CINA E YUAN DIGITALE: WE ARE READY!

La Cina è pronta a testare lo yuan digitale in 28 città in attesa estenderlo a tutta la popolazione.

Sebbene la Cina stesse lavorando alla digitalizzazione della sua valuta sin dal 2014, il programma ha subito una forte spinta lo scorso anno dopo l’annuncio, da parte di Zuckerberg, del lancio di una criptovaluta, Libra, destinata ad imporsi nel sistema dei pagamenti digitali globali.Le tensioni commerciali con gli USA hanno poi accelerato il processo. La Cina intende ridurre la sua dipendenza dal dollaro americano, definito da come una vera e propria arma di politica estera. Secondo Pechino Washington utilizza la sua moneta per estendere il proprio potere economico e commerciale, minacciando le imprese straniere di eliminarle dal sistema di pagamento internazionale.

La digitalizzazione del RMB potrebbe favorirne la sua internazionalizzazione, incrementandone l’utilizzo nelle transazioni quotidiane in tutto il mondo. In questo modo, la Cina riuscirebbe anche ad imporre in maniera più decisa la sua moneta come valuta di riserva. Sebbene nel 2016, lo yuan sia diventato una valuta ufficiale del Fondo Monetario Internazionale, le riserve in yuan sono ancora molto basse se paragonate a quelle in dollari. Per gli utenti, l’utilizzo della valuta digitale è piuttosto semplice, assimilabile ai metodi di pagamento già attualmente utilizzati nel Paese come WeChat Pay o Alipay.  Essi hanno a disposizione un portafoglio digitale al quale corrisponde un QR code che devono scansionare ogni qualvolta si effettua un pagamento in un esercizio commerciale.

Tuttavia, a livello bancario, il sistema DCEP è più complesso. Le banche commerciali svolgeranno un ruolo chiave nella distribuzione della valuta agli utenti, occupandosi di depositare nelle casse della PBC la stessa quantità depositata nel wallet di ogni singolo utente. Sebbene la PBC ha assicurato che la le transazioni saranno condotte nel totale anonimato degli utenti stessi, l’autorità bancaria eserciterà comunque un potere di controllo e monitoraggio sull’intero sistema. Mediante il tracciamento capillare delle transazioni di denaro – impossibile da effettuare con i contati – Pechino potrà non solo controllare eventuali spostamenti di denaro, ma anche bloccare conti bancari coinvolti in operazioni sospette e personalizzare, in modo più specifico, gli interventi di politica monetaria.

Il direttore del progetto della valuta digitale, Mu Changchun, ha dichiarato che allo scopo di prevenire eventuali frodi o contraffazioni monetarie, è in corso di implementazione un sistema che renderà possibile realizzare transazioni in RMB digitali solo se queste rispetteranno determinati standard fissati a livello nazionale. Altre novità sono in arrivo, tra cui la possibilità di trasferire denaro semplicemente avvicinando due smartphone. Anche se il sistema DCEP è in fase di definizione, la popolazione cinese sembra reagire positivamente alla novità. Sin da aprile 2020, test sul suo utilizzo sono stati già avviati in quattro città – Shenzhen, Suzhou, Chengdu e Xiong’an – per un totale di 4 milioni di transazioni realizzate. Anche alcune società di servizi, come Didi Chuxing – la nota impresa di rete di trasporti – Starbuks e McDonald’s sono state coinvolte nella sperimentazione.

Di recente inoltre, tra il 12 e il 18 ottobre, la PBC ha realizzato un trial nella megalopoli di Shenzhen. 50.000“pacchetti rossi” (hóngbāo红包),sottoforma di portafogli virtuali, sono stati distribuiti a 47.573 cittadini i quali hanno speso circa 8.76 milioni di yuan digitale (1.31 milioni di dollari) in circa 3.000 negozi di tutta la città. Le transazioni realizzate sono state tracciate tramite le schede telefoniche dei cittadini, ma Pechino intende svincolare l’utilizzo di tale valuta sia dai numeri telefonici che dai conti bancari in modo da garantirne l’utilizzo anche agli stranieri. Il completamento dell’architettura del RMB digitale rende necessario anche la definizione di un framework legislativo in grado di regolarne l’uso.

A tale scopo la PBC ha pubblicato un progetto di legge con il quale sono state definiti gli obietti del DCEP e le basi normative per il suo utilizzo. Pechino mira, nel lungo termine, a dismettere completamente i contanti per cui è necessario non solo legittimare l’utilizzo della valuta digitale, estendendone il suo utilizzo al maggior numero di contesti, ma anche mantenere il controllo sull’intero sistema. A tale scopo si prevede di impedire a terze parti l’emissione di criptovalute basate sullo yuan, punendo i trasgressori con pene estremamente dure, tra cui la confisca dei profitti e la distruzione dei token.Grazie allo yuan digitale la Cina si appresta a diventare una economia completamente cashless. Secondo il South China Morning Post, il volume delle transazioni digitali è destinato a raggiungere i 412 biliardi di yuan nei prossimi 5 anni.

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