LA FRANCIA, GLI ATTACCHI TERRORISTICI E LA RETORICA DEL SEPARATISMO ISLAMISTA

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Nella sola mattinata del 29 ottobre si sono verificati ben tre attacchi terroristici contro la Francia: nel Paese sale di nuovo lo stato di allerta contro il terrorismo.

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Nella mattinata del 29 ottobre si sono verificati, nel giro di poche ore, ben tre attacchi terroristici contro la Francia. Il primo episodio si è verificato a Nizza, dove un uomo, armato di coltello, ha ucciso due persone e decapitato una donna nei pressi della cattedrale di Notre Dame. L’attentatore è stato immediatamente fermato dalle forze dell’ordine. Alcune ore dopo, un altro aggressore, anche egli armato di coltello, si è scagliato contro le forze di polizia a Montfavet, vicino ad Avignone, in Provenza. La polizia ha reagito aprendo il fuoco sull’uomo, uccidendolo. Poco più tardi, un altro uomo ha aggredito una guardia del consolato francese di Jeddah, in Arabia Saudita, che ha riportato ferite non gravi. L’aggressore è stato arrestato dalle forze dell’ordine saudite. Tutti e tre gli attacchi sono stati indicati come aggressioni di matrice islamica, ma per comprendere come sia stato possibile che diversi attacchi siano stati compiuti quasi simultaneamente, facendo rialzare lo stato d’allerta contro il terrorismo, occorre fare un passo indietro.

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Solo un mese fa, due uomini sono stati feriti a colpi di machete nei pressi dell’ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo, che più volte è finito sotto i riflettori per le sue vignette, spesso definite come blasfeme o, comunque, irrispettose nei confronti della religione islamica. La situazione è precipitata dopo l’assassinio del professore Samuel Paty, decapitato lo scorso 16 ottobre. Il professore, durante una lezione, aveva mostrato le vignette di Charlie Hebdo che nel 2015 indussero i fratelli Kouachi ad attaccare la redazione del giornale. Le vignette, in particolare, erano state recentemente ripubblicate, in relazione all’avvio del processo ai presunti complici degli attacchi jihadisti del 2015. L’episodio ha fortemente scosso la Francia. Il presidente Macron si è schierato a favore della libertà di stampa e ha attribuito la responsabilità degli ultimi eventi al separatismo islamista dilagante nel Paese. Una presa di posizione che non è piaciuta al presidente turco Erdogan, che ambisce a rendere la Turchia il Paese leader del mondo islamico e che, in risposta alla linea dell’Eliseo, ha invitato a boicottare i prodotti made in France. Il clima di tensione ha generato in diversi paesi a maggioranza musulmana proteste contro Emmanuel Macron e, inevitabilmente, ha creato le condizioni perché si verificassero gli attacchi del 29 ottobre.

Problema interno o internazionale?

La mancata integrazione della popolazione musulmana in Francia è un problema endemico, ma è evidente che lo stato di allerta contro il terrorismo, per Parigi, sia una questione di rilevanza sia nazionale che internazionale. Le circostanze sono tali da mettere a dura prova la tenuta del governo, in quanto Macron, a un anno e mezzo dalle elezioni presidenziali francesi, dovrà individuare la strategia migliore per gestire la lotta al radicalismo senza minare le relazioni esterne di un Paese già fortemente provato dal lockdown e dalle difficoltà connesse all’emergenza Covid-19.

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Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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