BREXIT, ROUND FINALE

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Il Parlamento europeo è disposto ad esaminare un accordo post Brexit entro la fine dell’anno, a patto che questo venga concluso entro il 20 dicembre

Il Parlamento europeo ha fissato una nuova scadenza per i negoziati sulle future relazioni tra Unione europea e Regno Unito. Sembra un déjà vu, una scena che si ripete, ma il 2020 sta volgendo al termine e con esso anche il periodo di transizione che accompagna il Regno Unito verso la separazione definitiva dall’UE.

Con una dichiarazionerilasciata a margine dell’incontro di giovedì scorso con il capo negoziatore dell’UE, Michel Barnier, la Conferenza dei Presidenti di delegazione del Parlamento europeo ha annunciato di essere pronta a convocare una sessione plenaria straordinaria entro la fine dell’anno per esaminare un eventuale accordo sulle relazioni post Brexit, purché questo venga raggiunto entro la mezzanotte di domenica 20 dicembre

In altre circostanze, la definizione di un termine ultimo per raggiungere un accordo sarebbe stata considerata come un espediente per accelerare i negoziati. Stavolta, però, l’urgenza ha carattere tecnico, in quanto riguarda l’effettiva possibilità di riunire il Parlamento europeo in plenaria affinché discuta i risultati dei negoziati e valuti l’approvazione dell’eventuale accordo commerciale tra UE e Regno Unito.

Qualora le trattative proseguissero oltre la data indicata e le parti raggiungessero un’intesa solo dopo il 20 dicembre, per il Parlamento potrebbe essere molto difficile riuscire ad approvare l’accordo entro la fine dell’anno. In quel caso, il Consiglio dell’Unione europea, attivando una procedura più complessa, potrebbe approvare l’accordo in via provvisoria. Se ciò non fosse possibile, però, a partire dal nuovo anno ci si potrebbe trovare in uno scenario no deal temporaneo, fino all’approvazione dell’accordo da parte del Parlamento europeo. 

Nelle ultime settimane sono stati fatti importanti progressi sulle questioni relative alla governance e alla gestione della frontiera nordirlandese. Tuttavia, restano ancora due questioni in sospeso che, di fatto, bloccano i negoziati: il level playing field e la pesca. Se non verranno sciolti i nodi sugli standard commerciali da adottare e sull’accesso dei pescherecci europei in acque britanniche, infatti, i negoziati non usciranno dalla fase di stallo in cui si trovano.

Ciò significa che tra poco più di una settimana gli scambi commerciali tra Europa e Regno Unito potrebbero essere soggetti alle regole del WTO, l’Organizzazione mondiale del commercio, con forti ripercussioni sull’economia di entrambi gli attori. Michel Barnier afferma che è difficile ma ancora possibile arrivare ad un accordo. Ma il governo britannico preannuncia che le trattative potrebbero protrarsi anche oltre Natale

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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