“FOLKS, WE’RE IN A CRISIS” – BIDEN SI PREPARA AL REINGRESSO NEL PARIS AGREEMENT

Joe Biden e Kamala Harris guardano alla crisi climatica con notevole apprensione. Il futuro presidente nomina il team per clima ed energia. 

Gli Stati Uniti, insieme ad altre maggiori economie mondiali, terranno un vertice sul clima ad inizio 2021, entro 100 giorni dall’insediamento di Joe Biden, impegnandosi, inoltre, a rientrare nell’Accordo di Parigi il primo giorno di presidenza. “I’ll immediately start working with my counterparts around the world to do all that we possibly can, including by convening the leaders of major economies for a climate summit within my first 100 days in office… We’ll elevate the incredible work cities, states and businesses have been doing to help reduce emissions and build a cleaner future”, ha dichiarato il prossimo presidente. Biden ha ribadito la sua promessa di portare gli Stati Uniti ad emissioni di carbonio zero entro il 2050, sottolineando come tale mossa sarà notevolmente positiva per l’economia e la creazione di nuovi posti di lavoro.

È in tale contesto che Biden ha annunciato, pochi giorni fa, le nomine del suo team per il clima: il membro del Congresso Deb Haaland, Segretario degli Interni; il Governatore Jennifer Granholm, Segretario dell’Energia; Michael Regan, Amministratore dell’Environmental Protection Agency (EPA); Brenda Mallory al Council on Environmental Quality; Ali Zaidi, vice consigliere nazionale per il clima; e Gina McCarthy, National Climate Advisor. Sarà questo team di prim’ordine a portare avanti l’agenda presidenziale, agendo da subito per affrontare la questione climatica, ascoltare le richieste delle comunità più deboli, rafforzare la protezione della salute pubblica e la salvaguardia delle risorse del Paese e facendo storici investimenti nel campo della giustizia ambientale.

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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