PIANO NORVEGESE DI DIFESA A LUNGO TERMINE: "LA PROSPETTIVA PRINCIPALE È SUI PROSSIMI QUATTRO ANNI"

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La Norvegia presenta un piano per la difesa nel lungo termine: nuovi interventi per difendere i confini.

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Un nuovo piano per la difesa a lungo termine. Questo è il contenuto della presentazione, avvenuta venerdì ad opera del Ministro della Difesa Norvegese, Frank Bakke-Jensen. Il piano consiste in una rivisitazione del precedente progetto e prevede le misure di sicurezza e le importanti decisioni in termini di difesa dei territori, da adottare nel triennio 2021-2024.  La spesa pianificata si aggirerà intorno agli 8,3 miliardi di corone (NOK) da spendere entro il 2024. A questi si aggiungeranno, entro il 2028 altri 16,5 miliardi di NOK. Il primo step dunque, consiste in un aumento della spesa pubblica da destinare alla difesa.

Il piano in questione è frutto di una significativa opera di rivisitazione, in quanto una prima versione era stata già presentata ad aprile 2020. In quell’occasione il governo di Oslo aveva incontrato una critica feroce da parte dell’opposizione, tale da costringere la maggioranza stessa a ripensare il contenuto del piano. Ad ogni modo, dalla conferenza stampa di venerdì, sembra emergere, stando alle parole del Ministro della Difesa, un “significativo miglioramento” del contenuto precedente. Tuttavia, la commissione parlamentare che si occupa di politica estera ha avuto ancora qualche remora nella valutazione del piano: la panoramica su investimenti e decisioni non sarebbe sufficientemente chiara e la pianificazione su come saranno spesi i fondi previsti, lascia molti interrogativi. Altre contestazioni, vertono invece su quelle che sono le tempistiche, troppo lunghe, secondo l’opinione della commissione.

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In realtà, gli elementi di innovazione ci sono nel piano. In primo luogo ciò che riguarda i fondi da destinare alle risorse armate. Molto sarà fatto in questi termini, allo scopo di fornire adeguati mezzi e strutture ad un esercito come quello norvegese, spesso dipendente da realtà militari estere, come ad esempio quella statunitense. Tra i punti concreti previsti dal piano vi sono: Implementazione del personale militare e specializzazione dei membri degli equipaggi; rafforzamento della Brigata Nord  con un battaglione maggiormente attrezzato in termini di fuoco; nuovi carri armati; istituzione di una seconda divisione militare permanente; Maggior pattugliamento della zona del Finnmark. Questi sono alcuni dei punti fermi della pianificazione. Il Ministro conta poi, di poter andare in Parlamento al termine del primo triennio di riferimento per riferire dei risultati raggiunti.

Ovviamente il Ministro non dimentica ciò che riguarda l’importanza della difesa via mare, che per la Norvegia costituisce sicuramente una voce importante. Il piano a lungo termine infatti, prevede il miglioramento infrastrutturale per la difesa delle acque territoriali e della ZEE norvegese, l’intervento in merito a navi e ed equipaggi e pattugliamento aereo. Qualora, tutti i punti del piano dovessero vedere la luce, così come previsti, ci sarebbe un punto di svolta per la Norvegia, identificata spesso come forte realtà economica ma non militare. I continui screzi con la vicina Russia sono stati spesso affrontati sul piano diplomatico, o con un semplice scambio di dichiarazioni ostili. Con Mosca è aperto il dibattito sugli sforamenti dei confini dall’uno e dall’altro lato. In un simile contesto, scegliere di migliorare la difesa potrebbe significare voler alzare la voce.

 

 

 

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Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
La macroarea di cui mi occupo è l’Artico. Scrivo di tutti gli aspetti relativi alla geopolitica di quei territori.
Lo IARI Mi sta dando una grande opportunità di crescita, con annessa la possibilità di fare ciò che veramente mi piace. Essere analista IARI vuol dire confronto con una realtà seria e professionale, ma formata da giovani. Far parte di una redazione come quella di IARI è un grandissimo slancio. Il think tank offerto grazie alle analisi di redattori e collaboratori è un utilissimo mezzo per comprendere al meglio le dinamiche mondiali. Le analisi pubblicate sono di continuo stimolo e approfondimento.

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