A UNION OF EQUALITY? NUOVA SPINTA DELLA COMMISSIONE VERSO L’APPROVAZIONE DEL GENDER ACTION PLAN III

Il 25 novembre 2020 la Commissione ha pubblicato una comunicazione congiunta al Parlamento Europeo e al Consiglio per sollecitare l’approvazione del Gender Action Plan III, un piano di azione ambizioso per promuovere l’equità di genere in tutte le azioni dell’Unione Europea.

Nonostante i numerosi progressi nella promozione dei diritti delle donne, attualmente in nessuna nazione si è raggiunta la completa equità di genere e nemmeno si auspica a raggiungerla nella prossima decade. Le conseguenze socioeconomiche della pandemia dovuta al Covid-19, inoltre, hanno colpito durante le donne a livello globale: l’Unione Europea afferma che “poiché una percentuale maggiore di donne lavora in modo informale e in settori vulnerabili, il loro tasso di perdita del lavoro è 1,8 volte superiore a quello degli uomini. Il tasso di povertà tra le donne potrebbe aumentare del 9,1%”. La Commissione Europea, consapevole della situazione sopra brevemente descritta, ha pubblicato il 25 novembre scorso – data non causale in cui ricade la giornata mondiale contro la violenza sulle donne – una comunicazione in cui esorta il Parlamento Europeo e il Consiglio ad approvare e ratificare il nuovo piano d’azione dell’UE sull’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne nell’azione esterna 2021-2025 (GAP III), il quale mira ad accelerare i progressi nell’emancipazione di donne e ragazze e salvaguardare i guadagni ottenuti sull’uguaglianza di genere durante i 25 anni dall’adozione di la Dichiarazione di Pechino e la sua piattaforma d’azione.

La Commissione ha dichiarato pubblicamente che “la violenza contro le donne non ha posto nell’UE o nel mondo” e anche l’Alto Rappresentante/Vicepresidente dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha affermato che “garantire gli stessi diritti a tutti dà potere alle nostre società […] La partecipazione e la leadership di donne e ragazze è essenziale per la democrazia, la giustizia, la pace, la sicurezza, la prosperità e un pianeta più verde. Con questo nuovo piano d’azione sulla parità di genere, stiamo spingendo per un progresso sempre più rapido verso l’uguaglianza di genere”. Per comprendere meglio il nuovo GAP III è necessario ripercorrere brevemente il contesto sia internazionale che a livello comunitario.

Background Internazionale

Il tentativo di raggiungere l’equità di genere non è una novità degli ultimi anni. Nel 2020, infatti, ricade il 25esimo anniversario della cosiddetta Conferenza di Pechino: nel 1995 ebbe luogo la Quarta e ultima Conferenza mondiale sulle donne a Pechino in cui venne espresso l’impegno dei governi a “far progredire gli obiettivi di uguaglianza, sviluppo e pace per tutte le donne, in qualsiasi luogo e nell’interesse dell’intera umanità”. In questa occasione, l’Unione Europea instaurò una nuova partnership fra donne e uomini che implicasse una ripartizione su base paritaria del lavoro retribuito e non retribuito, nonché una partecipazione a pari livello delle donne e degli uomini alla vita civile, politica, economica, sociale e culturale.

Con l’istituzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) nel 2015  dalla Comunità Internazionale come parte dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile, il tema della violenza di genere viene poi riportato in auge con il quinto obiettivo di sviluppo sostenibile (SDG5), che mira a eliminare tutte le forme di discriminazione e violenza di genere ovunque nel mondo entro il 2030 e garantire a tutte le donne e le ragazze pari opportunità e diritti per consentire loro di essere membri a pieno titolo della società.

Background comunitario

A livello comunitario, si vede come la lotta per l’equità di genere abbia da sempre rappresentato un valore fondamentale e un obiettivo primario. Oltre agli impegni presi a livello globale, nel 2010 l’UE ha adottato il suo primo Gender Action Plan (GAP), un piano d’azione sull’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne nello sviluppo dalla durata quinquennale, con l’obiettivo di garantire un ruolo guida più forte dell’Unione nella promozione dell’uguaglianza di genere e dell’emancipazione delle donne nello sviluppo, oltre a garantire risorse umane e finanziarie adeguate. Nel 2015 il piano d’azione è stato poi rinnovato con il Gender Action Plan II – Gender Equality and Women’s Empowerment: Transforming the Lives of Girls and Women Through EU External Relations 2016-2020” con il quale l’Ue ha rafforzato ulteriormente il lavoro per rendere l’uguaglianza di genere una realtà tangibile per le donne e le ragazze di tutto il mondo.

Tre anni dopo, nel 2018, l’Ue ha adottato il nuovo approccio strategico per la Donne, la Pace e la Sicurezza(WPS) dichiarando che “l’uguaglianza di genere ei diritti umani sono al centro dei valori europei e costituiscono priorità autonome integrate in tutte le politiche dell’Unione europea”. Con l’inizio della Commissione di Ursula Von der Leyen, infine, l’obiettivo di una Union of Equality  viene persino dichiarato nelle Linee guide della presidente , in cui si precisa che “l’uguaglianza di genere è una componente fondamentale della crescita economica” e si afferma che “la strategia europea di genere affronterà sistematicamente il modo in cui le leggi influenzano le decisioni che le donne prendono durante la loro vita.”

La Comunicazione congiunta della Commissione al Parlamento e al consiglio

Avendo chiaro il contesto da cui si è costruito il nuovo GAP (Eu Gender Action Plan – An Ambitious Agenda For Gender Equality And Women’s Empowerment In Eu External Action), vediamo brevemente le principali novità Innanzitutto, partendo dal presupposto che l’SDG 5 è uno dei tre SDG meno finanziati a livello globale, uno degli obiettivi che si porrà l’UE con l’adozione del nuovo piano d’azione è che almeno l’85% di tutte le nuove azioni esterne considerino l’uguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne e delle ragazze come obiettivo significativo o obiettivo principale entro il 2025. Basandosi sui progressi del piano d’azione dell’UE sulla parità di genere (2015-2020), questa quota è aumentata costantemente dal 58% circa nel 2016 al 65% nel 2019.

In questa prospettiva, la progettazione di tutti i programmi esterni finanziati dall’UE applicherà tre standard minimi: 1) condurre e utilizzare analisi di genere aggiornate per informare il processo decisionale sulle azioni future e integrarle in tutti i dialoghi, le politiche, le strategie, i programmi pertinenti; 2) applicare al monitoraggio e alla valutazione indicatori e statistiche sensibili al genere e disaggregati per sesso; e 3) fornire solide ragioni, basate sui risultati dell’analisi di genere, per giustificare qualsiasi azione ritenuta non contribuire all’uguaglianza di genere. Il GAP III introdurrebbe infatti regole rigorose per l’applicazione e il monitoraggio dell’integrazione della dimensione di genere nei diversi settori, con una maggiore attenzione alla misurazione dei risultati.

Il GAP III richiederebbe, inoltre, una visione strategica condivisa e una stretta cooperazione con gli Stati membri e i partner a livello multilaterale, regionale e nazionale. Sulla base di un solido profilo di genere per paese, le delegazioni dell’UE, le operazioni e le missioni della politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), in coordinamento con le ambasciate degli Stati membri dell’UE e con le organizzazioni della società civile, dovrebbero preparare un “piano di attuazione a livello di paese”, fissando le priorità politiche e identificando le azioni e obiettivi chiave.

Con l’adozione del nuovo GAP III si chiederebbe all’Unione Europea, riassumendo, di accelerare i progressi, concentrandosi sulle principali aree tematiche di impegno, compresa la lotta contro la violenza di genere e la promozione dell’emancipazione economica, sociale e politica di donne e ragazze. Il nuovo Piano pone, inoltre, una rinnovata enfasi sull’accesso universale all’assistenza sanitaria, alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi e all’uguaglianza di genere nell’istruzione, nonché sulla promozione della pari partecipazione e leadership. Le azioni previste nel GAP III si applicherebbero anche alle nuove aree politiche, come la transizione verde e digitale.

L’UE, infine,  secondo il rinnovato piano d’azione, dovrebbe rafforzare il suo ruolo di guida in materia di parità di genere, diritti delle donne a livello multilaterale, contribuendo a far avanzare questa agenda nelle sedi internazionali. Basandosi sulla sua autorità e sul potere di convocazione, l’UE dovrebbe essere quindi pronta ad avviare, sponsorizzare e co-sponsorizzare risoluzioni e dichiarazioni sull’uguaglianza di genere e promuovere costantemente l’inclusione di un linguaggio sensibile al genere in tutte le risoluzioni e dichiarazioni.

GAP III: tra obiettivi e fattibilità

Sebbene negli ultimi decenni abbiamo compiuto progressi significativi nell’UE, la violenza di genere e gli stereotipi persistono. Con il Gender Action Plan rinnovato per la terza volta si prospettano significativi cambiamenti per l’uguaglianza di genere e l’emancipazione femminile. Potrebbe aiutare le donne e le ragazze a partecipare e condurre in modo equo nella vita sociale, economica, politica e ad avere voce in capitolo nelle decisioni che le coinvolgono, anche in materia di ambiente o trasformazione digitale. Tuttavia, bisognerà valutare attentamente l’effettiva possibilità di implementazione di tale di piano e la raggiungibilità di obiettivi così ambiziosi, per non parlare delle diverse conseguenze economiche e sociali che seguirebbero l’approvazione del GAP III così come è stato presentato.

Come commenta il Commissario per i partenariati internazionali, Jutta Urplainen, però “un impegno più forte sull’uguaglianza di genere è la chiave per una ripresa globale sostenibile dalla crisi del COVID-19 e per la costruzione di società più eque, più inclusive e più prospere; donne e ragazze sono in prima linea nella pandemia e devono essere messe alla guida della ripresa”. Le decisioni finali spettano ora al Parlamento e al Consiglio e soprattutto quest’ultimo, potrebbe tarpare le ali agli obiettivi ambiziosi proposti dalla Commissione.

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