CHI SARÀ IL FUTURO SEGRETARIO DI STATO USA?

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Nei prossimi mesi una delle questioni di cui dovrà occuparsi il Presidente eletto Joe Biden sarà la composizione della sua squadra di governo, che prevede anche l’individuazione del Segretario di Stato, una delle figure chiave di ogni Gabinetto.

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Il segretario di Stato, ruolo istituito il 13 gennaio 1781, è la quinta carica dello Stato per successione. Al momento non vi è nulla di ufficiale, ma tenendo conto dei rapporti prodotti in questi mesi e dal team di transizione, appare chiaro qual possa essere la rosa di nomi per il prossimo capo del Dipartimento di Stato. Gli affari esteri hanno sempre ricoperto una centralità assoluta nei governi statunitensi e il futuro Segretario di Stato dovrà dirimere questioni fondamentali, come i rapporti con l’UE, la Cina, la Russia e il Medio Oriente.  

La sfida per Biden appare complessa, in quanto dovrà conciliare, in una futura squadra di governo, anime di diversa estrazione politica del partito, insieme ad alcuni repubblicani moderati, in coerenza con il messaggio di unità che ha lanciato negli scorsi giorni. Vi è poi un problema procedurale, in quanto i membri del Governo vengono nominati dal Presidente ma necessitano della conferma del Senato con votazione a maggioranza semplice; qualora essa non venisse raggiunta, la nomina verrebbe respinta. Il Presidente dovrà probabilmente fare i conti con un Senato a maggioranza repubblicana, per questo risulta centrale la dichiarazione di alcuni senatori del GOP che si sono detti pronti a votare un Governo Biden che potrebbe soddisfare le loro aspettative. Tale necessità di consenso potrebbe comportare la mancata nomina dei membri più progressisti, che non  godrebbero del supporto della maggioranza.

Venendo ai nomi. Politico ha stilato una lista di potenziali candidati che si fonda su interlocuzioni avvenute con le persone più vicine a Biden, seguita e confermata dalle più importanti testate. I più quotati per ricoprire la carica di Segretario di Stato sono: Susan Rice, William Burns, Antony Blinken, Chris Coons e Chris Murphy. Seguono i nomidi Samantha Power, ex ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU, e del senatore repubblicano Mitt Romney, meno gettonati. Anche il nome di William Burns sta perdendo forza; l’ex Vicesegretario di Stato sotto Obama è all’interno del Servizio degli Esteri e delle ambasciate da molti anni ed è attualmente Presidente della Carnegie Endowment for International Peace.

Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale di Obama ed ex ambasciatore dell’ONU, per la sua esperienza rappresenta una sicurezza. Centrale sin dalla presidenza Clinton, è una delle opzioni più quotate. La Rice, già presa in considerazione da Biden come Vicepresidente, ha iniziato la sua carriera da membro dello staff del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e nel corpo diplomatico in Africa. L’ex consigliera gode però di pessima fama nelle file repubblicane a causa delle controversie scaturite dopo l’omicidio dell’ambasciatore americano a Bengasi, in Libia, nel 2012, che l’avevano messa in una posizione pubblica difficile, fatto che l’aveva esclusa da un secondo mandato come consigliere di Obama. Potrebbe, se nominata, essere la prima vittima al vaglio di Mitch McConnel.

Un altro nome assai considerato è quello del centrista-moderato Antony Blinken. Consigliere per la politica estera dello staff della campagna elettorale di Biden, vicesegretario di Stato con Obama e già membro della Commissione per le relazioni estere del Senato quando Biden ne era il Presidente, è stato anche vice consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Clinton. Data la sua quindicennale amicizia con Biden, di cui è stato consigliere per la sicurezza nazionale quando era Vicepresidente, c’è chi sostiene che possa essere scelto nuovamente per quel ruolo, mentre altri lo considerano il ‘front-runner per il posto da Segretario di Stato. Blinken sta già lavorando per mettere in contatto Biden con i leader mondiali, dal momento che il Dipartimento di Stato gli sta negando, per diretta volontà di Trump, una linea sicura di comunicazione con l’estero.

C’è poi il senatore del Delaware Chris Coons, che occupa il seggio occupato per decenni da Biden, che ha manifestato interesse per il ruolo. Coons potrebbe godere della prassi che vede la rapida ratifica del Senato delle nomine dei suoi membri. Come membro della Commissione per le relazioni estere, ha sposato un approccio bipartisan, promuovendo, con i repubblicani, il Global Fragility Act. Se venisse nominato prenderebbe il suo seggio Lisa Blunt, che sarebbe l’unica senatrice democratica afroamericana. Vi è poi il senatore del Connecticut Chris Murphy, anch’egli membro della Commissione per le relazioni estere del Senato dove, in collaborazione con i repubblicani, è arrivato all’approvazione delle leggi sui poteri di guerra e sulla lotta alla disinformazione promossa dagli avversari statunitensi, lavorando anche per la fine del supporto alla coalizione saudita in Yemen. Nonostante le sue posizioni progressiste, è visto di buon occhio da vari esponenti del GOP per il suo lavoro in Commissione. Ex membro del Congresso del Connecticut, è una delle voci più eminenti della sinistra del partito in materia di politica estera.

 

 

 

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Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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