USARE LA GUERRA PER PREVENIRE LA GUERRA

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L’anniversario della guerra di Corea diventa l’occasione per mostrare una Cina fiera e spavalda.

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Il 23 ottobre 2020, il presidente Xi Jinping ha commemorato il 70° anniversario dall’ingresso della Cina nella guerra di Corea durante una sontuosa cerimonia svoltasi nella Grande Sala del Popolo a Pechino. La guerra è definita, nella storiografia ufficiale cinese, come il conflitto necessario per resistere l’aggressione americana ed aiutare la Corea del Nord, oggi chiamata Democratic People’s Republic of Korea (DPRK). Utilizzando la storia come strumento politico, Xi Jinping ha descritto la guerra come un momento cruciale per la Cina, che in quella occasione ha sconfitto un nemico più potente e meglio equipaggiato, mettendo così fine all’imperialismo che stava dividendo il continente asiatico.

Xi ha aggiunto che la guerra ha permesso alla Repubblica Popolare Cinese (RPC), nata appena un anno prima dell’ingresso nel conflitto, di imparare tecniche di combattimento e modernizzare il suo esercito, l’Esercito Popolare di Liberazione. A onor del vero, la narrativa proposta dal presidente è distorta, considerato il fatto che, nel 1950, è stata proprio la Corea del Nord sostenuta dalla RPC e dall’Unione Sovietica a lanciare i primi attacchi verso la Corea del Sud, supportata dagli USA. Va anche ricordato che la guerra è finita, nel 1953, con un armistizio che di fatto ha ristabilito il confine già esistente prima del conflitto, ossia la zona all’altezza del 38° parallelo.

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Oltre ai problemi di inesattezza storica, che però servono per soddisfare il pubblico interno e quindi aumentare il sostegno per il Partito Comunista Cinese, il discorso di Xi ha causato sgomento per alcuni passaggi vivaci. Per esempio: “La strada davanti a noi per costruire un paese socialista moderno, rinnovare la nazione e realizzare il sogno cinese non sarà agevole. Lo spirito della guerra sarà necessario, bisognerà parlare agli invasori nella loro lingua, usare la guerra per prevenire la guerra, usare la vittoria per vincere pace e rispetto”. E ancora; “Egemonia e bullismo non portano da nessuna parte, così come unilateralismo, protezionismo ed egoismo. Non lasceremo intaccare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo del paese da nessuna forza straniera. Senza un forte esercito non ci può essere una nazione forte”.

Queste parole provocatorie e decisamente in contrasto con lo spirito della peaceful rise, ossia l’ascesa pacifica della Cina, sembrano essere rivolte agli Stati Uniti, che, oltre a perseguire una diplomazia unilaterale, sono considerati una minaccia per la sovranità della nazione cinese, in quanto esportatori di armi verso Taiwan. Secondo Xi, la Cina non si piegherà più a bracci di ferro e complotti politici occidentali, poiché, proprio grazie all’impegno nella guerra di Corea, la RPC ha dimostrato di saper sconfiggere gli “imperialisti”.

Il discorso di Xi Jinping non ha trovato il supporto del mondo politico e accademico sudcoreano, di cui numerosi esponenti hanno chiesto al governo Chung una risposta decisa alle inesattezze storiche cinesi. A livello retorico, il ministro degli esteri Kang e il ministro per la difesa Suh hanno ribadito che sono state le forze del Nord ad attaccare per prime, ma a livello diplomatico, il paese ha scelto di non intraprendere alcuna azione. La Corea si trova, infatti, nel mezzo di una prova di equilibrio tra il suo più grande partner commerciale, la Cina, e il suo alleato militare, gli Stati Uniti.

In conclusione, la commemorazione per guerra di Corea è stata una rara occasione per mostrare una Cina diversa da quella che Xi propone durante le occasioni internazionali, come nel discorso di settembre alle Nazioni Unite. Xi ha pronunciato per il pubblico domestico parole dure e ostili, che pur proiettando un’immagine di forza dell’esercito e della nazione, non fanno altro che preoccupare i partner internazionali.

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Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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