TRUMP SE NE VA, QANON RESTA

Alle ultime elezioni QAnon è arrivata a conquistare due seggi alla Camera dei Rappresentanti, quello di Marjorie Taylor Greene della Georgia e quello di Lauren Boebert dal Colorado. La fine della Presidenza Trump porrà fine alla teoria del complotto? O siamo solo all’inizio del suo cammino?

Dopo le elezioni presidenziali del 3 novembre 2020 che hanno sancito la vittoria di Joe Biden sul Presidente uscente Donald Trump, in molti hanno gridato alla fine dell’era trumpiana così come di tutto ciò che l’ha circondata, a partire dalle teorie del complotto di QAnon. L’elezione di Marjorie Taylor Greene e di Lauren Boebert non sembrerebbero però andare in questa direzione.

Eleggere dei sostenitori di questa teoria al Congresso era, secondo molti, inimmaginabile, eppure oggi due complottiste siedono nelle più alte stanze del potere decisionale del Paese. Ma cos’è QAnon e com’è arrivata fin qua? Vi sono alcuni precedenti degni di nota, come la teoria del Pizzagate e l’idea che Obama fosse nato in Africa e che quindi occupasse illegittimamente il posto da Presidente, che hanno preceduto e rafforzato queste teorie.

QAnon è una teoria cospirazionista che il professor Joe Uscinski, studioso di teorie del complotto, ha affermato assomigliare sempre più ad un culto. Essa è partita da alcuni forum come 4chan e 8kun (poi diventato 8chan), per poi approdare ai social mainstream globali. Dal 6 ottobre 2020 Facebook ha iniziato a rimuovere tutti gli account relativi al movimento: sin da agosto il social aveva cominciato a eliminare account o profili violenti collegati a QAnon, per poi decidere di procedere alla totale rimozione di ogni sua emanazione. La politica di Facebook ha fatto discutere e i seguaci della teoria hanno trovato conferma delle loro idee che descrivono un grande complotto ordito dai maggiori leader democratici per “cancellare la verità” e metterli a tacere.

QAnon è fermamente convinta che le ultime elezioni siano state truccate, così come crede che la pandemia mondiale da COVID-19 sia una cospirazione ardita dai poteri forti del pianeta. Dalla sua comparsa nel 2017, QAnon ha costantemente aumentato il numero dei propri sostenitori, rendendo ad oggi impossibile quantificare il loro ammontare complessivo. Tutto iniziò quanto un utente definitosi “Q” diffuse su 4chan una serie di post contenti una serie di accuse e teorie rivolte ad una parte dell’élite politica statunitense, tra cui spicca il nome di Hillary Clinton, affermando di essere un alto funzionario politico che agiva in anonimato.

Quello che venne definito un “deep state liberal e globalizzato” veniva accusato di praticare pedofilia e satanismo, la cui unica personalità in grado di combatterlo sarebbe stata quella di Donald Trump. Il fantomatico utente secondo alcuni potrebbe essere Jim Watkins, il proprietario di 8chan che fu accusato dal figlio di essere dietro ai post di “Q”, ma altre teorie individuano come artefici della teoria l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn o il collaboratore alla Casa Bianca Dan Scavino

Tale teoria è l’emblema dell’esacerbazione dello scontro politico, è lo specchio di un’America spaccata e polarizzata, in cui la sfiducia per gli avversari può portare a credere anche alle teorie più irrealistiche e non coadiuvate da alcuna prova effettiva. Vi è poi un altro dato, quello della riemersione di moltissimi gruppi suprematisti, accompagnata dalla creazione di nuovi. L’espansione pubblica dell’estrema destra è esponenzialmente cresciuta negli ultimi due o tre anni negli Stati Uniti. QAnon ha un profondo legame con il suprematismo, con cui condivide visioni ed obiettivi. Combattere l’immigrazione, limitare il voto delle minoranze, reagire ai nuovi diritti civili e sociali riconosciuti nel Paese, sono alcuni dei profondi legami tra queste realtà. L’FBI ha ammonito che teorie come questa sono ormai equiparate ad una concreta minaccia di terrorismo interno.

La domanda finale è quindi se sia stato Trump a servirsi di QAnon per consolidare il suo consenso, o se al contrario sia stata QAnon a servirsi del ruolo occupato dal tycoon. Che la teoria e il suo seguito finiscano dopo la sconfitta di Trump, non sembra al momento uno scenario realistico. Fu l’elezione di Obama nel 2008 ha innescare una reazione del terrorismo di estrema destra che esplose all’indomani del suo insediamento. Potrebbe essere l’elezione di Joe Biden e della sua Vice Harris, prima donna di colore a ricoprire tale incarico, così come tutte le prime nomine di donne, latini e afroamericani a capo dei principali Dipartimenti del Governo, a far diffondere ancora di più questa teoria cospirativa. QAnon è arrivata dove molti suprematismi non sono mai riusciti: al Congresso degli Stati Uniti. Se questo per molti rappresenta il maggiore risultato possibile per il movimento, che ha visto nella mancata rielezione di Trump un duro colpo, molto potrebbe farci pensare che non sia così e che QAnon abbia ancora molta strada da percorrere. 

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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