ALGERIA E UE VERSO LA ROTTURA?

 La recentissima Risoluzione del parlamento europeo fa infuriare l’Algeria. Accordo di associazione in bilico, per un partner cruciale per l’Unione Europea e un’economia, quella algerina, fortemente instabile.

Il 26 Novembre, il Parlamento Europeo ha votato ed adottato una Risoluzione sul deterioramento dei Diritti Umani in Algeria. Un caso particolare, cui fa cenno la Risoluzione, riguarda il giornalista Khaled Drareni, arrestato ed incarcerato con una pena di tre anni, per “minaccia all’integrità del territorio nazionale”. 

Nella risoluzione, il Parlamento Europeo richiama l’Algeria al rispetto dei Diritti Umani e alla cessazione di tutte le forme di violazione della dignità umana, come la detenzione arbitraria, le vessazioni giudiziarie, le intimidazioni e la tortura. La risposta dell’Algeria non si è fatta attendere: il 1° Dicembre, senatori e deputati algerini hanno organizzato un sit-in di protesta presso la delegazione dell’Unione Europea ad Algeri, ritenendo la Risoluzione europea pregna di pregiudizi ed accuse infondate. 

Il Ministro degli Esteri algerino, in una dichiarazione rilasciata qualche giorno dopo la Risoluzione, ha condannato aspramente il documento, richiamando l’Unione Europeo ad un dialogo più pacato, al rispetto delle reciproche sovranità e alla non ingerenza negli affari interni di un altro Paese sovrano.  A parte i toni accesi delle ultime ore, ciò che dovrebbe preoccupare maggiormente sono le azioni politiche ed economiche conseguenti. L’Algeria resta uno dei partner mediterranei dell’Unione più importante e, per certi versi, uno dei più stabili dalla stipula dell’Accordo di Associazione (AA), entrato in vigore nel 2005.

L’Accordo prevedeva un periodo di transizione di 12 anni, esteso poi al 2020, per la creazione di un’Area di Libero Scambio. Inoltre, dal 2013, con la stipula di MoU, l’Algeria è divenuta un partner energetico strategico per l’Unione: essa fornisce, infatti, l’Unione Europea per circa il 12,3% del suo fabbisogno energetico ed è dunque il terzo importatore di gas naturale in Europa.  L’Algeria stava richiedendo ormai da tempo di rinegoziare alcuni termini dell’Accordo che sembrano non favorire l’economia algerina, dato che i commerci con l’UE per Algeri risultano troppo sbilanciati sulle esportazioni di combustibili fossili. 

La recente Risoluzione del Parlamento Europeo non ha fatto altro che velocizzare ancora di più il processo di revisione, almeno per parte algerina. Infatti, il 30 Novembre è stata lanciata dalla Camera dei Deputati algerini una petizione per ridiscutere, con l’Unione Europea, i termini dell’Accordo suaccennato, in una sessione speciale, probabilmente per recedere dall’Accordo o, per lo meno, per riguardare (o tagliare) alcuni punti importanti (come petrolio e gas) per l’Unione. 

La Risoluzione arriva, però, in un momento particolare per la vita sociale, politica ed economica dell’Algeria, costantemente in bilico fra unità nazionalesicurezza e rispetto della volontà popolare. Le conseguenze del coronavirus sono state pesanti e pressanti per una economia ancora fragile e in ripresa, che quest’anno ha subito un calo del 4,7% delle esportazioni di gas, uno degli asset più importanti. Nel frattempo, l’OPEC non ha raggiunto il consensus per estendere le nuove misure sulla produzione di petrolio, data la crisi COVID.

Questo stallo avrà gravi conseguenze sulla stabilità dei prezzi. Un’economia (come appunto quella algerina) che basa più del 90% delle proprie esportazioni sugli idrocarburi non ha di certo vita facile in questo periodo.  La Risoluzione in questione, pur non riguardando direttamente l’economia, avrà certamente ripercussioni diplomatiche fra i due partner e non aiuterà la distensione commercialeIl dialogo, dunque, resterà compromesso. 

Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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