SERBI E KOSOVARI: PERCEZIONI A CONFRONTO

Il recente meeting “Serbia & Kosovo: What Do Citizens Think?” ha cercato di spiegare le motivazioni che alimentano le reciproche percezioni di serbi e kosovari.

Recentemente si è svolto l’evento “Serbia & Kosovo: What Do Citizens Think?”[1] nel quale sono stati esposti i risultati di indagini parallele condotte dal Centro di Belgrado per Security Policy (BCSP) e il Kosovar Center for Security Studies (KCSS). Il principale argomento ha riguardato la percezione che hanno i cittadini di Kosovo e Serbia nei confronti delle politiche dei rispettivi paesi in merito al dialogo tra i due stati.

Secondo i sondaggi, i cittadini dei due Paesi sostengono gli obiettivi dei loro governi di proseguire il dialogo e risolvere pacificamente la controversia, ma non hanno familiarità con il contenuto dei negoziati. Igor Bandovic, direttore del Centro per la politica di sicurezza di Belgrado, ha affermato che in passato ci sono state molte discussioni su Kosovo e Serbia, ma che è importante presentare i risultati dell’indagine condotta sia in Serbia che in Kosovo al fine di ottenere un’idea di ciò che il pubblico pensa dello stato attuale del dialogo.

“Questi sondaggi sia dal Kosovo che dalla Serbia ti diranno quanto sono confusi i nostri cittadini riguardo alle politiche che i nostri governi stanno conducendo quando si tratta di dialogo. È finalmente giunto il momento che i principi democratici, lo stato di diritto e i diritti umani siano collegati alla discussione su Kosovo e Serbia” ha esplicitamente affermato Vrajolli, direttore esecutivo del Centro kosovaro per gli studi sulla sicurezza. Inoltra ha aggiunto che la mancanza di normalizzazione tra il Kosovo e la Serbia ha assorbito molte risorse che sarebbero potute essere impiegate per ottenere maggiori progressi nelle rispettive politiche estere. Non è nuovo infatti che alcuni dei problemi principali con cui il Kosovo ha lottato negli ultimi anni sono l’incapacità di aderire ad alcune delle principali organizzazioni internazionali, la mancanza di relazioni con la NATO e le difficoltà con il processo di integrazione nell’Unione Europea.

Durante il primo panel dal titolo “Kosovo e Serbia: tra desideri e realtà”- Maja Bjeloš, ricercatrice del Centro per la politica di sicurezza di Belgrado, ha presentato la prospettiva dei cittadini serbi sul dialogo tra Serbia e Kosovo. Nella sua presentazione, Bjeloš ha affermato che i risultati del sondaggio condotto nell’ottobre 2020 mostrano che metà dei cittadini serbi sostiene il dialogo come un modo per risolvere pacificamente la controversia in Kosovo, ma che principalmente non hanno familiarità con il contenuto.

Questi credono che il dialogo non abbia cambiato nulla finora poiché non vedono benefici tangibili. La confusione è il risultato della politica poco chiara del governo serbo sul Kosovo, della non trasparenza del processo di dialogo e della propaganda mediatica accompagnata da narrazioni contraddittorie e dichiarazioni di politici locali spesso di natura populista. Secondo lei, lo scambio di terre, la creazione dell’associazione dei comuni e il riconoscimento reciproco non sono viste come soluzioni accettabili dalla maggior parte dei cittadini serbi, poiché anche se la Serbia dovesse riconoscere il Kosovo, circa il 40% dei cittadini ritiene che non avrebbe effetto la loro vita quotidiana.

Un quarto sentirebbe una perdita di identità e un quinto si sentirebbe umiliato. Tali atteggiamenti sono comprensibili se teniamo presente che l’associazione più comune del Kosovo sono i monasteri e l’eredità serba, le narrazioni del Kosovo come cuore della Serbia e culla dell’identità serba. Questo spiega perché una parte dei cittadini reputa il Kosovo una terra sottratta alla Serbia e che l’unica soluzione sia restituirlo. Ciò rende fuor di  dubbio che per queste persone ci sia una percezione totalmente negativa della popolazione albanese.

L’indagine del BCSP indica il soft-power del governo di plasmare gli atteggiamenti dei cittadini e l’opinione pubblica, dal momento che quasi il 64% dei cittadini riceve informazioni sul Kosovo attraverso la televisione e l’emittente pubblica. “Il governo ovviamente ha gli strumenti per influenzare i cittadini e per guadagnarsi la loro fiducia incondizionata, ma questi non vengono utilizzati per normalizzare le relazioni tra le due comunità”, ha affermato Bjeloš. 

Plator Avdiu, ricercatore presso il Kosovar Center for Security Studies, ha presentato i risultati dell’indagine condotta in Kosovo da fine settembre a inizio ottobre. Secondo Avdiu, i cittadini del Kosovo non sono soddisfatti di come stanno andando le negoziazioni tra Kosovo e Serbia, non sentono alcun beneficio dal dialogo e sono molto poco informati sui reali obiettivi del Kosovo. Come la controparte serba, la popolazione in Kosovo è ferocemente contraria alla creazione dell’associazione dei comuni serbi in Kosovo, in quanto parte dell’accordo finale tra Kosovo e Serbia. Lo stesso vale per l’idea di scambi di terre del Kosovo e della Serbia.

Alla domanda su quale sia la migliore soluzione per il Kosovo nel dialogo, quasi l’80% degli intervistati ha affermato che la soluzione finale dovrebbe essere il riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia con i confini esistenti. Solo il 18% degli intervistati sostiene l’attuale posizione dei propri rappresentanti statali sul dialogo. Tra la popolazione è pensiero comune che l’adesione all’UE possa essere raggiunta solo attraverso all’accordo finale tra Kosovo e Serbia. I cittadini non sostengono il governo del Kosovo quando si tratta di sospensioni dell’adesione a organizzazioni internazionali e quasi il 60% di loro non ha familiarità con l’iniziativa Mini-Schengen.

A conclusione dell’intervento, Avdiu, lascia intuire che le persone in Kosovo non sono contro i serbi che vivono in Kosovo, ma quando si tratta di sposare un serbo o di vivere accanto a loro, molti cittadini sono contrari a questo tipo di interazione e questo deriva soprattutto da una informazione “fai da te” che spesso non fa altro che rafforzare le proprie percezioni.

Cercando di trarre delle conclusioni dall’interessante confronto tra i due centri di studio è innegabile che molto del pensiero comune di entrambe le popolazioni si basi su un’errata percezione reciproca generata da molteplici fattori. 


[1] https://bezbednost.org/en/event/serbia-kosovo-what-do-citizens-think/

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