RIPRESA ECONOMICA E SOSTENIBILITÀ, QUALI SCENARI PER L’AMERICA LATINA?

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Nonostante la crisi dovuta al Covid-19 non accenni ad attenuarsi è fondamentale parlare di ripresa economica: potrà la transizione energetica sostenibile giocare un ruolo chiave?

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Negli ultimi anni, anche per merito dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, si è parlato sempre di più di sviluppo sostenibile e transizione green. Oggi lo scenario è sicuramente molto cambiato, in quanto la pandemia da Covid-19 e la conseguente crisi economica mondiale hanno fatto sii che venissero rivalutate le priorità, forse anche a discapito del tema della sostenibilità. Eppure, secondo alcuni quanto successo negli ultimi mesi sarebbe la dimostrazione della necessità impellente di porre il tema della sostenibilità al centro del dibattito internazionale, in quanto potrebbe essere essenziale per costruire un sistema che sia più resiliente anche davanti alla possibilità di eventi catastrofici come quello di un’altra pandemia globale. In questa situazione l’America Latina è sicuramente una delle regioni più colpite, i suoi paesi infatti si ritrovano a fronteggiare una contrazione senza precedenti, dopo sette anni nei quali il trend sembrava essere quello di una crescita costante, seppur lenta. È stimato infatti, che il numero di abitanti che vivono in condizioni di povertà assoluta salirà intorno agli 83 milioni, con un totale di 16 milioni di persone in più rispetto all’anno passato. Questi sono dati spaventosi se contestualizzati in una regione già caratterizzata da grosse disuguaglianze sociali e dalla presenza di alcuni ceti molto più vulnerabili rispetto alle loro controparti europee. Esiste quindi l’impellente necessità di parlare quanto prima di ripartenza economica, e sorge spontaneo chiedersi se anche una regione così in difficoltà possa trarre alcun vantaggio dal dibatto sulla sostenibilità.

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Al momento l’America Latina è sicuramente la regione con una delle più grandi disponibilità di risorse naturali. Investire sul settore dell’energia Green quindi, potrebbe essere il punto di partenza per una ripresa economica che sia sostenibile anche a lungo termine, della  quale possano beneficiare anche le classi sociali più a rischio. Argentina e Brasile sono i paesi più avanzati nella decarbonizzazione dei trasporti, con il più alto tasso di domanda per i biocarburanti: il 9 per cento rispetto alla media globale del 3 percento. Inoltre, più del 55 per cento dell’energia elettrica nella regione è generata da fonti rinnovabili. In Brasile, l’energia è accessibile in quasi tutto il paese e le energie rinnovabili soddisfano fino al 45 per cento della domanda di energia primaria, mentre in Cile, Argentina e Messico sono già stati realizzati degli ambiziosi progetti per l’energia solare. La pandemia Covid-19 potrebbe quindi accelerare dei trend già esistenti e portare i paesi latinoamericani a sfruttare in maniera intelligente i punti di forza della regione, quali l’abbondanza di risorse naturali e forza lavoro. Il 7 Ottobre 2020, i rappresentanti dei paesi della regione si sono riuniti in una tavola rotonda promossa dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) e dall’Organizzazione dell’America Latina per l’energia (OLADE), proprio per discutere della possibilità di ricoprire un ruolo centrale nel tema della transizione energetica, la quale potrebbe diventare il motore per una ripresa economica efficace e a lungo termine. Secondo quanto emerso da questo incontro, al quale ha partecipato anche Mauricio Claver-Carone, il nuovissimo presidente della Banca Interamericana dello Sviluppo (BID), la transizione energetica sarebbe la risposta concreta ai problemi creati dalla pandemia attualmente in corso.

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Nonostante questi dati appaiano molto incoraggianti è necessario evidenziare quanto i paesi latinoamericani non convergano tutti in maniera uniforme in questa direzione. La realtà è molto meno omogenea e alcuni stati presentano delle criticità dovute alla pandemia molto più gravi di altri. È dunque molto difficile prevedere come la transizione energetica e la creazione di un nuovo modello di sviluppo economico possano avviarsi in maniera affine in tutta la regione, soprattutto in vista di alcuni importanti aspetti macroeconomici. Gli scenari futuri infatti potrebbero non essere così a favore delle energie rinnovabili. Infatti, il crescente debito delle economie emergenti, affiancato dall’abbassamento del prezzo del petrolio potrebbe scoraggiare gli investimenti nel settore rinnovabile e incoraggiare invece i governi a prendere delle decisioni per l’avanzamento dell’economia dei combustibili fossili, nel tentativo di rispondere in maniera rapida alla crisi in atto. In questo senso il coinvolgimento del BID e della IEA potrebbe segnalare la possibilità di fare dei passi avanti concreti, tramite anche un sistema di supporto finanziario agli investimenti che molti paesi non sarebbero in grado di sostenere da soli. In particolare, la IEA è un’organizzazione nella quale finora solo un paese latino-americano rappresenta uno stato membro, il Messico, mentre con eccezione di alcuni progetti condotti in Brasile, ha sempre mantenuto una presenza molto limitata nel resto della regione. Il loro coinvolgimento dunque, dimostrerebbe un obiettivo comune di coordinamento e razionalizzazione delle politiche all’interno della regione, verso la direzione di un modello di sviluppo più sostenibile.

La possibilità di una ripresa economica sostenibile dipende quindi da due fattori fondamentali: il multilateralismo, e l’efficacia delle politiche pubbliche indirizzate verso l’efficienza energetica e la ripresa sostenibile. Quest’ultima è infatti possibile, ma implica grandissimi sforzi da parte dei governi e del settore privato. Le politiche pubbliche da implementare dovranno essere mirate e particolarmente oculate per poter indirizzare in maniera efficace gli aiuti esterni. È necessario quindi dare priorità ad un’alleanza forte tra i paesi latinoamericani e gli altri attori fondamentali come BID and FMI, mantenendo al centro delle priorità una strategia multilaterale e gli obiettivi in comune. Alcune azioni sono già state intraprese in questa direzione, non resta quindi che aspettare di vedere cosa succederà nei prossimi mesi.

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