LA CRISI DEI MIGRANTI VENEZUELANI CONTINUA A PREOCCUPARE L’OEA

Mercoledì si è riunita l’Organizzazione degli Stati Americani. Al centro del dibattito la preoccupante crisi migratoria venezuelana. 

Mercoledì 16 dicembre 2020 si è riunita l’ Organización de Estados Americano (OEA). Al centro del dibattito la crisi migratoria venezuelana, inaspritasi maggiormente nelle ultime settimane dopo i tragici eventi accaduti a Güiria. Quest’ultima, unica città venezuelana ad ospitare un porto sull’Atlantico è anche il punto di partenza di molti ‘viaggi della speranza’. Da Güiria, infatti, partono barconi pieni di migranti, in direzione Port of Spain, la capitale di Trinidad e Tobago (distante circa 100 chilometri). L’ultimo disastro è avvenuto il 14 dicembre quando sono stati ritrovati sulle coste venezuelane i corpi di almeno 20 persone – tra cui molte donne e bambini – che hanno perso la vita durante la traversata. 

La discussione è stata osteggiata dall’astensione di molti Paesi, tra i quali spiccano Argentina e Bolivia, seguite da Repubblica Domenicana, San Kitts e Nevis, Suriname e Trinidad e Tobago. Del tutto contrari a prendere parte al dibattito, invece, sono stati Nicaragua, Antigua e Barbuda e San Vincente – Paesi affiliati al governo madustista. 

Il commissario della Segreteria Generale dell’OEA – David Smolansky- ha chiesto che venga condotta un’indagine imparziale su quanto accaduto nel tratto di oceano che collega il Venezuela a Trinad e Tobago. All’appello ha preso parte anche il rappresentante di Juan Guaidò all’OEA che ha segnalato la decisione del governo pro tempore di sollecitare alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani un’investigazione sul caso, addossando la responsabilità dell’accaduto al presidente (ritenuto illegittimo) Nicolás Maduro.

È utile ricorrere all’uso di qualche dato per una maggiore comprensione del fenomeno migratorio venezuelano. Dal 2014 ad oggi, l’UNHCR – Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati – ha rilevato un flusso di 3,4 milioni di venezuelani intenti a lasciare il proprio Paese per fuggire dalla povertà crescente e dalle persecuzioni politiche sempre più gravi. In base ai dati forniti dagli Stati sudamericani, ad accogliere i rifugiati venezuelani sono soprattutto i Paesi limitrofi come Colombia, Cile, Ecuador e Perù. Secondo i dati raccolti sempre dall’UNHCR, la Colombia ospita oltre 1,1 milione di migranti venezuelani, il Perù 506.000, il Cile 288.000. l’Ecuador 221.000, l’Argentina 130.000 e il Brasile 96.000.

Seppur meno conosciuta, la crisi migratoria venezuelana è vasta quanto quella siriana – nonostante quest’ultima, a differenza della venezuelana, sia causata da un conflitto armato. 

Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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