PRIMI EFFETTI DEL RISULTATO DELL’ELECTION DAY: TRUMP ACCELERA SULLA VENDITA DI LOCAZIONI PER AVVIARE LE TRIVELLAZIONI IN ALASKA

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Nel tormentato passaggio di consegne, Trump intende accelerare il rilascio di contratti di locazione per le trivellazioni nella Arctic National Wildlife Refuge.

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Trump è deciso a non mollare facilmente la presidenza degli Stati Uniti, e rende la presa in carico della Casa Bianca del presidente eletto Joe Biden il più complesso possibile. Di fianco alle preannunciate dispute legali, Trump intende concretizzare il progetto di trivellazioni in Alaska quanto prima possibile. Lo scorso Lunedi 16 Novembre, infatti, l’amministrazione Trump ha rilasciato una dichiarazione nelle quale annunciava che avrebbe avviato la vendita di contratti di locazione prima possibile per non vanificare il risultato ottenuto in questi quattro anni di mandato. Dal canto suo il presidente eletto Joe Biden si è già dichiarato contrario alle trivellazioni nella Arctic National Wildlife Refuge (ANWR), ma se le procedure iniziassero prima del suo formale insediamento alla Casa Bianca diventerebbe molto più complesso invertire il processo. Il Federal Register, intanto, ha già pubblicato una “Call for nomination” che consiste in una richiesta ai soggetti interessati di specificare la relativa zona di interesse per le operazioni di esplorazione.

L’executive Director della Alaska Wilderness League Adam Kolton esprime tutto il suo disappunto: “But it is disappointing that this administration until the very end has maintained such low regard for America’s public lands, or the wildlife and Indigenous communities that depend on them”. La controparte rappresentata da Frank Macchiarola, esponente di spicco del gruppo industriale American Petroleum Institute afferma che “the development in ANWR is long overdue and will create good-paying jobs and provide a new revenue stream for the state — which is why a majority of Alaskans support it“.

Due facce di una stessa medaglia che Trump desidera gli fosse attribuita. Infatti da tempo l’elettorato repubblicano attendeva questo successo che potrebbe però svanire con la successione democratica. La mossa del presidente Trump è strategica a celebrare un successo da lungo tempo inseguito e al rendere l’insediamento democratico più complesso. In gioco il futuro di una regione storicamente libera e preservata da fenomeni di urbanizzazione estrema e di trivellazioni petrolifere e gasifere (almeno nella ANWR). Sarà decisiva la risposta delle compagnie interessate e la velocità della macchina burocratica. Il rilascio dei contratti di locazione, prima dell’insediamento del presidente eletto Biden, offrirà subito alla nuova amministrazione un ottimo banco di prova per invertire una strategia basata sugli interessi dei grandi magnati e sulla poca attenzione riservata alle necessità ambientali.    

 

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Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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