BIDEN PRESIDENTE: COSA CAMBIA PER L’ITALIA?

L’Italia ha da gioire per l’avvento di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti d’America? La più grande potenza mondiale ha un nuovo leader e ciò non può che mettere sull’attenti tutti i Paesi mondiali, un nuovo corso USA è sempre un nuovo corso per tutto il mondo, sul piano economico e, soprattutto, sul piano della politica estera. La presidenza trumpiana non ha riscosso gradimento agli occhi di molti alleati, andrà meglio con Biden? Che ne pensa l’Italia?

Che Donald Trump non abbia riscosso grande successo agli occhi di tanti (troppi) Paesi alleati non è un mistero, la pandemia non ha fatto che compromettere ulteriormente la sua posizione non soltanto agli occhi dei cittadini americani (che di fatto, checché ne voglia dire il tycoon, è stato mandato a casa) ma anche agli occhi dei suoi alleati europei. Trump ha rappresentato negli ultimi anni il modello di riferimento dei partiti populisti e sovranisti europei, non è un caso che qui in Italia il nostro governo (di centrosinistra) non abbia mai mancato, tramite molti dei suoi esponenti, di sottolineare la gravità della gestione Trump nel corso della pandemia e abbia “festeggiato” il recente successo di Joe Biden.

Dovremmo, dunque, essere contenti dell’elezione di Biden? Cosa cambierà per l’Italia?

Partiamo dal presupposto che il nuovo corso Biden sia agli occhi di molti un po’ come un ritorno alla “normalità” per gli Stati Uniti e il suo rapporto con gli alleati, che nel periodo di Trump ha vissuto un momento alquanto travagliato e burrascoso. Molto probabilmente Biden si riaccosterà al precedente modello Obama, cercherà di rilanciare il multilateralismo e i rapporti internazionali con i Paesi europei e i membri della NATO, positive le previsioni riguardo ai rapporti commerciali con la promozione di accordi di libero scambio con conseguente eliminazione/riduzione dei dazi di cui il nostro made in Italy ne beneficerebbe. Tuttavia, di qui a pensare che Joe Biden possa esserci tanto più “amico” di quanto lo sia stato Donald Trump appare illusorio a dispetto della realtà attuale.

Perché?

Partiamo dal presupposto che l’Italia è il Paese europeo che più gode di buoni rapporti con Russia e Cina, di certo non visti di buon grado dagli Stati Uniti (e non è un caso che Putin avrebbe gradito maggiormente una rielezione di Trump). Nel corso della pandemia russi e cinesi non hanno nascosto la loro vicinanza all’Italia, inviando macchinari e personale medico nel nostro Paese per sostenerci durante lo tsunami primaverile del Covid-19, una strategia volta a conquistare le simpatie del nostro Paese e dell’opinione pubblica locale, cosa che non ha di certo reso felici nemmeno la sponda democratica degli USA. Non dimentichiamoci, tra l’altro, dei recenti accordi commerciali tra Italia e Cina che hanno visto il nostro Paese aderire alla nuova via della Seta, il grande programma cinese volto all’esportazione del proprio modello sullo scenario internazionale sia sul piano politico che economico. L’intesa italo-cinese ha destato scalpore sia agli occhi degli USA che a quelli dell’Unione Europea, una cosa del genere non può essere apprezzata né da un Donald Trump né da un Joe Biden. Democratico e repubblicano che sia, il Presidente degli Stati Uniti non sarà mai meno intransigente verso le mire espansionistiche cinesi.

Ma d’altronde, a prescindere dai rapporti più o meno intensi che l’Italia possa avere con Cina e Russia, la realtà attuale non ci permette di considerarci veramente “appetibili” alle simpatie degli USA in quanto mai come negli ultimi decenni il ruolo politico dell’Italia nello scenario internazionale è stato così insignificante. Fino al periodo della guerra fredda gli Stati Uniti avevano tutto l’interesse a valorizzare i rapporti con l’Italia, il nostro Paese godeva di una posizione geografica molto importante sul Mediterraneo e fungeva da “cerniera” con il versante orientale dell’Europa. Il tempo passa e la realtà geopolitica del mondo cambia, oggi le vecchie alleanze contano di meno e così come cambiano gli interessi degli Stati Uniti cambiano anche i valori degli alleati, e al giorno d’oggi non c’è niente che l’Italia abbia da offrire agli Stati Uniti per suscitare la loro “simpatia”.

Il nostro Paese già da qualche anno ha compiuto dei passi falsi gravissimi sul piano della politica estera, l’Italia era la potenza numero uno nel Mediterraneo e godeva di un rapporto privilegiato con la Libia con tanto di prevalenza sullo sfruttamento delle risorse energetiche, ma dalla caduta di Gheddafi in poi il nostro Paese ha perso il controllo della situazione fino ad arrivare alla situazione attuale, facendosi mettere sotto da un Erdogan che ora sta dilagando sempre di più in quella Libia da cui ormai siamo stati sbattuti fuori.

La realtà è cambiata, lo scontro ideologico della guerra fredda ormai è storia e i conflitti sono ormai di natura economica-finanziaria, la partita si gioca in un terreno differente sul quale l’Italia c’entra ben poco. Che sia per qualche passo falso (in Libia) o per qualche ammiccamento di troppo (i flirt con Russia e Cina), la realtà è che per gli USA la figura dell’Italia conta ben poco al momento, e tutto sommato, la cosa non va considerata eccessivamente malvagia.

 

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