LA POSIZIONE SPAGNOLA SUI FONDI EUROPEI PER LA RICOSTRUZIONE

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La Spagna in questo momento è uno dei Paesi europei più colpiti dalla pandemia della Covid-19. Nell’ultima settima è stato superato il milione di casi registrati. In questo contesto, in  cui si succedono i provvedimenti nelle diverse regioni per evitare un nuovo collasso del sistema sanitario spagnolo, il governo centrale ha reso noto il proprio rifiuto, momentaneo, di richiedere la parte riguardante i prestiti legati al piano Recovery Fund, poiché questi prestiti possono essere richiesti fino al 2023.

In particolare, la Spagna, fino a pochi giorni fa, voleva richiedere solamente i circa 70 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto, facenti parte dei 140 miliardi di fondi europei destinati al paese iberico.Le ragioni di questa decisione sono dovute, in primo luogo, al fatto che i tassi di interesse dei prestiti conessi al Recovery Fund non sono vantaggiosi per la Spagna, essendo i rendimenti dei titoli di stato spagnoli negativi; in secondo lugo, il governo spagnolo teme che l’acceso a questi prestiti sia legato alla neccesità di attuare diverse riforme strutturali in futuro e, in terzo luogo, teme le difficoltà amministrative per mettere in moto questi fondi.

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Di fronte alla decisione spagnola, che si unisce ai dubbi di Paesi come Francia e Portogallo, la Comissione Europea ritiene che il miglioramento delle condizioni di questi prestiti potrebbe convincere la Spagna a farne uso, in tempi più brevi.Per quanto riguarda le sovvenzioni a fondo perduto del Recovery Fund, il governo spagnolo vuole che arrivino il prima possibile. Ma, nelle ultime settimane, la coalizione di governo tra Psoe e Podemos ha proposto una riforma del Consejo General del Poder Judicial che ha acceso polemiche in Parlamento e messo a rischio gli aiuti europei, a causa di questioni, sollevate dalla Comissione Europea, sulle garanzie dello Stato di diritto.

Questa riforma verrebbe attuata dopo due anni senza il rinnovamento del potere giudiziario in Spagna, per il quale è necessaria un’ampia maggioranza parlamentare, in conformità alla Costituzione. Invece, questa nuova riforma proposta dal Governo mirava a byepassare il veto del Partito Popolare, richiedendo soltanto una maggioranza semplice per cambiare la cupola della magistratura. Però, venerdì 23 ottobre, durante la mozione di sfiducia proposta dalla forza politica di ultradestra, Vox, contro il governo, il premier Sanchèz ha annunciato, dopo il no del Partito Popolare alla mozione, di sospendere tale riforma, augurandosi di poter collaborare con il leader dell’opposizione.

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La Spagna sarà, dopo l’Italia, il Paese che riceverà più soldi dal piano del Recovery Fund. In cambio di questi fondi, d’accordo con il giornale El País, la Spagna ha concordato con Bruxelles di attuare otto riforme strutturali che hanno a che fare con il mercato del lavoro, le pensioni, la creazione di nuove imprese, il capitale umano, il capitale tecnologico, la promozione della scienza e dell’innovazione e la coesione territoriale spagnola.

Nella conferenza dei governatori regionali, tenutasi questo lunedì, anche con la partecipazione della presidente della Commissione europea, Ursuale von der Leyen, il presidente del governo spagnolo ha annunciato che il 50% di questi fondi europei saranno gestiti direttamente dalle regioni stesse. Le aree in cui saranno destinati questi fondi saranno fondamentalmente: l’educazione, l’abitazione, politiche sociali ed ambientali.In questo contesto in costante mutamento, l’economia spagnola sarà una delle più colpite in Europa, poiché il FMI prevede un calo del 12,8% del PIL.

Questo calo è dovuto principalmente alla dipendenza del Paese iberico dal settore dei servizi, duramente colpito dalle limitazioni dei viaggi, dalla sfiducia dei viaggiatori e dalle nuove chiusure di bar e ristoranti in alcune regioni, per almeno 15 giorni, come la Catalogna. Gli ultimi dati sull’occupazione spagnola mostrano come il tasso di disoccupazione sia salito al 16% negli ultimi tre mesi, raggiungendo i peggiori dati dal 2012, in piena crisi economica.Di fronte a questa situazione economica sfavorevole, l’elemento cruciale sarà la tempistica con cui arriverano i fondi europei per cercare di rilanciare le attività in sofferenza ed anche per frenare il malcontento montante nel Paese iberico.

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