ITALIA E EGITTO: RIPERCUSSIONI DEL CASO REGENI SULLE RELAZIONI DIPLOMATICHE

Nella giornata dell’11 dicembre 2020, i pubblici ministeri  italiani hanno presentato le loro conclusioni sul caso Regeni, lo studente italiano trovato morto al Cairo il 3 febbraio 2016.

In particolare i giudici hanno concluso che il ricercatore è stato verosimilmente torturato da alcuni agenti della National Security egiziani, per estorcere informazioni in merito alla sua ricerca, svolta nell’ambito del perseguimento di un Phd nella prestigiosa Università di Oxford. A ciò sono seguite le immediate reazioni della classe politica nazionale, in particolar modo del Presidente della Camera, Roberto Fico, che ha parlato di una rottura formale delle relazioni diplomatiche con l’Egitto.

Ma cosa vuol dire questa interruzione dal punto di vista del diritto interazionale? Si tratta di un particolare tipo di sanzione dal puto di vista del diritto internazionale che include l’interruzione del dialogo tra le Nazioni e il richiamo degli ambasciatori. Per Italia e Egitto le ripercussioni pratiche, oltre all’interruzione dei rapporti diplomatici, potrebbero essere soprattutto economiche: prima di tutto per l’importazione di lavoratori – specialmente egiziani- che ogni anno migrano verso l’Italia e poi, dal punto di vista militare per ciò che attiene alla vendita di armi. Quest’ultima, è del resto supportata dalla legge 185 del 1990 che vieta la vendita di armi ai Paesi in guerra – e l’ Egitto lo è, sia in Libia che nello Yemen- o che violano le convenzioni internazionali sui diritti umani. 

La rottura delle relazioni diplomatiche con l’Egitto potrebbe compromettere anche i rapporti con la Francia, considerando che Parigi ha consegnato a Al- Sisi la Legion d’onore, la massima onorificenza civile francese.  Si auspica, tuttavia, che questo sia solo il primo passo verso la soluzione definitiva del caso Regeni.

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