LA DOTTRINA TRUMAN E L’INIZIO DELLA STRATEGIA AMERICANA CONTRO L’ESPANSIONISMO SOVIETICO

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.24.1″ custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_row _builder_version=”3.25″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat” custom_margin=”0px||” custom_padding=”0px||”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.25″ custom_padding=”|||” custom_padding__hover=”|||”][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

“La gravità della situazione che il mondo ha oggi di fronte esige la mia presenza a una sessione congiunta del Congresso. La politica estera e la sicurezza nazionale di questo paese vi sono coinvolte. Un aspetto della situazione attuale, che desidero presentarvi oggi perché lo prendiate in considerazione e perché decidiate in merito, concerne la Grecia e la Turchia”

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ _module_preset=”default” hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

È con queste parole che, il 12 marzo 1947, l’allora presidente degli Stati Uniti d’America Harry S. Truman pronuncia un discorso dinanzi al Congresso, in Camere riunite, passato alla storia come “Dottrina Truman”.  L’obiettivo era quello di fornire aiuti economici, politici e militari a quei paesi minacciati da regimi autoritari; il riferimento all’URSS era implicito ma chiaro.  Molti hanno fanno coincidere enfaticamente questa data con l’inizio della guerra fredda, una guerra combattuta essenzialmente con le armi della politica, dell’economia e della propaganda e incentrata sulla competizione in vari campi: militare, spaziale, tecnologico e ideologico; anche se in realtà dava solo l’annuncio formale di un primo passo americano per inviare un monito a Mosca. Le due superpotenze uscite vincitrici dal Secondo conflitto mondiale che avevano unito le proprie forze per sconfiggere il nemico comune ovvero la Germania nazista di Hitler, si ritrovavano ora schierate in due blocchi contrapposti; divise da differenti visioni del mondo e concezioni sociali. Alla democrazia capitalista degli USA si opponeva il totalitarismo comunista dell’URSS.

La Seconda guerra mondiale aveva lasciato dietro di sé macerie, distruzione e profonde ferite a livello sociale, economico e demografico. In questo clima difficile e complicato bisognava pensare non solo alla ricostruzione ma soprattutto a un nuovo ordine politico internazionale volto alla salvaguardia della pace globale e al disarmo della nazione che aveva provocato tutto ciò, la Germania. L’assetto geopolitico era mutato, l’Europa perse il ruolo di attore principale attorno al quale orbitavano le altre potenze internazionali, mentre gli Stati Uniti usciti dall’isolazionismo si preparavano a diventare i dominatori indiscussi della vita internazionale. In questo scenario, l’Unione Sovietica aveva acquisito potenza grazie alla nuova situazione geopolitica determinatasi in Europa e nell’Asia orientale; essa godeva del grande vantaggio -geopolitico- di controllare il centro di gravità del sistema internazionale. L’URSS “l’insolito” alleato diveniva ora un nemico da fermare; in altre parole bisognava impedire l’espansionismo sovietico in Europa.

Alla base della dottrina Truman vi era la difficile situazione nella quale versava la Grecia, protagonista di una guerra civile, iniziata il 30 marzo del 1946 e terminata il 16 ottobre del 1949, tra la guerriglia comunista e il governo di Atene. La situazione fu resa ancor più grave dalla crisi finanziaria che attanagliava la Gran Bretagna; la quale fu costretta non solo a sospendere la convertibilità della sterlina ma anche a prevedere entro una data stabilita (il 21 febbraio 1947) la sospensione degli aiuti alla Grecia e il ritiro delle truppe britanniche. A questi eventi si aggiunse la situazione della Turchia, entrata in contrasto con l’URSS per la questione relativa alla Convenzione di Montreux concernente il passaggio e la navigazione degli stretti (Dardanelli, Mar di Marmara, Bosforo). Il pericolo di una possibile vittoria sovietica in queste terre diveniva sempre più reale e a questo punto l’America decise di intervenire.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ _module_preset=”default” hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Quello proposto da Truman fu un progetto di legge che lo autorizzava a disporre degli aiuti alla Grecia e alla Turchia. Sulla base del discorso presidenziale, il Congresso approvò il 22 maggio un breve testo legislativo che al suo terzo comma diceva testualmente che “l’integrità nazionale e la sopravvivenza di queste nazioni – cioè la Grecia e la Turchia- erano importanti per la sicurezza degli Stati Uniti e di tutti i popoli amanti della pace e dipendevano dalla concessione degli aiuti previsti”.  A Grecia e Turchia furono così concessi aiuti pari a 400 milioni di dollari; oltre ad altri aiuti in generi di consumo, per un periodo protrattosi sino al giugno del 1948. Ai Greci sarebbero stati forniti aiuti alimentari urgenti, aiuti economici più strutturati e armamenti per equipaggiare l’esercito nella sua azione contro i guerriglieri comunisti al fine di recuperare il controllo su tutto il paese; gli aiuti ai Turchi dovevano essere concessi perché l’integrità territoriale del loro paese era “essenziale per la salvaguardia dell’ordine nel Medio Oriente”. Veniva così a compiersi un’importante operazione in virtù della quale il concetto di sicurezza degli Stati Uniti, che nel 1823 la dottrina Monroe aveva circoscritto all’emisfero occidentale, veniva esteso al Mediterraneo orientale.

Il governo americano andava dunque a ispirarsi alla dottrina del containment  -cioè alle concezioni esposte da George F. Kennan, uno dei più autorevoli diplomatici americani, in un suo documento di lavoro (il cosiddetto “lungo telegramma”) inviato da Mosca a Washington all’inizio del 1946 ma reso pubblico, nella forma di articolo non firmato, sul numero del luglio 1947 dalla rivista Foreign Affairs– mostrando di aver accettato ciò che era accaduto nell’Europa orientale ovvero il mancato adempimento degli impegni assunti da Stalin a Teheran, Yalta e Postdam e la sovietizzazione della zona d’occupazione orientale in Germania, Polonia e nell’Europa balcanica. Attraverso la politica del containment gli americani miravano così a fermare l’ampliamento dei sovietici. Il passo successivo di Truman sarebbe stato il Piano Marshall.

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ _module_preset=”default” hover_enabled=”0″] style=”display:block; text-align:center;” data-ad-layout=”in-article” data-ad-format=”fluid” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”8401026869″>[/et_pb_code][et_pb_text _builder_version=”4.5.4″ hover_enabled=”0″]

Fonti:

Collotti E. e Colotti Pischel E., La storia contemporanea attraverso i documenti, Bologna, Zanichelli, 1974, pp 287-288, La dottrina Truman.

Di Nolfo E., Dagli imperi militari agli imperi tecnologici, Laterza, 2011, pp 209-216

Di Nolfo E., Storia delle relazioni internazionali, dal 1918 ai giorni nostri, Laterza, pp 603- 683

Estremi di ratif. italiana: R.D.L. 16 giugno 1938, n.1160 (G.U. n.177 del 5 agosto 1938)

 

 

 

 

 

 

 

[/et_pb_text][et_pb_code _builder_version=”4.5.4″ _module_preset=”default” hover_enabled=”0″] style=”display:block” data-ad-format=”autorelaxed” data-ad-client=”ca-pub-7315138348687543″ data-ad-slot=”3043690149″>[/et_pb_code][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Latest from Storia