CINA-UE-USA: IL DILEMMA DEGLI INVESTIMENTI

L’attesa firma dell’accordo sugli investimenti Cina-UE pone due problemi principali: il dissenso di Washington e la frammentazione interna all’Unione. Come si muoverà Bruxelles?

L’accordo sugli investimenti o Comprehensive Agreement on Investment (CAI), tra Cina e Unione Europea sembra arrivato alle battute finali dopo sette anni di intensa negoziazione. Infatti, venerdì 18 dicembre è stata presentata la bozza dell’accordo, che le due parti intendono firmare entro fine anno. 

Nonostante il lungo periodo di negoziazione, il dibattito su questa iniziativa è ancora accesso, sia a Bruxelles, sia a Washington. A Pechino, invece, c’è accordo sulla necessità di firmare questo accordo, descritto come positivo per entrambe le parti, il prima possibile. Il ministro degli esteri Wang Yi ha affermato, durante un incontro con un gruppo di delegati dell’UE, che la relazione sino-europea è caratterizzata dalla cooperazione e non dalla competizione. La firma del CAI servirebbe quindi a testimoniare la natura positiva degli scambi diplomatici tra i due paesi. L’accordo rappresenterebbe anche un messaggio, diretto a Washington, per il quale Pechino dimostrerebbe di forgiare un’intesa diplomatica con il secondo membro dell’alleanza atlantica. 

Il dibattito a Washington si concentra proprio sulle azioni dell’UE, che, attraverso una firma del CAI adotterebbe quelle misure per cui ha criticato gli Stati Uniti durante le negoziazioni del Phase One Trade Deal: azioni unilaterali non supportate da un più ampio dialogo con gli alleati. In riferimento all’accordo sugli investimenti, il prescelto per il ruolo di consigliere alla sicurezza nazionale Jake Sullivan, il 21 dicembre su Twitter, ha comunicato che l’amministrazione Biden-Harris gradirebbe un consulto con i partner europei sulle preoccupazioni comuni riguardo la politica economica cinese. Tra i 27 dell’UE, la Polonia ha mostrato un certo allineamento con la posizione americana, chiedendo agli altri stati membri di aprire un canale di consulto e cooperazione con Washington, prima di procedere alla firma dell’accordo. 

Altre esitazioni, esplicitate dalla Francia, riguardano la mancanza di misure vincolanti riguardo l’abolizione o il controllo del lavoro forzato in Cina. Firmare un accordo con un paese in cui il rispetto dei diritti dei lavoratori non è garantito, sostengono gli oppositori del CAI, rappresenterebbe un indebolimento dell’Unione nel rispetto dei suoi principi fondanti. Considerate le vicende di Hong Kong e le questioni legati al lavoro forzato nello Xinjiang, per cui gli europarlamentari si sono spesi chiedendo la chiusura dei campi di lavoro, l’Unione dovrebbe esaminare più attentamente i rischi legati alla firma di questo accordo. In alternativa, prendendo a modello accordi come il recente RCEP, i 27 potrebbero concentrarsi sui benefici strettamente economici del CAI.

Il dibattito si innesta quindi nella più profonda questione della segmentazione delle aree di competizione e cooperazione con Pechino. Un’alleanza economica con un partner che viola alcuni tra i valori cardine dell’Unione e causa attrito con Washington rappresenta un percorso ricco di ostacoli e bivi. Dall’altra parte, il CAI nasce dalla necessità delle imprese europee di ottenere un più facile accesso al mercato cinese in settori considerati “chiusi” come telecomunicazioni, attività finanziarie, ricerca e sviluppo e investimenti nel settore sanitario.

Starà a Bruxelles scegliere la strada più consona, pensando sia alle conseguenze economiche a lungo termine di un possibile accordo, sia alle conseguenze geopolitiche con l’alleato americano. In tutto questo, emerge con forza la natura problematica e divisiva che la costruzione di una solida relazione con Pechino implica. 

Critici dicono che fa pochi progressi in tema di reciprocità e accesso al mercato. Francia e Germania lo appoggiano, perche? Francia per case di riposo, Germania per mercato delle batterie e auto elettriche. Problema di un sistema di risoluzione delle dispute e sussidi indiretti da parte del governo cinese. Problemi dei diritti sul lavoro e la violazione di principi fondamentali nell’Unione come rispetto diritti umani (HK). 

Comphensive Agreement on Investment (CAI) avrà implicazioni politiche per il futuro della relazione Cina-EU. L’Unione ha posto più richieste che la Cina per favorire le attività delle sue imprese. La Cina lo vede a suo favore per il potenziale di indebolire la coordinazione transatlantica sulla politica comune nei confronti della Cina. Ci sono dei limiti e vanno riconosciuti. 

L’Europa potrebbe perdere fiducia tra gli alleati per il perseguimento di una dual-track policy con alleanza transatlantica e relazione privilegiata con la Cina. Perdita di credibilità come principled partner rispettoso del problema dei diritti dei lavoratori e diritti umani.

La Cina è il secondo partner commerciale più importante per l’Europa dopo gli Stati Uniti. Investimenti cinesi in europa sono ancora modesti, specialmente se paragonati agli USA. La Germania rappresenta il 48.5% degli export europei in Cina, 4 volte più della Francia, ma solo il 7.2% degli export tedeschi vanno in Cina. La Germania è un outlier, un’eccezione tra i 27 dell’UE.

John Kerry inviato presidenziale speciale sul clima, ex segretario di Stato tra il 2012-2016. Kerry dice che il maggiore punto di cooperazione sarà sul clima, anche la competizione geopolitica sarà secondaria. Le negoziazioni sul clima potrebbero indebolire la posizione degli USA e lasciare a Pechino impegni e obblighi che potrebbe poi non rispettare. Per Biden problemi nel gestire questa retorica conciliante e di compromesso sul clima che intende proporre Kerry, perché già avrà problemi a farla accettare a livello domestico al congresso, potrebbe essere facilitato dal fatto che gli USA farebbero meglio della Cina, se solo Kerry non fosse così conciliante.

Kerry pensa che gli USA debbano concedere qualcosa alla Cina, purchè agisca per il cambiamento climatico. Altri, tra cui Biden credono che la cooperazione sul clima non debba influenzare la competizione in altre aree. I cambiamenti per energia pulita potrebbero però diventare un’area di competizione tra aziende americane, europee e cinesi per lo sviluppo di tecnologia adeguata. Kerry deve essere limitato e Biden aderire alla strategia della separazione tra aree di competizione/cooperazione.

Wang Webin portavoce del Ministero degli Esteri cinese dice che le negoziazioni saranno condotte al ritmo considerato consolo per la Cina al fine di raggiungere un accordo bilanciato. La Polonia chiede di rallentare e cooperare maggiormente con Washington. 

Il 19 dicembre i membri del Parlamento europeo hanno pubblicato una nota esprimendo preoccupazione e chiedendo la chiusura dei campi di lavoro forzato nello Xinjiang. Si chiede alla Cina di ratificare le regole della International Labour Organization.  Li Keqiang chiede supporto a Spagna e Olanda per convincere la Francia a firmare l’accordo, di cui dubitava per le questioni legate al lavoro forzato. 

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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