LE VIE DI CONTENIMENTO DELLA TURCHIA

L’anno della Turchia è stato piuttosto movimentato in molti scenari del Mediterraneo, in particolare nelle acque orientali e sul suolo libico. Il contenimento dell’espansionismo di Ankara passa proprio per questi due canali – e l’Egitto lo sa bene. 

Nonostante la pandemia mondiale, l’anno della Turchia è stato piuttosto vivace dal punto di vista regionale: tutte le teorie e le strategie, che per anni hanno caratterizzato soprattutto la soft power turca, hanno trovato compimento proprio nell’anno appena trascorso.

Ad oggi possiamo dire che due sono state le vie preferenziali che Ankara ha utilizzato per allargare la sua potenza nel Mediterraneo: da un lato, la strettissima cooperazione con il Governo di Tripoli in Libia; dall’altro, il pugno di ferro nel Mediterraneo orientale. In entrambi gli scenari, la Turchia ha potuto contare tanto su alleati quanto controparti non certo felici di vedersi circondati dalla presenza neo-ottomana, fra le quali spicca l’Egitto, che mira al contenimento di ambo le politiche turche. 

Deve intendersi che la strategia che Ankara porta avanti, in effetti, è una ed unica, nonostante le diverse politiche intraprese: affrancarsi da qualsiasi condizionamento esterno (che passa espressamente per le vie dell’energia) ed ergersi quale potenza regionale

In tal senso, la presenza di Ankara in Libia mira non solo ad assicurare la tenuta del governo tripolino, ma anche a rallentare i progetti dell’East-Med, dato che un segmento della pipeline progettata dovrebbe passare proprio per le acque che, secondo il Memorandum d’Intesa fra Tripoli ed Ankara, ricadrebbero nelle ZEE dei due Paesi. 

In effetti, Ankara era ben consapevole che nel 2020 si sarebbero rafforzate la posizione e la strategia dell’East-Med Gas Forum, divenuto ufficialmente una organizzazione internazionale con base al Cairo. Ankara è stata esclusa sin dall’inizio, principalmente per la questione cipriotaNon è quindi una sorpresa che il Forum abbia anche (e forse soprattuttouna funzione di contenimento nei confronti della Turchia. 

In tal senso, circa un paio di settimane fa, gli EAU hanno aderito all’iniziativa come Osservatori Permanenti del Forumspinti dall’alleanza con l’EgittoLa mossa dell’asse Cairo-Abu Dhabi mira proprio a limitare e contenere le possibilità di manovra di Ankara nel Mediterraneo orientale. Uno schiaffo ulteriore all’Anatolia verrà dalla prossima adesione di Parigi all’East-Med Gas Forum, programmata per il 2021. 

In una situazione così profondamente intricata, la presenza militare turca in Libia resta l’unica opportunità favorevole per Ankara di poter continuare a giocare la sua partita nel Mediterraneo. Non è un caso che, il 22 dicembreil Parlamento turco si sia espresso favorevolmente all’estensione della presenza militare turca in Libia, per ulteriori 18 mesi. Né è un caso che, nello stesso periodo, il governo di Al-Sisi stia irrobustendo le relazioni diplomatiche con il Governo ufficiale di Tripoli (GNA), dopo anni di supporto per Khalifa Haftar. La recentissima visita della delegazione egiziana a Tripoli mira proprio a persuadere il GNA dall’accettare supporto militare da Ankara, che di fatto mina la riuscita del cessate-il-fuoco. 

Cairo ha tutto l’interesse nel favorire la stabilità dell’area libica (per motivi di sicurezza nazionale), e punta, a tal proposito, all’uscita di scena di Al-Sarraj e su un leader forte e religiosamente moderato, quanto più possibile lontano dall’ideologia politica (e non solo) dei Fratelli MusulmaniL’ostacolo principale è proprio Ankara, per cui la strategia che caratterizzerà i rapporti Tripoli-Cairo nei prossimi mesi sarà certamente incentrata, per l’Egitto, sul dividere i due Paesi, Libia e Turchia, in uno scenario regionale – ed internazionale – in forte mutamento. 

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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