxelles e Londra a seguito della Brexit, è stato ufficialmente approvato da entrambe le parti. Mercoledì 30 dicembre, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel,hanno firmato l’accordo durante una breve cerimonia, approvandone l’entrata in vigore in via provvisoria.

L’Unione europea provvederà a ratificare l’accordo in un secondo momento, in seguito all’approvazione da parte del Consiglio e del Parlamento europeo. Nella stessa giornata, l’accordo è stato esaminato anche da Westminster. Sostenuto sia dal Partito Conservatore che dal Partito Laburista, il testo ha ricevuto 521 voti a favore e 73 contrari e, con la firma della Regina, a mezzanotte, è diventato legge. Il 1° gennaio 2021, dunque, l’accordo è entrato in vigore a tutti gli effetti.

Nel frattempo, a pochi giorni dall’annuncio dell’intesa tra Regno Unito e Unione europea e prima ancora dell’approvazione ufficiale dell’accordo sulla Brexit, Londra ha iniziato a muovere i suoi primi passi da sola. Martedì 29 dicembre, infatti, Liz Truss, Segretario di Stato britannico per il commercio internazionale, e Ruhsar Pekcan, Ministro per il Commercio turco, hanno firmato un accordo di libero scambio tra Regno Unito e Turchia – per Londra il primo dell’era post Brexit. Il nuovo accordo, che replica in larga misura quello già esistente tra Unione europea e Turchia, copre scambi commerciali per un valore di oltre 18 miliardi di sterline, supporta le imprese e fornisce maggiori garanzie a migliaia di lavoratori nel Regno Unito, impiegati soprattutto nei settori manufatturiero, automobilistico e siderurgico.

Il Regno Unito rappresenta per la Turchia il secondo più grande mercato di esportazione, pertanto la firma di un accordo che potesse dare continuità alle relazioni commerciali tra i due Paesi anche dopo la Brexit era fondamentale per entrambi i partner. Tuttavia, in considerazione dell’unione doganale tra Ue e Turchia, per l’approvazione dell’accordo era necessario attendere l’intesa tra Londra e Bruxelles. Non appena Boris Johnson e Ursula von der Leyen hanno annunciato l’atteso Deal, il Regno Unito ha regolato anche i rapporti con Ankara. 

Londra promette all’Unione europea di essere il suo miglior vicino ed alleato, con cui lavorare fianco a fianco su questioni di interesse comune. Allo stesso tempo, però, guarda avanti – e si guarda attorno – per promuovere le relazioni con gli altri partner commerciali. Tra questi c’è anche la Turchia, con cui negli ultimi mesi l’Unione europea ha avuto dei forti contrasti a causa della politica estera di Ankara nel Mediterraneo orientale.

Se, da una parte, è doveroso riconoscere l’importanza dell’accordo Ankara-Londra per dare continuità agli scambi tra i due partner, dall’altra è legittimo chiedersi se, in futuro, il Regno Unito, nello sviluppo di relazioni di cooperazione con Paesi terzi, deciderà di anteporre gli interessi economici alle questioni politiche e geopolitiche o se, invece, adotterà un approccio che tenga conto conto anche degli elementi non esclusivamente legati alla sfera economica e commerciale.

Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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