LA RIUNIONE DEL CONSIGLIO SUPREMO DI DIFESA

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Lo scorso 27 ottobre, il Presidente della Repubblica, Sergio Matterella ha convocato e presieduto la riunione del Consiglio Supremo di Difesa presso il Palazzo del Quirinale. Previsto dall’Articolo 87 della Costituzione italiana ed istituito con la Legge 28 luglio 1950, n. 624, il Consiglio Supremo di Difesa è un organo di rilevanza costituzionale deputato all’esame di problematiche di natura politica e tecnica relative alla difesa e alla sicurezza nazionale. Il Consiglio supremo di difesa è infatti il principale strumento di dialogo e confronto attraverso il quale il Presidente della Repubblica acquisisce dettagliate informazioni circa l’indirizzo politico del Governo in materia di sicurezza e difesa.   In altre parole, il Consiglio rappresenta la sede istituzionale permanente designata alla discussione di tematiche attinenti alla difesa nazionale, affinché il Capo di Stato possa adempiere al ruolo di garante dell’unità nazionale, come attribuitogli dalla Costituzione.

Alla riunione hanno partecipato: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini; il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ed infine il Capo di Stato Maggiore della Difesa, il Generale Enzo Vecciarelli. Come da prassi, hanno presenziato alla riunione del Consiglio anche il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Riccardo Fraccaro, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, ed il Segretario del Consiglio Supremo di Difesa, Rolando Mosca Moschini. Al Capo di Stato non compete solo la convocazione del Consiglio ma altresì la definizione dell’ordine del giorno. A tal proposito, l’ordine del giorno presentato da Sergio Mattarella prevedeva un’analisi delle “(…) conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri strategici e di sicurezza globali, con particolare riferimento alla Nato e all’Unione Europea” e (un) “aggiornamento sulle principali aree di instabilità̀ e punto di situazione sul terrorismo transnazionale”. Il programma contemplava inoltre il “Bilancio della Difesa e stato dei programmi di investimento in relazione alla fluidità del contesto di riferimento e agli obiettivi capacitivi di lungo periodo”.

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La necessità espressa dal Presidente della Repubblica di essere informato e relazionato dai vertici civili e miliari in questo particolare periodo non deve sorprendere. La riunione del Consiglio Supremo di Difesa si è inserita infatti in un quadro geopolitico strategico estremamente complesso, mutato radicalmente dalla pandemia in corso e caratterizzato da fattori, endogeni ed esogeni, che minano la sicurezza della Repubblica. Convocato alla vigilia delle elezioni degli Stati Uniti, il Consiglio Supremo di Difesa, dopo aver encomiato le diverse iniziative della Difesa per gli aiuti forniti nella gestione della crisi sanitaria, ha ribadito l’impegno italiano nel contribuire alla NATO e all’Unione Europea, definiti come i solidi pilastri alla base della sicurezza del Paese.

In aggiunta a quanto sopra, il Consiglio si è soffermato sui diversi scenari che destano preoccupazione al Governo: le politiche espansionistiche di Ankara, le escalation tra Turchia e Grecia nel Mediterraneo Orientale, le tensioni tra Erdoǧan e Macron sulla questione islamica, il conflitto in Nagorno-Karabakh, ed i recenti attentati terroristici avvenuti in Francia. Il Consiglio si è espresso poi in merito alla lotta al terrorismo transnazionale, alla tregua in Libia e alle recenti frizioni in Iraq e in Afghanistan. Occorre inoltre sottolineare come il vertice sia arrivato in un momento, quale quello attuale, delicato anche a livello domestico. In tutta Italia, continuano ad esplodere infatti proteste e disordini contro le misure previste dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 24 ottobre 2020. Quest’ultime manifestazioni hanno attirato, tra le altre cose, l’attenzione del procuratore nazionale antimafia, De Raho, che è tornato a lanciare l’allarme di infiltrazioni di natura mafiosa all’intero delle stesse.

Alla luce di tutte le considerazioni sopra riportate, il Consiglio Supremo della Difesa ha analizzato il processo di ammodernamento delle Forze Armate ed ha infine convenuto sulla necessità di eseguire una verifica della Legge 31 dicembre 2012, n.244, “Revisione dello Strumento Militare nazionale e norme sulla medesima materia”. In conclusione, rimane da vedere se la recente riunione del Consiglio Supremo di Difesa porterà delle riforme tangibili alla difesa italiana, come avvenne lo scorso anno. L’unica cosa certa, considerando che i verbali con gli esiti dei lavori sono riservati ai suoi componenti, è che non vi poteva essere un momento di maggiore incertezza geopolitica per convocare il Consiglio Supremo e definire l’indirizzo politico del Governo in materia di difesa. 

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Costanza Pestarino

Costanza Pestarino. Studentessa del Master di Sicurezza Internazionale presso l'Università SciencesPo(Parigi) con concentrazioni in Europa e Rischi Globali.Nata a Genova nel 1997, ha conseguito la laurea triennale in Politica, filosofia e Economiapresso la Luiss Guido Carli (Roma). Nel 2018, ha trascorso il programma di scambiobilateralea Mosca presso Università Nazionale di Ricerca Scuola superiore di economia (Высшая Школа Экономики). Questo periodo le ha permesso di migliorare la conoscenza della lingua russa e di frequentare corsi mirati nel campo della sicurezza internazionale e delle relazioni UE-Russia.

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