TRA MAHAN E CORBETT: L’UNITÀ TIPO 055 DELLA MARINA CINESE

Il Tipo 055, ribattezzata come classe Renhai dalla NATO, è considerata da molti un assetto fondamentale nel nuovo corso della Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione. Ma qual è nel dettaglio l’impatto della nuova unità sulla strategia marittima cinese?

A partire dagli ultimi decenni del XX secolo, la Repubblica Popolare Cinese ha implementato grandi programmi di modernizzazione ed espansione della flotta, che in precedenza aveva compiti strettamente costieri. Il programma trova la sua raison d’être nello sviluppo economico cinese in cui le esportazioni lungo le vie marittime rivestono un ruolo fondamentale. La protezione delle vie di comunicazione marittime è quindi la pietra angolare dell’ascesa di Pechino allo status di grande potenza, che inizialmente sembra aver eletto a propria guida il pensiero del teorico navale statunitense Alfred Thayer Mahan.

Attivo tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, Mahan è il padre della strategia marittima che ha portato gli Stati Uniti al rango di superpotenza mondiale, ponendo l’enfasi su concetti come la necessità della potenza navale per una potenza marittima e il “command of the sea”: una grande potenza necessita di una Marina potente, in grado di vincere agilmente gli ingaggi decisivi contro il nemico e di imporre la propria volontà per mezzo di essa.

L’evoluzione dello scenario marittimo dell’Indo-Pacifico ha poi spinto i pianificatori cinesi verso teorie diverse, come quella ipotizzata dallo stratega navale britannico Julian Corbett. A differenza del suo illustre predecessore, Corbett sottolinea la necessità della superiorità relativa e pone maggiore enfasi non sullo scontro decisivo, ma sulle operazioni solo apparentemente minori, come il blocco delle linee di comunicazione nemiche e la guerra sottomarina. Inoltre, Corbett ribadisce il concetto clausewitziano della primazia della politica sulla guerra, con quest’ultima che deve tener conto di aspetti economici e finanziari in armonia con il fine politico del conflitto.

Il Tipo 055, date le proprie caratteristiche, ci restituisce quello che è il pensiero cinese su queste due correnti di pensiero. Registrata dalla Cina come cacciatorpediniere, la classe 055 è caratterizzata da un dislocamento vicino alle 13000 tonnellate, lunga 180 metri e larga 26. Questi numeri hanno portato gli analisti americani a classificarla come un incrociatore lanciamissili, considerando anche altre caratteristiche che rendono questa unità simile agli incrociatori classe Ticonderoga in servizio presso la Marina statunitense. Le unità del Tipo 055 dispongono di una grande varietà di armamenti, che prevede oltre alle artiglierie anche 112 celle di lancio missilistico verticali, in grado di attivare procedure di lancio sia a caldo, sia a freddo: questa caratteristica rende possibile il lancio di missili teleguidati balistici, in grado di colpire sulla lunga distanza.

Agli armamenti si aggiungono il sistema di gestione informatico, paragonato da molti al sistema AEGIS in funzione sulle navi statunitensi, e il radar 3D a doppia banda: questi due aspetti dovrebbero garantire maggiori efficienza e velocità in termini di raccolta e gestione delle informazioni sul campo. Infine, la nave è stata progettata tenendo conto dell’evoluzione dei sistemi d’arma, con particolare riferimento ai cannoni a rotaia elettromagnetici: con l’aggiunta di ulteriori generatori elettrici, questa nave potrebbe essere in grado di disporre di quest’armamento, in grado di aumentare sensibilmente la sua potenza di fuoco.

Della classe 055 sono previste in totale otto unità, di cui solo una è attualmente in servizio attivo, ma altre fonti affermano che il numero sarà maggiore. Il principale compito dell’unità sarà sicuramente la scorta nei carrier task group, ma le caratteristiche e gli armamenti lasciano intuire che la Marina cinese non si limiterà a impiegare le unità 055 nella sola scorta delle portaerei.

La dotazione dell’unità in termini di armamenti consente a queste navi di poter operare come centro di comando in surface action group, ovvero gruppi dispiegati in teatri lontani dalle coste in grado di operare in modo indipendente. Le capacità del Tipo 055 sono in linea con l’attuazione di strategie A2/AD (anti access/area denial), volte a negare l’utilizzo dello spazio marino a potenze ostili e permetterlo a quelle amiche, senza avere la pretesa del controllo totale del suddetto spazio. Inoltre, la dotazione missilistica rende l’assetto particolarmente utile anche per compiti di deterrenza e coercizione.

Il tipo 055 rappresenta un grosso passo avanti nella modernizzazione delle forze navali cinesi: con questa nave la Cina dimostra di essere in grado non solo di costruire assetti tecnologicamente all’avanguardia, ma di essere in grado anche di concepirli in modo autonomo. Inoltre, il Tipo 055 testimonia il passaggio concettuale da una Marina mahaniana ad una corbettiana: pur mantenendo saldi alcuni punti concettuali del pensiero di Mahan, come ad esempio la centralità del potere marittimo nella grande strategia, lo sviluppo navale cinese è chiaramente più incentrato su concetti operativi come il sea denial che verso il command of the sea, ovvero superiorità relativa, flessibilità delle forze e centralità dell’elemento economico-finanziario.

Quest’ultimo è testimoniato dalla quasi ossessione cinese per il “dilemma di Malacca”, ovvero la dipendenza economica del Paese dal traffico marittimo che passa per quello stretto. Infine, un’altra prova di ciò è Il concetto di A2/AD, centrale nella strategia cinese e perfettamente in linea con il pensiero di Corbett, basato sulla difesa strategica. Va anche sottolineato che il concetto di difesa strategica è perfettamente integrato nel codice genetico-dottrinale delle Forze armate cinesi, in quanto parte della teoria maoista della guerra popolare che, pur non essendo più al centro del sistema dottrinale cinese, riveste ancora una grande importanza storica e intellettuale. 

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