LA COOPERAZIONE MILITARE NEI PAESI BALTICI: LA SOSPENSIONE DI BALTBAT ED IL PROCESSO IN DIVENIRE

Lituania, Lettonia ed Estonia hanno recentemente sospeso il BALTBAT, uno dei principali accordi d’integrazione strategica dei paesi baltici. Questo ci da un’opportunità di approfondire la cooperazione di questi paesi e definirne le possibili configurazioni future. 

La storia dei paesi baltici è caratterizzata da una linea direttrice fissa e da una tendenza decisionale continuativa determinata da necessità geografiche ed imperativi strategici, la seguente: non è possibile per ciascuno di loro attuare la propria sicurezza senza coordinarsi con gli altri. Proprio per questo motivo a partire dal riassetto istituzionale post ’89 e dal loro ingesso in NATO hanno dimostrato di aver imparato la lezione del passato (la difficoltà di organizzarsi in blocco e perseguire un obbiettivo comune al posto degli interessi atomizzati dei singoli) e si sono coordinati sempre più al fine di resistere da eventuali minacce provenienti da est (anche la tendenza alla russofobia ha evidentemente radici storiche consolidate dal dominio e dalle spartizioni moscovite nei confronti di comunità nazionali considerate periferia dell’Impero Russo) e di potenziare i sistemi di difesa nazionale in ottica di coordinamento ed integrazione con l’occidente europeo. È infatti un processo che va avanti dal 1990 e che può considerarsi ancora in corso quello dell’allargamento NATO ad est (ultima arrivata la Macedonia del Nord) e che è avvenuto su spinta della diplomazia americana non curante dell’indisposizione russa a tal riguardo. I principali progetti di cooperazione a cui Lettonia, Lituania ed Estonia hanno dato impulso sono 4: BALTBAT, BALTNET, BALTRON ed il BALTDEFCOL.

Il BALTRON (anche detto Joint Baltic Naval Squadron) è stato introdotto nel 1997 per organizzare e coordinare gli obbiettivi comuni delle forzee navali baltiche concentrandosi principalmente in attività antimina e di portare i corpi navali baltici agli standard occidentali. Il quartier generale si trova in Estonia e ai fini di una maggiore funzionalità dell’accordo è stato istituito il Baltic States Divers Training Center che opera a Liepaja. Il BALTNET (Baltic Air Surveillance Network) è invece un accordo di cooperazione delle areonautiche baltiche al fine di coordinare la propria sorveglianza e difesa delle dimensioni informative ed areospaziali. L’obbiettivo è quello di creare un sistema di difesa areospaziale integrato in ciascuno dei paesi membri e di adattare gli standard a quelli NATO.

La storia del BALTNET parte negli anni 2000 con la creazione di un sistema regionale di sorveglianza aerea , il Regional Air Surveillance Coordination Centre (RASCC), che aveva il compito di sorvegliare lo spaazio aereo raccogliendo informazioni dalla sfera militare e civile per fornire una analisi complessiva e che nel  è stato assorbito successivamente tra gli accordi NATO, e nel 2004 da ultimo la Lettonia ha raggiunto la completa accreditazione del nodo nazionale legato all’areospazio agli standard BALTNET. Il BALTDEFCOL (Baltic Defence College) è un interessante istituzione accademica avviata nel 1998 che ha sede a Tartu, in Estonia. E’ un Università militare destinata agli ufficiali militari e ai pubblici ufficiali provenienti dal settore civile, che fornisce una preparazione accademica sui temi di politiche di difesa, sicurezza e strategia improntati su una forte ottica di tutela delle priorità baltiche in tali settori e fornisce la possibilità di comandare a livello di Brigata e di fornire analisi nelle istituzioni pubbliche e delle organizzazioni per la sicurezza. 

Il BALTBAT ( Baltic Battalion) infine,  principale accordo di cooperazione strategica di terra dei paesi baltici è stato istituito nel 1994 a seguito del trattato di Riga con la dimensione di battaglione destinato ad operazioni di peacekeeping. Esso ha operato infatti nel 1997 nelle missioni internazionali di peacekeeping nei Balcani assieme a formazioni Danesi e Svedesi. In particolare a partire dal 2001 I baltici hanno iniziato dei progetti di cooperazione con i paesi Scandinavi, ossia il LITBAT, LATBAT e ESTBAT, rispettivamente la Lituania con la Danimarca, la Lettonia con la Svezia e l’Estonia con la FInlandia (indicativo dei rapporti privilegiati tra questi due paesi con radici ancora una volta storiche) causando una momentanea sospensione del BALTBAT. Esso tornò in auge nel 2012 a seguito di un memorandum firmato da Lituania, Lettonia ed Estonia e riprese le attività nel 2014. 

A seguito dell’esercitazione“Winter Shield” 2020  quest’anno è stato firmato un accordo tra il comandante delle forze armate di terra Lituane, il Generale di Brigata Raimundas Vaiksnoras, il Generale comandante delle forze di terra Lettoni Georgs Kerlins e il Generale Indirek Sirel comandante delle forze Estoni che sancisce la sospensione del BALTBAT e l’introduzione a partire dal 2021 di una serie di corsi, seminari, dialoghi e esercitazioni internazionali tra le forze armate baltiche. Il Battaglione è quindi formalmente sospeso e al suo posto sarà organizzata una cooperazione di tipo differente concentrata prevalentemente sui campi dell’intelligence, del cosiddetto “fire support” con il potenziamento degli arsenali, la protezione delle forze di terra con implementazione di sistemi di sicurezza e operazioni definite “non-cinetiche” (che al momento sono in fase di sviluppo ed implementazione da parte dei Baltici anche in Macedonia del nord e Georgia).

La decisione potrebbe essere dettata da un cambio di paradigma improntato sull’integrazione delle forze di terra con paesi che sono in via di potenziamento sotto l’egida NATO e che potrebbero coordinare meglio l’azione dei tre paesi baltici, come ad esempio la Polonia che è il capofila tra i paesi limitrofi, per lasciare l’impiego operativo BALTBAT al potenziamento di settori specifici in cui questi paesi si possano specializzare. Come dimostrato dalla successione altalenante del Battaglione, esso ha un impiego e un modo di essere revocato alquanto elastico, di conseguenza non è certo che in futuro non venga ri implementato. Questa revoca potrebbe portare un cambio di tattica e una diversa implementazione delle forze tra i paesi baltici, e se risulterà funzionale potrebbe rivelarsi una buona opportunità per far pesare di più le proprie specializzazioni specifiche all’interno dell’”Eastern front” dell’Alleanza Atlantica. 

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