L’ATTIVITÀ DI SPIONAGGIO IN POLONIA: L’EPICENTRO TRA I DUE BLOCCHI

Da quando il Paese  è diventato l’epicentro dell’interesse atlantico in senso difensivo nei confronti della Russia anche l’attività di spionaggio nei suoi confronti si è acuita. In risposta a ciò, la Polonia ha intensificato le sue capacità di contro-intelligence e cyber security attraverso le sue agenzie

Michał Bogusz, ricercatore presso il China Research Programme dell’OSW Centre for Eastern studies, ha rilasciato un’intervista scottante a Polskie Radio in cui afferma la “massiva operazione di intelligence” in diversi paesi tra cui la Polonia. Nella sua analisi, la Cina si sta inserendo in settori chiave degli asset dei paesi tra cui le telecomunicazioni attraverso la rete 5G, la sanità attraverso i vaccini per il Coronavirus attraverso l’industria farmaceutica, ma soprattutto nei settori dei trasporti (nei casi di Talsinki e di tutto il complesso delle costruzioni edili legato alla “Belt and Road initiative”) e nelle infrastrutture, nelle tecnologie informatiche e nella intelligenza artificiale. Queste pesanti affermazioni non fanno che confermare le convinzioni degli apparati di intelligence polacchi che da tempo hanno rilevato attività di spionaggio Cinesi e Russe nei loro confini. Negli ultimi mesi il giornale Gazeta Polska ha realizzato uno scoop riguardo nomi di personale di rango dell’esercito polacco in un database di una azienda che opera nel settore tecnologico, la “big data”  Zhenhua Data Leaks.

I dati di questo database sono stati diffusi dal Think Tank di intelligence australiano “Internet 2.0”, e contenevano i nomi di 2,4 milioni di persone di cui sono riusciti a registrarne solo 350.000 che andrebbero analizzati attentamente. Tra questi, infatti, vi erano 3000 militari di alto rango e personalità di spicco nel mondo della difesa polacca tra cui il capo dell’ufficio di revisione supremo Marian Banaś, il vice-ministro della difesa Wojciech Skurkiewicz, l’ex premier Donald Tusk e l’ambasciatore polacco in Germania Andrzej Przyłębsk. Nell’inchiesta di Gazeta si ipotizza il ricatto delle personalità dell’esercito polacco attraverso informazioni sensibili. Questa vicenda si collega direttamente ad un’altra, quella di “Piotr D”. I servizi segreti polacchi, l’Agencja Wywiadu (ABW) hanno fatto mettere in misure cautelari un loro ufficiale presunto informatore della Cina denominato Piotr D e un cittadino Cinese, Weijing W. L’ufficiale dei servizi avrebbe scambiato informazioni sensibili per soldi alla Repubblica Popolare ed ora è accusato di alto tradimento e di aver violato l’art.130 del codice penale polacco.

Ma non è la prima volta che vengono scoperti dall’ABW degli infiltrati stranieri in suolo polacco. L’attività di contro-intelligence è stata “occupata” per lungo tempo, specialmente dal momento in cui è divenuta uno dei teatri operativi “caldi” delle esercitazioni NATO. Come affermato in un articolo di Defence News, esiste una lunga serie storica di evidenze dello spionaggio nei punti chiave del paese (a volte ministeri, apparati di comando ecc.)  di Paesi strategicamente avversi all’ordine polacco come perno della politica di difesa atlantica nella “terra tra i mari” centro-europea. Nel Maggio 2016 Mateusz Piskorski, membro del partito politico “Cambiamento”, venne arrestato dai servizi segreti polacchi perchè collaborava con i servizi segreti russi e faceva spionaggio per conto della Cina in cambio di soldi. Nel 2018 “Marek W.”, un impiegato del ministero dell’energia polacco, venne accusato di spionaggio e condannato a 10 anni. Nell’Ottobre del 2017 Dmitry Karnaukhov, rappresentante dell’Istituto Russo di Studi Strategici, venne espulso dalla Polonia perchè conduceva attività di intelligence anti-polacche, e così “Yekaterina C.” and “Anastasia Z.”, due agenti russe. Nel 2017 altri due agenti Oleg Bondarenko e Dimitry Kondarov furono espulsi dalla zona Schengen e successivamente anche Aleksy Martinov.

Queste conferme dell’attività di spionaggio da parte dei servizi segreti cinesi in Polonia si collega alla creazione del cosiddetto “cyber army”, ossia un progetto di riqualificazione della quarta dimensione del cyberspazio nei progetti formativi dell’esercito polacco. La dimensione cyber è considerata in maniera sempre più preponderante rispetto alle canoniche tre dimensioni di aria-terra-acqua nell’arena di guerra.  Sempre più la nazione polacca sta adeguando gli standard capacitivi della sua tecnologia operativa alle tattiche del ventunesimo secolo, adeguandosi agli standard NATO. Il fronte est dell’alleanza atlantica sempre più esposta agli attacchi dell’intelligence del duo russo-sinico, sembra tuttavia anche le sue capacità fermentino e si approssimi a divenire il nucleo della cyber war atlantica.

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