Chi è Alexei Navalny, è lui ad essere a capo dell’opposizione in Russia?

Alexei Navalny è recentemente tornato alla ribalta della scena internazionale a causa del tentativo di avvelenamento subito ad agosto di quest’anno. Viene da più parti dipinto come il principale oppositore di Putin, è davvero così?

Chi è Alexei Navalny:

Classe 1976, e una laurea in legge, Navalny inizia la sua carriera politica nel 2000 in Yabloko, un partito fondato nel 1993 ma che solo nel 2001 ha ottenuto la qualifica di partito politico, ottenendo nel 2011 il 3,73% dei voti. Qui, nel 2005, fonda il gruppo giovanile del partito, Democrazia Alternativa, e due anni più tardi fonda un movimento chiamato “popolo” in cui confluiscono personalità di Yabloko e Democrazia Alternativa, i toni nazionalistici e anti-immigrazionisti lo portano in contrasto con i leader del partito che ne dichiarano l’espulsione.

Nel 2008 inizia la sua carriera come attivista anticorruzione, ciò lo porta in rotta di collisione con Vladimir Putin di cui diventerà grande critico. Qualche anno più tardi, nel 2011, fonda il progetto FBK che ha l’obiettivo di denunciare le frodi negli appalti statali attraverso un sito web, nel 2019 è stato dichiarato come “agente straniero” da parte del governo russo e nel corso dello stesso anno, Navalny ha dichiarato di volerlo chiudere. Organizza manifestazioni in favore della democrazia, e nel 2014 sarà l’unico insieme al RPR-PARNAS (partito della libertà popolare) ad opporsi all’annessione della Crimea.

Nel 2018 fonda il partito “Russia del futuro” dopo numerosi tentativi di registrare un altro partito “il partito del progresso” dal 2014, venendo respinto più volte per motivi burocratici. Recentemente, a settembre, si sono svolte le elezioni per eleggere i governatori regionali in cui ha vinto il partito del presidente, tuttavia perdendo dei seggi, che sebbene siano andati ai “partiti sistemici” (vedere dopo), viene considerata una sconfitta per il partito di Putin, poiché l’opposizione nonostante il tentativo di avvelenamento subito da Navalny stesso e del divieto a partecipare, ha ottenuto dei risultati. Inoltre si sono verificate proteste sulle strade delle più importanti città del paese.

Quali sono le sue posizioni politiche?

Navalny è di fatto leader dell’opposizione, nel 2011 si definì un “nazionalista democratico” al di là della lotta contro la corruzione, che lo ha reso famoso non solo in patria ma anche all’estero, è stato in passato accusato di aver assunto toni vicini a quelle dei nazionalisti russi ed in particolare contro l’immigrazione, arrivando a partecipare a una marcia che vedeva gruppi nazionalisti di ogni tipologia. Nel 2008, ha supportato la guerra in Georgia, ma nel 2014, come già detto, la sua è stata una delle poche voci che si sono sollevate contro l’annessione della Crimea, ha anche contestato gli aiuti forniti ai paesi caucasici, e il coinvolgimento nella guerra civile siriana; nel 2018 ha dichiarato di voler partecipare alle elezioni presidenziali che gli sono rimaste precluse a causa dei suoi precedenti penali. Il suo programma, si basava su un aumento della tassazione per gli oligarchi, aumento del salario minimo e delle pensioni, cessazione del coinvolgimento in Siria ed Ucraina e stabilire un maggior controllo per gli spostamenti dagli stati centro asiatici.

È lui il capo dell’opposizione politica a Putin?

Le opposizioni politiche in Russia, posso essere divise in due categorie principali: l’opposizione all’interno del sistema e l’opposizione fuori dal sistema. Nella prima rientrano tutti quei partiti che vedono i loro rappresentanti sedere a vario livello nelle istituzioni, come il partito comunista della federazione russa, o che più semplicemente sono riconosciuti dalla commissione elettorale, ad esempio Yabloko. Nella seconda rientrano una galassia di gruppi che si oppongono a Putin senza essere presenti nella duma, tendenzialmente tramite proteste e manifestazioni.

Per quando riguarda i primi, nel 2016, la commissione elettorale ha registrato 67 partiti ma solo 6 sono rappresentati all’interno della duma, il parlamento russo, il primo è chiaramente il partito del presidente, “Russia unita”, con 343 seggi su 450, il secondo il partito comunista con 42 seggi, il partito liberaldemocratico con 39 seggi, “una Russia giusta” con 7 seggi, ed infine con solo 1 seggio Rodina, un partito conservatore, ma si hanno anche una serie di partiti che ad oggi non hanno un seggio, fra questi c’è il già citato Yabloko.

Tutti questi partiti sono visti come una finta opposizione ovvero come dei partiti pro-regime, e si caratterizzano per la mancanza di un leader valido da opporre a Putin. Più interessante è la galassia di partiti definiti come opposizione non sistemica, dove si pone Navalny, quest’ultimo, è considerato come l’unico candidato a riuscire ad opporsi all’inquilino del Cremlino.

L’avvelenamento

Il dissidente aveva accusato un malore durante un volo fra la siberia e Mosca, mentre era in compagnia della moglie che, insieme al suo staff, hanno fatto ricorso alla corte europea dei diritti umani per permettergli di farsi curare in Germania, che nel frattempo, aveva dato disponibilità per fornire le cure al dissidente; secondo alcuni, è stato usato un agente nervino chiamato Novichok, ma tutto ciò che sappiamo su questo gas è frutto di congetture.

Come mandante è stato, sin da subito, identificato in Putin stesso, che durante la conferenza di fine anno ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda, dichiarando: “che bisogno c’era di avvelenarlo?” . non è la prima volta che Navalny subisce attentati contro la sua vita, infatti, già in passato si sono sospettati altri tentativi di assassinio verso la sua persona, e nello specifico nel 2016, nel 2017 ed infine uno durante lo scorso anno, il giorno dopo una protesta a Mosca. Ma non è neanche l’unico: nel 2004 toccò ad Anna Politkovskaia e a Viktor Yushchenko, due anni più tardi ad Alexander Litvinenko arrivando nel 2018 a Sergei e Yulia Skipal.

I sondaggi

Nel 2020, il Levada center, un istituto russo non governativo, che si occupa di ricerca elettorale e statistica, ha pubblicato un sondaggio sul grado di approvazione che Navalny ha nel paese. Da questo sondaggio, (che è possibile trovare qui) svolto verso fine settembre, emerge come alla domanda se approvassero o meno l’operato di Navalny, il 50 percento dei soggetti dichiarava di disapprovarlo, mentre solo il 20 per cento si dichiarava d’accordo. 

Ma un altro dato che si ricava, riguarda come, nonostante il tasso di disapprovazione sia superiore a quello di approvazione, da maggio del 2013, il numero delle persone che dichiarava di non conoscere chi fosse Navalny, è sceso dal 59 per cento a solo il 18 per cento. In un altro sondaggio, che invece ha come soggetto Putin stesso, alla domanda: “a suo parere, perché molte persone si fidano di Vladimir Putin?” circa il 23 percento dei soggetti, ha risposto che le persone sono convinte che Putin sarà in grado di risolvere i problemi del paese, il 26 percento, lo spera mentre il 43 percento pensa sia perché non vedono alternative a lui. Ancora più importante, è il tasso di approvazione, al 68 per cento, in linea con i dati prodotti dal VCIOM, con il 63.5 percento

Conclusioni

Navalny è senza dubbio una delle personalità politiche più importanti nel paese, ed è di fatto a capo dell’opposizione “non-sistemica”, nonostante tale punto di forza, sembrano essere ancora pochi coloro che approvano il suo operato, anche se pian piano sempre più persone dichiarano di conoscerlo, ciononostante, quasi la metà della popolazione sembra non vedere ancora alternative a Putin, come testimoniato, dai sondaggi di cui prima. 

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