L’ACCESSO ALL’ISTRUZIONE SOTTO OCCUPAZIONE

I bambini palestinesi vivono su base quotidiana la violazione del loro diritto all’educazione sotto l’occupazione israeliana, che contribuisce ad impedire loro un accesso sicuro all’istruzione.

La demolizione degli edifici scolastici, aggiunta alla violenza diffusa e alla frequentissima negazione dei permessi di costruzione, ha determinato che le scuole della comunità palestinese, in particolare quelle collocate nell’Area C della West Bank, siano sotto costante attacco.

Da anni, in particolare dal 2014, le scuole palestinesi subiscono la violenza del conflitto. Tra gennaio 2018 e giugno 2020 sono stati registrati 10 attacchi al mese, mediamente, contro le scuole della Cisgiordania. Si tratta di 296 aggressioni contro l’istruzione compiuti dalle forze armate israeliane, dalle guardie di sicurezza private degli insediamenti o dai coloni, senza dubbio stimolati dalla imperante retorica governativa ultra-nazionalista. I target sono gli edifici, le attrezzature, il personale scolastico, gli autobus che trasportano gli studenti, spesso colpiti con pietre, ed, ovviamente, gli studenti stessi, la cui capacità di accedere all’istruzione è gravemente compromessa.

Il Norwegian Refugee Council (NRC) ha recentemente riportato le intimidazioni, le minacce e persino l’uso della violenza da parte di uomini dell’esercito israeliano, che creano un ambiente di costante paura per i ragazzi. NRC riporta molteplici episodi in cui l’esercito ha fisicamente aggredito gli studenti o fatto irruzione a scuola, interrompendo le lezioni e traumatizzando i giovani. Questi avvenimenti spiegano la paura dei bambini e delle loro famiglie, che sfocia in una preoccupazione costante relativa a ciò che può accadere ai figli nel tragitto verso scuola, e ciò alimenta la già diffusa dinamica dell’abbandono scolastico, soprattutto tra le comunità più vulnerabili, in particolare quelle beduine.

A preoccupare è non solo la distruzione concreta di edifici pubblici e strumenti educativi per i bambini e giovani della comunità palestinese, bensì il più ampio attacco al loro progressivo sviluppo e, di lì, al loro futuro. Va osservato, riportando le parole scritte dal Comitato internazionale della Croce Rossa, che l’educazione è una questione umanitaria, in quanto permette alle persone di ricostruire le loro vite con dignità. Lo Stato d’Israele sta violando il diritto internazionale poiché, in quanto potenza occupante, non riesce a garantire e, anzi, impedisce un accesso sicuro dei bambini alle scuole ed il loro godimento del fondamentale diritto all’educazione.

Annachiara Cammarata

Annachiara Cammarata, analista per IARI di Diritto Internazionale e diritti umani. Laureata in Mediazione linguistica e culturale presso l’Università degli studi di Napoli l’Orientale, con una tesi sulla tutela dei diritti umani nel sistema giuridico islamico, sono attualmente laureanda magistrale in Relazioni Internazionali per l’area MENA nello stesso ateneo, redigendo la mia tesi sulla cooperazione strategica dell’Ue con i Paesi terzi per la gestione dei flussi migratori, e sto frequentando un Master di II livello in Politica e Relazioni Internazionali presso la LUMSA di Roma. Durante il mio percorso universitario ho avuto l’opportunità di studiare all’estero in Europa, America Latina e Nord Africa, esperienze preziose che mi hanno aiutata a dare forma ai miei progetti accademici e lavorativi.

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