ALBERTO FERNÁNDEZ ACCELERA L’AGENDA LEGISLATIVA PRIMA DELL’ARRIVO DEL NUOVO ANNO

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Quasi al termine di un anno particolare, caratterizzato dal Coronavirus e da una crescente crisi economica, il governo argentino di Alberto Fernández tenta di dare un’accelerata alla propria agenda legislativa.

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Imposte ai super ricchi

Nella giornata di ieri, dopo 13 ore di dibattito, la Camera dei Deputati ha approvato con 133 voti a favore un disegno di legge (ddl) presentato da Frente de Todos – la coalizione governativa del presidente. Sebbene il nome ufficiale sia “Contributo straordinario per contribuire a mitigare gli effetti della pandemia” si tratterebbe, in realtà, di un impuestos a las grandes fortunas, ovvero una tassa progressiva compresa tra il 2% e il 3,5% che colpirebbe i ​​patrimoni a partire da 200 milioni di pesos (2,3 milioni di dollari al cambio ufficiale). Secondo le stime, questo “contributo solidale” interesserà circa 12.000 contribuenti, ovvero lo 0,04% della popolazione adulta. Il ricavato verrebbe ripartito tra 5.622 ospedali modulari, 20.8 milioni destinati per il reddito di emergenza familiare (IFE) e 12,3 milioni per le pensioni. Ora la parola spetta al Senato che potrebbe mettere un freno alla proposta.

 Aborto

L’amministrazione Fernández ha in programma anche di riportare in aula un tema spinoso per il Paese, la legalizzazione dell’aborto. In Argentina, infatti, vige una legge di interruzione di gravidanza datata 1921. Per questa legge l’aborto è considerato un reato punibile fino a 4 anni di carcere – le uniche eccezioni ammesse riguardano le situazioni di violenza o in caso di rischio di vita della madre. Stante questa situazione, decine di migliaia di donne argentine ogni anno abortiscono in clandestinità, rischiando molto spesso la vita. Nel 2018, la Camera dei deputati approvò un disegno di legge riguardante l’interruzione volontaria della gravidanza, ma l’iniziativa fu respinta il mese successivo dal Senato, più conservatore. L’allora presidente, Mauricio Macri, autorizzò il dibattito della proposta scritta dalla Campaña Nacional por el Derecho al Aborto Legal, Seguro y Gratuito, promettendo di non porre il veto alla legge, nel caso in cui fosse stata approvata. A distanza di 2 anni, però, il disegno di legge questa volta è promosso dal governo stesso.

Questa differenza potrebbe favorire la sua approvazione, sebbene si preveda un duro dibattito all’interno e all’esterno del Congresso. Alberto Fernández, infatti, è il primo presidente argentino favorevole alla legalizzazione dell’aborto, tanto da porre la questione come una delle promesse della propria campagna elettorale. Lo scoppio del Covid-19 all’inizio di marzo, che ha posto un freno all’invio al Congresso del disegno di legge sull’aborto, ha esasperato il già presente malcontento popolare che ha spinto il governo a riprogrammare la discussione del ddl a dicembre. Il programma legislativo di Fernández comprende anche altre riforme, come quella alla Procura della Repubblica o al sistema pensionistico. Il tempo però non gioca a suo favore, e con l’avvicinarsi all’orizzonte delle elezioni legislative previste per il 2021 quasi sicuramente l’agenda rallenterà di nuovo.

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Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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