LA FRANCIA CORRE AI RIPARI O PASSA ALL’ATTACCO?

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Il giorno successivo l’attacco terroristico di Nizza, il Presidente Emmanuel Macron ha rilasciato una importante intervista ad Aljazeera, per rassicurare tutto il mondo arabo-musulmano. Ora si rende nota l’intenzione dell’esecutivo francese di un viaggio diplomatico in Algeria e Tunisia. Qual è la strategia francese?

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Alla vigilia del nuovo lockdown francese, dovuto alla pandemia di Coronavirus, un attentato terroristico alla Basilica di Notre-Dame de l’Assomption di Nizza ha mietuto in totale tre vittime civili e riaperto una profonda ferita in tutta l’Europa.  Nizza, come anche altre città francesi e del Nord e Centro Europa, è stata spesso teatro di questi tragici attentati di matrice islamista, molti dei quali verificatisi negli anni di maggiore forza ideologica dello Stato Islamico in Medio Oriente.Attacchi di tale natura non sono mai totalmente prevedibili, come ci dimostra anche il recentissimo attacco a Vienna, del quale si tiene ancora il riserbo, pur ritenendolo di matrice estremista. Ciò che invece è almeno un po’ prevedibile, in termini geopolitici, è la crescita delle tensioni e dei conflitti già profondamente latenti nelle nostre società e tra le nostre civiltà.

Gli attentati arrivano dopo alcuni mesi di tensione interna in Francia, dato il manifesto intento dell’Eliseo di stringere in una morsa l’Islam politico, le cui spasmodiche contrazioni, secondo il Presidente Macron, minacciano l’unità della Repubblica Francese. Macron ha anche aggiunto tre elementi che, con tutta probabilità, hanno favorito un certo risentimento nel mondo arabo-musulmano: anzitutto,  ha supportato l’idea che in Francia la blasfemia debba essere un diritto tutelato; in secondo luogo, ha definito l’Islam come una religione “in crisi” e, non per ultimo, ha suggerito all’Islam di lasciarsi aiutare dalla Repubblica nella sua ristrutturazione e completa integrazione all’interno della società francese. Elementi che, per varie motivazioni, religiose, fideistiche ed anche coloniali, hanno, nel corso dell’ultimo mese, inasprito le relazioni anche diplomatiche fra i paesi arabo-musulmani e Parigi. Fino all’attentato di Nizza, che ha costretto il Presidente ad una rapida intervista rilasciata ad Al Jazeera ed indirizzata a tutto il mondo arabo-musulmano.

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Nonostante un tono e un linguaggio certamente più diplomatico, non può dirsi sortirà l’effetto sperato per milioni di francesi. Nizza, però, corrisponde ad una svolta. È la tragica occasione per Macron di assumere la leadership ideologica della politica estera e di vicinato mediterraneo dell’Unione Europea. Per questa settimana sono stati fissati incontri diplomatici: Gerald Darmanin, Ministro dell’Interno francese, farà visita ad Algeri e Tunisi. Dalla Tunisia arrivava infatti l’ultimo attentatore di Nizza, sbarcato clandestinamente sulle coste italiane.

Terrorismo e rimpatri saranno due dei temi in agenda per i meeting di Darmanin in Algeria e Tunisia, due realtà vicine alla Francia per passato coloniale, ma anche per la questione migratoria che riguarda tutta l’Europa e tutto il Mediterraneo. Ecco che questa, sopita sotto le macerie della crisi economica del Coronavirus, ritornerà, probabilmente, ad essere centrale nel prossimo anno. Inoltre, dati gli animi degli ultimi giorni, ovvero la progressiva identificazione dei “nemici” della Francia, divenuti dopo gli attentati “i nostri [degli europei]” nemici, la dichiarazione dello “stato di guerra” contro l’ideologia islamista da parte della Francia, il risentimento di alcune frange anche profondamente moderatedel mondo arabo-musulmano e il progressivo risveglio di quelle estremiste, che sopivano e sopiscono ancora anche nel cuore dell’Europa, è pensabile si arriverà ad una nuova guerra al terrore, capeggiata dalla Francia. In che modalità questa si svolgerà, e soprattutto quando, è tutto da vedere.

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Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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