IL REGNO UNITO RAFFORZA LA SUA STRATEGIA POST BREXIT IN ARTICO

L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea si avvicina e il partenariato commerciale viene riorganizzato di conseguenza. L’8 Dicembre un altro tassello è stato aggiunto.

Lo scorso Martedì 8 Dicembre il Regno Unito, Norvegia ed Islanda hanno firmato un accordo volto a preservare i rapporti commerciali che intercorrono tra gli Stati. Da quanto riportato sul sito del governo del Regno Unito, l’accordo assicura che il 95% del volume di scambio con la Norvegia e oltre il 90% di quello relativo al commercio con l’Islanda rimarrà esente da tariffe aggiuntive rispetto a quelle di cui il Regno Unito gode ora in questa fase di transizione.

Sembra quindi essere per la maggior parte al sicuro il volume di interscambio relativo ai filetti di pesce spesso destinati al rinomato fish and chips di cui, nello scorso anno, il 30% è stato importato dall’Islanda. L’accordo va a rinforzare una strategia che mira a proteggere gli accordi con gli Stati polari con i quali il Regno Unito intrattiene vitali rapporti commerciali. Qualche settimana fa, all’interno del parlamento, è stata istituita una sezione interamente dedicata alla Groenlandia che ha facilitato la stipula di un Memorandum of Understanding volto a rafforzare la collaborazione tra i due Stati focalizzata sul settore della pesca.

Un percorso simile è stato quello intrapreso con la Norvegia con la quale, già mesi fa, si discusse le possibilità di un accordo. Un accordo che, firmato nel Settembre 2020, consisteva nel primo esempio di firma di un accordo da parte del Regno Unito in qualità di Stato indipendente dalla struttura UE. Una volta entrato in vigore a partire dal prossimo anno, l’accordo fissa le quote di interscambio e il mutuo accesso nelle rispettive aree di giurisdizione. 

La fatidica data del 31 Dicembre 2020 è ormai molto vicina. Il Regno Unito è costretto a ridiscutere tutti gli accordi commerciali al di fuori della struttura UE. Con gli accordi stipulati con Groenlandia, Norvegia ed Islanda sembra che, in termini di costi e volumi, gli interscambi commerciali non subiranno consistenti modifiche. La rapidità della stipula dei suddetti accordi testimonia l’intesa tra il Regno Unito e molti degli attori polari più rilevanti. Rapporti la cui preservazione è importante e spesso decisiva da ambo le parti. Motivo per cui il Regno Unito rappresenterà un “nuovo” attore estremamente rilevante negli equilibri geopolitici artici. 

Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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