UNIONE EUROPEA E RULE OF LAW: PUNTI DI FORZA E CRITICITÀ

Elevati standard di libertà e pluralismo ma anche qualche caso problematico nel primo rapporto della Commissione sullo Stato di diritto nell’Unione

E’ stato pubblicato nelle scorse settimane il primo rapporto della Commissione europea sullo Stato di diritto nell’Unione, il quale oltre ad esaminare gli effetti delle misure di emergenza adottate dagli Stati membri a causa della crisi da Covid-19 approfondisce quattro temi fondamentali per gli Stati membri: i sistemi giudiziari, il bilanciamento dei poteri, i meccanismi anticorruzione e la libertà dei media.  Il report, pur evidenziando come molti Paesi dell’Unione abbiano standard molto elevati, non manca di rilevare la sussistenza di ” seri problemi per lo Stato di diritto nell’Ue”, con particolare riguardo a specifiche nazioni.

Scopo del rapporto è quello di fornire un nuovo strumento di prevenzione per l’Ue e promuovere un dibattito inclusivo e una cultura dello Stato di diritto tra i Paesi membri. “Ogni cittadino merita di avere accesso a giudici indipendenti, di beneficiare di media liberi e pluralisti e di poter contare sul fatto che i suoi diritti fondamentali saranno rispettati, ha dichiarato la vicepresidente per i Valori e la trasparenza Vera Jourová. “Solo così possiamo definirci un’autentica Unione di democrazie”.

Il documento mira a promuovere e rafforzare la cultura dello Stato di diritto rispettando i vari sistemi costituzionali e valorizza l’operato di alcuni Stati membri che stanno avviando riforme finalizzate a rafforzare l’indipendenza della magistratura e ridurre l’influenza del potere esecutivo o legislativo sul sistema giudiziario; resta tuttavia l’incognita di alcuni Stati membri che destano particolare preoccupazione, nonché l’urgente necessità che i sistemi giudiziari siano adeguati all’era digitale.

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In tema di anticorruzione, è dato risalto all’emergere di “strategie organiche”, precisando che le stesse non possono prescindere da “un’attuazione e un monitoraggio efficaci”, mentre in molti Paesi persistono difficoltà sull’efficacia delle indagini e delle azioni penali, nonché delle decisioni giudiziarie sui casi di corruzione. Il report loda l’Italia per la legge anticorruzione adottata nel gennaio 2019, la quale ha inasprito le sanzioni per i reati di corruzione e sospeso i termini di prescrizione dopo le sentenze di primo grado, ma allo stesso tempo la Commissione mette in luce le ben note inefficienze del nostro sistema giudiziario.

Alti standard di libertà e pluralismo sono richiamati in merito alla libertà dei media, che durante la pandemia da Covid-19 hanno rivestito un ruolo strategico nella lotta alla disinformazione, ma si rilevano al contempo rischi sull’efficacia e l’adeguatezza delle risorse e sulla “politicizzazione delle autorità di regolamentazione”, oltre a casi di pressione politica sui media, minacce e attacchi ai giornalisti. Focalizzando l’attenzione sull’Italia, con particolare attenzione al principio di trasparenza della proprietà dei media, il report sostiene che “l’indipendenza politica dei media italiani rimane un problema a causa dell’assenza di disposizioni efficaci che riescano effettivamente a prevenire il conflitto di interessi, in particolare per quanto riguarda il settore audiovisivo”. La Commissione sottolinea inoltre l’assenza nel nostro Paese di un’istituzione che si occupi prettamente di diritti umani (tema, questo, attualmente oggetto di discussione in Parlamento) e che alcune Ong impegnate nel settore dell’immigrazione, siano soggette a campagne di diffamazione.

Per quanto concerne i sistemi di bilanciamento dei poteri istituzionali, molti Stati membri hanno delineato strategie sistematiche che mirano a coinvolgere i portatori di interessi e garantire che le riforme siano il prodotto di un vasto dibattito all’interno della società. Il report richiama però l’attenzione sull’eccessivo ricorso a una “legislazione accelerata e di emergenza, la quale può destare preoccupazioni per quanto riguarda lo Stato di diritto”.

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Sul versante delle misure di emergenza adottate nel contesto del coronavirus, la relazione registra sia casi dove la modifica o la sospensione dei tradizionali sistemi nazionali di bilanciamento dei poteri possono determinare problemi particolari per lo Stato di diritto, sia Stati in cui le sentenze dei tribunali nazionali o il coinvolgimento dei difensori civici hanno avuto un impatto positivo sulle misure di emergenza adottate.

Didier Reynders, commissario per la Giustizia e i consumatori, ha dichiarato che la nuova relazione sullo Stato di diritto “rappresenta l’inizio di un dialogo aperto e regolare con tutti gli Stati membri, un modo in cui possiamo condividere le buone pratiche e prevenire i problemi prima che si radichino. L’obiettivo è quello di promuovere una vera cultura dello Stato di diritto in tutta l’Ue e di stimolare un autentico dibattito a livello nazionale e dell’Ue”.

Che l’Unione europea abbia analizzato per la prima volta lo stato di diritto dei Paesi membri è un importante segnale: tematiche quali la giustizia, la lotta alla corruzione e la trasparenza, costituiscono elementi cruciali non solo per la democrazia ma anche per quel che concerne la competitività economica a livello globale, infatti uno Stato trasparente e che garantisca la certezza della legge godrà di una migliore reputazione in termini di investimenti.  Da un recente sondaggio  del Parlamento europeo emerge inoltre che  quasi 8 persone su 10 vorrebbero collegare i fondi Ue allo Stato di diritto: il 77% degli intervistati (l’81% in Italia) ritiene che l’Unione europea dovrebbe fornire fondi ai vari Paesi solo a condizione che il governo nazionale rispetti  principi democratici.

“Lo Stato di diritto difende i cittadini dalla legge del più forte”, ha commentato La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen precisando che, relativamente alle problematiche ancora irrisolte, “la Commissione europea continuerà a collaborare con le autorità nazionali per trovare soluzioni al fine di garantire i diritti e le libertà nella vita quotidiana dei cittadini”.

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