NAVI RUSSE E ALLEATE TRA IL MARE DI BARENTS E DINTORNI: PERCHÉ TANTE ESERCITAZIONI MILITARI?

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Prima la NATO, poi gli americani ed infine Mosca. Tutti effettuano esercitazioni militari. Che futuro si prospetta per l’Artico?

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Esercitazioni militari, perlustrazioni e monitoraggio dei mari. Nell’Artico, sono poche le strette di mano e molte, sono invece le navi militari che viaggiano da una sponda all’altra. Il 2 novembre infatti è momentaneamente terminato il viaggio di una nave da guerra russa, il cacciatorpediniere “Severomorsk”. Il tragitto compiuto dall’imbarcazione ha riguardato un’area che va dalle coste scozzesi sino al Mare di Norvegia. Lo scopo principale della traversata è l’esercitazione per la caccia ai sottomarini, con un sottointeso riferimento alle necessità di difesa, in merito alle tensioni aeree che ci sono state nell’ultimo periodo con la vicina Norvegia.

Quello russo non è però un caso isolato. A settembre infatti, è stata una task force della NATO, coadiuvata dalla Royal Navy britannica a solcare il Mare di Barents, destando non poche preoccupazioni dalle parti di Mosca. Navi militari che si sono spinte fino alla penisola di Kola, dove la Russia detiene una base con sottomarini militari, missili balistici ed innovative navi da guerra. Successivamente, anche navi militari americane si sono fatte vedere dalle parti del Mare di Barents, sempre a scopo di addestramento e difesa militare.

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Per questo motivo, il fatto che  “Severomorsk” abbia navigato nei pressi delle coste britanniche, può essere inteso come un “rendere pan per focaccia”, specie se si valuta che il cacciatorpediniere russo ha navigato poco più a Nord della base della Royal Air Force, situata a Lossiemouth, in Scozia. A conti fatti, di casuale c’è poco o nulla. Nella base di Lossiemouth ci sono velivoli di cui, la flotta russa ha un’ampia conoscenza, dato che gli incontri di pattugliamento tra le loro navi e gli aerei britannici, risultano abbastanza frequenti.

Le fonti della Flotta del Nord, affermano che la missione del cacciatorpediniere è semplicemente di supporto alla petroliera “Sergey Osipov”, in quanto le due navi percorrono esattamente la stessa rotta. Tuttavia, è stato già annunciato che la nave militare prenderà di nuovo la via del mare, verso Nord, per nuove esercitazioni militari, a caccia di futuri sottomarini da abbattere. A questo punto vale la pena chiedersi quale sarà lo scenario nell’Artico nel lungo termine. La corsa agli armamenti militari sembra andare quasi di pari passo rispetto alla corsa per accaparrarsi le risorse artiche; il che potrebbe costituire un’ipotesi allarmante. L’interesse verso queste rotte è crescente ed ormai costante, ed è proprio per questo che i paesi rivieraschi preferiscono prevenire ingerenze esterne, in vista di tensioni future. Tensioni che, potrebbero trovare linfa vitale in storiche vicende di conflitto. Basti pensare, che ancora una volta le carte in tavola sono delle due storiche avversarie: la Russia e l’Alleanza Atlantica.

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Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.

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