MEDITERRANEO, L’ITALIA PUNTA SU DIALOGO E CONDIVISIONE DI RESPONSABILITÀ

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Di Maio: “L’unica soluzione sostenibile e duratura ai conflitti e alle instabilità, anche nel Mediterraneo allargato, è sempre politica”

La contesa per le risorse energetiche, i flussi migratori e la pandemia di Covid-19, con la conseguente accentuazione di problematiche socio-economiche preesistenti ed irrisolte, continuano a far parlare di Mediterraneo. Le questioni da affrontare sono molteplici, ma per l’Italia la soluzione sembra essere una sola. “L’unica soluzione sostenibile e duratura ai conflitti e alle instabilità, anche nel Mediterraneo allargato, è sempre politica” ha dichiarato, infatti, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intervenendo ai Med Dialogues – MED2020, organizzati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall’Ispi. 

Relativamente all’emergenza migratoria e al traffico di esseri umani, Di Maio chiede che il Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo preveda una maggiore responsabilizzazione non solo dei Paesi di arrivo, ma anche di quelli di transito e di origine, con una condivisione degli impegni e una maggiore interazione tra le due sponde del Mediterraneo, al fine di facilitare le procedure di rimpatrio. Il ministro invoca una soluzione basata sul dialogo e sulla condivisione di responsabilità e risorse anche sul fronte energetico, precisando che un approccio muscolare alleanze di comodo rischierebbero di provocare un’escalation, mentre la compartecipazione ai beni pubblici mediterranei favorirebbe la cooperazione tra gli Stati. Per garantire la stabilità della regione, tuttavia, è necessario che l’Unione europea consideri la cooperazione euromediterranea come una priorità, adottando un’agenda positiva che riporti l’attenzione sul Mediterraneo e sulla collaborazione tra la sponda nord e la sponda sud.  

L’approccio dell’Italia, orientato al dialogo, alla condivisione delle responsabilità e alla partecipazione attiva dell’UE, è condiviso anche da altri Paesi europei. Arancha Gonzales Laya, ministra degli Esteri spagnola, afferma che per l’UE il Mediterraneo “è una regione in cui mostrare pieno coinvolgimento, pieno investimento, proattività”. Il ministro degli Esteri tedesco, Niels Annen, facendo riferimento alla questione energetica, aggiunge: “Sarebbe un errore da parte di Ankara sottostimare la volontà dell’Europa di agire con decisione e unità. C’è una linea che non possiamo lasciare superare. Detto ciò, crediamo che ci sia ancora spazio per l’azione diplomatica”.

Si tratta di dichiarazioni programmatiche molto importanti, in quanto tracciano la linea politica dei Paesi europei in merito al Mediterraneo allargato, ma anticipano anche i lavori per il Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre. In quell’occasione, infatti, i leader dell’UE discuteranno numerose questioni, tra cui la gestione dei rapporti con la Turchia a seguito delle sue azioni provocatorie nel Mediterraneo orientale. Unione, corresponsabilizzazione e solidarietà tra Paesi europei, da una parte. Dialogo con i partner esterni, dall’altra. Sarà questo l’approccio che l’UE adotterà nei confronti di Ankara?

Ha conseguito la laurea magistrale con lode in Studi internazionali presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi sulle relazioni esterne dell'UE. Iscritta all’Albo dei giornalisti pubblicisti, ha collaborato con diverse testate giornalistiche, occupandosi di Politica ed Esteri. In seguito, ha intrapreso il percorso professionale da consulente.
Per lo IARI è caporedattrice della Redazione Europa. In particolare, si occupa di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. È profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, mai isolati e sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI, analizzando temi di respiro europeo e internazionale, le permette di coniugare i suoi più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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