MACRON: “RIFONDARE PROFONDAMENTE LO SPAZIO SCHENGEN”

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Il capo dell’Eliseo presenterà delle proposte concrete durante il Consiglio europeo di dicembre, ma la Commissione europea vuole che la nuova strategia di controllo dei confini riguardi esclusivamente le frontiere esterne.

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Gli ultimi episodi di terrorismo verificatisi a Nizza e a Vienna hanno fatto ripiombare sull’Europa lo spettro del terrorismo, riaccendendo il dibattito sul controllo delle frontiere esterne dell’Unione europea. In tale contesto, questa settimana, durante una visita ufficiale al Colle del Perthus, sui Pirenei, al confine tra Francia e Spagna, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di essere favorevole ad una profonda revisione delle regole di libera circolazione all’interno dello spazio Schengen. Il capo dell’Eliseo, dunque, non fa riferimento alle frontiere esterne dell’UE, ma ai confini interni. Macron, infatti, ritiene che sia necessario potenziare i controlli ai confini per contrastare il terrorismo, l’immigrazione clandestina e i traffici di persone. Il presidente francese presenterà delle proposte concrete per una rifondazione dello spazio Schengen al Consiglio europeo di dicembre e, nel frattempo, annuncia la decisione di raddoppiare il numero delle forze armate che presidiano i confini francesi, portandoli da 2.400 a 4.800 unità. In tal modo, Macron intende intensificare in particolar modo i controlli alle frontiere con Spagna e Italia.

La libera circolazione all’interno dell’area Schengen è uno dei diritti fondamentali che l’Unione europea garantisce ai suoi cittadini, sulla base delle norme e delle disposizioni previste dall’Accordo di Schengen (1985) e dall’omonima Convenzione (1990), che insieme costituiscono l’acquis di Schengen. Questa forma di cooperazione consente ad oltre 400 milioni di persone legalmente presenti sul territorio europeo di attraversare i confini tra gli Stati senza essere soggetti a particolari forme di controllo. Attualmente aderiscono al trattato 26 Paesi (22 Stati membri dell’UE, a cui si aggiungono Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). La Commissione europea concorda con il presidente francese sulla necessità di considerare prioritaria la riforma dello spazio Schengen, al punto da progettare uno Schengen Forum per discutere con gli Stati membri una nuova strategia di controllo delle frontiere. Tuttavia, Eric Mamer, portavoce della Commissione europea, ha precisato che l’idea di Bruxelles è quella di rafforzare i controlli alle frontiere esterne, lasciando che i controlli interni avvengano in maniera eccezionale, limitata nel tempo e proporzionata ad eventuali minacce.

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L’adozione di controlli più stringenti nella gestione delle frontiere interne, senza un potenziamento dei controlli alla frontiera esterna, infatti, rischia di pregiudicare il diritto di libera circolazione senza fornire una soluzione adeguata alla necessità di garantire la sicurezza. Diversamente, la definizione di una strategia comune per incrementare la i controlli alle frontiere esterne potrebbe consentire all’Unione europea di contrastare in maniera efficace il terrorismo e di gestire meglio i flussi migratori, tutelando allo stesso tempo la sicurezza dei cittadini europei e i diritti dei migranti richiedenti asilo.

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Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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