L’ANALISTA JAMES THURBER PREVEDE RAPPORTI TESI CON LA RUSSIA DA PARTE DELLA NUOVA PRESIDENZA

James Thurber oltre ad essere un professore di Politica e Pubblica Amministrazione all’American University di Washington, è  il fondatore del Center for Congressional and Presidential Studies, nonché un esperto ed affermato analista geopolitico.

Thurber ritiene che le relazioni con la Russia non saranno più facili di quanto non lo fossero già sotto la presidenza di Donald Trump; anzi, forse, queste potrebbero prendere una strada ben peggiore rispetto alla precedente amministrazione.   L’analista geopolitico  ha sostenuto durante un’intervista rilasciata al TASS, acronimo tradotto in italiano di “agenzia russa di informazione telegrafica” – fondata nel 1925, che “Joseph Biden sarà molto duro con la leadership russa, così come con quegli altri leader con i quali non è d’accordo”.  “II neo Presidente inoltre” ha continuato “Sosterrà pienamente la NATO , coinvolgerà le organizzazioni internazionali per raggiungere gli obiettivi americani”. Tra questi obiettivi rientra anche il sostegno ad un Ucraina più filo atlantica“.

Prevedere quanto accadrà purtroppo sembra più scontato che mai. Nuovamente assisteremo, con molta probabilità, a scontri  tra le diplomazie di Washinton e Mosca. In questo contesto  muta notevolmente il ruolo della  NATO rispetto all’amministrazione Trump, la quale, con probabilità, sotto l’amministrazione Biden, fungerà da testa di ponte in Europa – nello specifico in Ucraina – per costringere la Russia all’interno del proprio scenario strategico – regionale, costringendola così a limitare ogni eventuale ampliamento dell’influenza russa al di fuori della propria stretta sfera di influenza.  In breve, si vuole fare ritornare la Russia una potenza da controllare, imponendole un raggio d’azione regionale centro-caucasico.

Per riuscire in questo intento è necessario per la nuova amministrazione coinvolgere quelle organizzazioni internazionali che Trump aveva più volte esplicitamente additato come nemiche degli interessi USA nel mondo. Questo dovrebbe facilmente fare intendere che potremmo assistere ad un neo atlantismo post Trump, volto a concentrarsi più sul contenimento russo, sia in Europa ma soprattutto in Medio Oriente, che sul contenimento delle Cina. Allo stesso tempo, l’esperto e l’analista geopolitico James Thurber, ha notato che il neo presidente, grazie alla sua pregressa esperienza da vice di Obama, conosce bene lo scacchiere internazionale, motivo per cui,  Thurber pensa che Biden ristabilirà il dialogo con l’Organizzazione mondiale della sanità, attivamente criticata dall’attuale capo della Casa Bianca; oltre a questo potrebbe aderire nuovamente all’accordo commerciale di partenariato trans-pacifico.

Dalla Russia invece, Maria Zakharova, direttrice del Dipartimento Informazioni e Stampa del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa, ha dichiarato che Mosca è pronta per un dialogo costruttivo con qualsiasi presidente degli Stati Uniti. La Russia vuole approfittare del cambio di Presidenza alla Casa Bianca per provare a stabilire un nuovo dialogo con gli USA; infatti, per quanto potessero sembrare poco critici i rapporti con Trump, essi mostravano evidenti carenze diplomatiche. Al contrario del presunto scandalo del “Russia Gate” e degli improbabili hacker russi, che avrebbero manipolato le elezioni USA del 2016 volgendole a favore di Trump, (hacker che sembrano essere scomparsi nel nulla nel corso di queste ultime elezioni), il Cremlino ha sempre mostrato, circa le elezioni USA,  di non avere alcuno interesse a prediligere un candidato all’altro, in quanto il governo russo, per mano dei propri portavoce ha sempre dichiarato che non ha alcun interesse nell’interferire sulla politica interna degli Stati Uniti.

Risulta lampante per tutti, soprattutto per i russi, di quanto la presidenza Trump abbia colpito duramente gli interessi strategici di Mosca; prima di tutto con il perseverare delle sanzioni economiche – che Trump aveva detto alla vigilia delle elezioni del 2016 avrebbe abolito –  e poi per un generale deterioramento delle  relazioni russo- statunitensi nel complesso generale. Come se non bastasse, proprio in una recente intervista  – fine ottobre 2020, prima dell’inizio delle elezioni USA – è arrivato l’endorsment del presidente russo Vladimir Putin nei confronti del Partito Democratico statunitense,  il quale lo ha elogiato proprio per le sue aspirazioni socialiste. Soprattutto, ha minimizzato la retorica “aggressiva” di Biden nei confronti della Russia e ha parlato invece di segnali “seri” che il Cremlino ha accolto come volontà di costruire  un rapporto cooperativo con l’amministrazione Biden.

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