UN FUTURO INCERTO PER LE RELAZIONI TRA WASHINGTON E IL CAIRO

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La vittoria di Joe Biden alle presidenziali statunitensi e la sua retorica sul tema dei diritti umani potrebbero comportare un inasprimento dei rapporti tra Washington e Il Cairo. Tuttavia, l’importanza strategica dell’Egitto è un fattore di non poco conto.

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Joe Biden sarà il successore di Trump in qualità di presidente degli Stati Uniti e il leader egiziano al-Sisi non ha tardato nel congratularsi con il neo-eletto alla Casa Bianca. Se questo è sinonimo di una rinnovata partnership tra Il Cairo e Washington, però, è presto per dirlo. Tuttavia, la retorica del nuovo leader statunitense sul tema dei diritti umani lascia presagire sviluppi piuttosto conflittuali nei rapporti tra Stati Uniti ed Egitto. Il risultato delle recenti elezioni presidenziali, infatti, potrebbe essere l’inizio di un’era di minor tolleranza.A segnalare il possibile cambio di rotta rispetto all’amministrazione Trump è stato lo stesso Biden durante la campagna elettorale. Quest’ultimo non ha tardato nel mostrare il suo dissenso riguardo l’autoritarismo del regime egiziano di al-Sisi. A tal proposito, è possibile ricordare un tweet, pubblicato dallo stesso Biden a luglio 2020, in cui il leader statunitense ha accolto con sollievo la notizia del rilascio dello studente americano Mohamed Amashah, dopo circa 500 giorni di detenzione.

Il neo-eletto presidente ha anche fatto riferimento all’ “[arresto] tortura ed esilio” dell’attivista Sarah Hegazi e del giornalista Mohamed Soltan.  Ancora, indizio di un possibile inasprimento dei rapporti tra i due Paesi è la conclusione dello stesso tweet: “no more blank checks for Trump’s ‘favourite dictator’.“. Chiaro il riferimento all’aiuto militare fornito dagli Stati Uniti al Paese nord africano, il secondo maggior beneficiario di aiuti statunitensi nella regione dopo Israele. Inoltre, non può essere sottovalutato il recente avvicinamento verso oriente della politica egiziana e, in particolare, la ricerca di appoggi e sostegni militari dalla Cina e ancor più dalla Russia, per salvaguardare i propri interessi nella regione, mettere in sicurezza i confini statali e combattere il terrorismo nella regione del Sinai.

Pertanto, se, da un lato, la repressione dei diritti umani adoperata da al-Sisi sarà tutt’altro che ignorata dalla nuova amministrazione americana, dall’altro il leader egiziano volge il suo sguardo verso est sottraendo importanza al partenariato con gli Stati Uniti. Tutto ciò lascia presagire un inasprimento delle relazioni tra Washington e Il Cairo ma, ad ogni modo, il futuro è ancora incertoL’Egitto resta un paese di importanza strategica, sia per la posizione geografica che occupa che per il ruolo geopolitico che ha nella regione. Una partnership con Il Cairo resta di fondamentale importanza per mantenere salda l’influenza statunitense in Medio Oriente e Nord Africa. L’Egitto è il paese più densamente popolato dell’area Mena e, inoltre, fondamentale è il controllo che il Paese detiene del canale di Suez, rotta strategica per il transito e i commerci.Pertanto, bisogna attendere per poter comprendere se e in che modo i due leader riusciranno a trovare un modo per aggirare le possibili tensioni e mantenere vivo il partenariato esistente.

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Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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