STORIA DELLA REPUBBLICA AUTONOMA DEL NAKHCHIVAN E IL SUO RUOLO NELLA GUERRA NEL NAGORNO-KARABAKH

Il Nakhchivan è una regione nel Caucaso meridionale, confinante con Turchia, Iran e Armenia. La regione è stata luogo di scontri tra Armenia e Azerbaigian per molti anni prima di diventare a tutti gli effetti parte della Repubblica dell’Azerbaigian, di cui costituisce una regione autonoma ed exclave dal 1999. Durante la guerra nel Nagorno-Karabakh, regione con il quale condivide diversi aspetti della propria storia, il Nakhchivan ha avuto un ruolo strategico sia per l’Azerbaigian che per la Turchia.

Storia

I popoli del Caucaso, in particolare quello Armeno e quello Azero, si distinguono principalmente per la loro lingua e religione, senza le quali è impossibile comprendere le guerre e dispute che si succedono nella regione. Infatti, l’Armenia è caratterizzata dalla Chiesa Apostolica Armena di cui oggi fa parte il 93% del popolo armeno, mentre i musulmani costituiscono più del 96% della popolazione Azera. Questo antagonismo religioso è una delle cause di fondo dei conflitti che si protraggono nel Caucaso tra cui quello nel Nagorno-Karabakh, e di eventi che hanno segnato la coscienza popolare per sempre come il Genocidio Armeno del 1915. Come nel Nagorno-Karabakh, nel Nakhchivan Azeri e Armeni hanno sempre convissuto pacificamente sotto il dominio di potenze straniere. Tra queste spicca il dominio Russo, Imperiale prima, Sovietico poi.

L’Impero Russo ottiene il territorio che oggi costituisce il Nakhchivan dopo aver vinto la Guerra Russo-Persiana nel 1828 con il trattato di Turkmenchay. In questo periodo circa 300.000 Armeni, che al tempo risiedevano nei territori Turchi e Iraniani, migrarono verso i territori appena acquisiti secondo il volere delle autorità imperiali. In questo modo l’Impero cercava di creare una divisione più netta con il mondo Islamico, dando vita al Nakhchivan uyezd, un tipo di suddivisione amministrativa utilizzata a quei tempi. Nonostante la migrazione forzata, la popolazione Azera superava, se pur di pochi punti percentuali, quella Armena.

Dopo la Rivoluzione di Febbraio nel 1917 il potere passò nelle mani del Governo Provvisorio Russo che creò il Comitato Speciale per la Transcaucasia: una regione contenente Armenia, Georgia e Azerbaigian. La Transcaucasia ebbe un breve periodo di indipendenza formando la Repubblica Federale Democratica Transcaucasica tra Aprile e Maggio del 1918 prima di essere inglobata nell’Impero Ottomano tra Giugno e Ottobre. Diversi tentativi di risoluzione si susseguirono in questa regione tra cui il coinvolgimento della Gran Bretagna e la creazione di repubbliche autonome come quella di Aras, ma il conflitto violento tra Azerbaigian e Armenia sembrava non avere fine.

A questo punto, nel 1920, l’Undicesima Armata Rossa invade il territorio della Transcaucasia, dichiarando le tre componenti Repubbliche Socialiste Sovietiche. Sia il Nakhchivan che il Nagorno-Karabakh divennero Repubbliche Socialiste Sovietiche Autonome parte dell’Azerbaigian. La decisione fu ufficializzata con il Trattato di Mosca del 1921 tra i governi provvisori che sarebbero poi divenuti Unione Sovietica e Repubblica Turca nel 1922 e 1923 rispettivamente. Un altro trattato firmato ad Ottobre dello stesso anno, il Trattato di Kars, conferma le decisioni del Trattato di Mosca, stabilendo così anche un confine tra Turchia e Azerbaigian attraverso il Nakhchivan lungo circa 11 kilometri.

 In questo periodo l’Azerbaigian subisce un drastico cambiamento demografico. Nel Nakhchivan infatti, la popolazione Armena costituisce solo’1.4% nel 1979 grazie all’intensa immigrazione di Azeri con un tasso di natalità molto alto nella zona. Lo stesso fenomeno si presenta in Nagorno-Karabakh ma in misura nettamente inferiore.

Con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991 il Nakhchivan e il Nagorno-Karabakh intraprendono uno sviluppo totalmente diverso, dettato probabilmente dalla composizione demografica. Nel Nagorno-Karabakh, in cui la popolazione era ancora eterogenea, rinasce il conflitto tra le due parti. La costituente Armena, preoccupata dalla propria potenziale perdita di potere, si mobilita per unire la regione alla madrepatria. Il conflitto armato iniziato nel 1991 si conclude nel 1994 con un trattato che però risulta essere inefficace. Nel 2016 infatti, ha inizio la Guerra dei Quattro Giorni che, in realtà, non è mai terminata: il 2020 ha visto l’ennesima guerra tra le due fazioni e un trattato di pace mediato dalla Russia. Il Nakhchivan, in cui la popolazione era ormai quasi totalmente costituita da Azeri, mantiene ancora oggi il suo status di Repubblica Autonoma all’interno dell’Azerbaigian. La nuova costituzione fu approvata da un referendum nel 1995 e implementata nel 1999.

La guerra nel Nagorno-Karabakh

Parte della Prima Guerra nel Nagorno-Karabakh si è svolta proprio nel Nakhchivan quando, il 4 maggio del 1992, l’Armenia bombarda una frazione della regione in risposta a un attacco proveniente dal Nakhchivan che l’Azerbaijan però smentisce.

In questo periodo si definisce a grandi linee l’equilibrio che prevale tutt’ora secondo il quale la Russia supporta l’Armenia, evitando però di difenderla attivamente pur di non inimicarsi con l’Azerbaigian, un paese vicino alla Russia sia geograficamente che economicamente. D’altro canto, la Turchia supporta l’Azerbaigian attivamente in nome della retorica di fratellanza basata sul credo religioso e l’avversione nei confronti dell’Armenia, mobilitando armi e mercenari, molti dei quali attraversano il Nakhchivan.

Dal 2010 l’amicizia tra Azerbaigian e Turchia diventa una vera e propria alleanza, soprattutto militare, grazie a un accordo di partenariato strategico e assistenza reciproca. Da allora si progettano basi militari turche in Nakhchivan e linee ferroviarie che attraversino la regione per connettere le due nazioni, ma, ad oggi, nulla di concreto è stato realizzato. A partire dal 2012 il presidente azero Aliyev inizia a militarizzare il Nakhchivan per poterne sfruttare la posizione strategica. Nel 2013 nasce una nuova divisione di forze speciali stazionata nel Nakhchivan, dotata di una crescente quantità di armi di fattura turca. Ad oggi si contano diversi lanciarazzi multipli, tra cui spicca il nuovo TRG-300 Kaplan.

In questo modo il Nakhchivan acquisisce un ruolo importante nella guerra tra l’Azerbaigian e l’Armenia. Quest’ultima adesso si trova a dover difendere i propri confini anche da un territorio pesantemente armato e facilmente accessibile dalla alla Turchia. La mattina del 27 settembre 2020 si intensifica, dopo circa 4 anni di relativa calma, il conflitto nel Nagorno Karabakh. Il primo cessate il fuoco si rivela inefficace quando l’Azerbaigian accusa l’Armenia di aver bombardato proprio il Nakhchivan. Dopo la resa, che sembra essere definitiva, del 9 novembre 2020, l’Armenia sarà costretta a permettere il libero transito di merci e persone attraverso il proprio territorio, così da connettere l’Azerbaigian al suo exclave via terra. Questo avverrà, probabilmente, migliorando le autostrade già esistenti M13 (in territorio armeno) e R49 (nel Nakhchivan) e, soprattutto, il confine tra le due: il Betschenagsku Pass, attualmente considerato estremamente pericoloso.

La Repubblica Autonoma del Nakhchivan, dunque, ha un valore strategico sia per la Turchia che per l’Azerbaigian, che da oltre mezzo secolo si considerano ‘una nazione, due stati’, perché le unisce via terra. Inoltre, il suo ruolo nella guerra nel Nagorno-Karabakh ha contribuito considerevolmente all’esito della guerra più recente, da cui l’Azerbaigian esce vittorioso.

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