L’INDIA PUNTA ALLE FONTI RINNOVABILI

L’India guarda alla “green energy” impegnandosi attivamente nella lotta all’inquinamento atmosferico

L’India è il quarto mercato più attraente al mondo nel settore delle energie rinnovabili e negli ultimi anni soprattutto sta dando ampio spazio alle fonti rinnovabili, con enormi investimenti nei settori dell’energia solare e dell’energia eolica. 

A Gujarat, nella regione di Kutch, a pochi chilometri dal confine con il Pakistan, lo scorso 15 dicembre è stato inaugurato il più grande parco di energia rinnovabile al mondo. È un parco costruito su un’area di 72.600 ettari, quasi quanto l’estensione di Singapore, dove saranno istallati pannelli solari ed impianti eolici. L’obiettivo è quello di produrre 30.000 gigawatt di energia pulita da estendere a 450.000 gigawatt entro il 2030. Il premier indiano Narendra Modi si dice molto soddisfatto di questo importante passo per il Paese, sottolineando che al mondo non esiste un progetto di simili dimensioni.

Il governo indiano punta molto ad investire nelle energie pulite, fissando ambiziosi target: ridurre l’inquinamento atmosferico e la dipendenza da fonti fossili. Secondo alcuni studi, è emerso il drammatico problema dell’inquinamento dell’aria del Paese, dove città come Ghaziabad, Delhi, Noida, Gurugram, Greater Noida e Bandhwari risultano essere nella top 10 delle città con l’inquinamento dell’aria più elevato al mondo.  L’India punta a raggiungere il 40% della produzione di energia da fonti di combustibile non fossile entro il 2030, nel pieno rispetto degli obiettivi del Paris Agreement.

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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