KUWAIT: IN CHE MODO LA MORTE DELL’EMIRO SABAH INFLUENZERÀ IL PAESE?

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L’emiro del Kuwait, lo sceicco Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, è scomparso all’età di 91 anni il 29 settembre dopo un periodo di degenza negli Stati Uniti. Uomo di spicco, apprezzato e stimato in tutto il mondo, ha trasformato il Kuwait in un paese moderno e prosperoso. A succedergli vi è il principe ereditario Nawaf al-Ahmad al-Jaber al-Sabah che ha prestato giuramento il 30 settembre 2020 in un momento storico delicato per il paese.

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L’emiro del Kuwait, lo sceicco Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah, è scomparso all’età di 91 anni il 29 settembre dopo un periodo di degenza negli Stati Uniti. A succedergli vi è il principe ereditario Nawaf al-Ahmad al-Jaber al-Sabah. La notizia della morte è stata riferita dal ministro degli Affari reali, Ali Jarrah al-Sabah che ha espresso “dolore e tristezza per il popolo kuwaitiano, il mondo islamico e arabo, e le persone di nazioni amiche” in un filmato registrato e poi trasmesso dalla tv di stato accompagnato da versi del Corano. Numerosi sono stati i leader e gli alti funzionari di livello internazionale che hanno espresso il proprio rammarico per la morte dell’emiro. Llo sceicco Sabah al-Sabah è stato promotore di una “leadership umanitaria e globale che ha trasformato il Kuwait in un Paese moderno e prosperoso”, oltre ad aver contribuito alla “costruzione della pace e della prosperità nella regione del Golfo arabo”.

Emiro dal 2006, Sabah al-Sabah, è stato per quasi 40 anni ministro degli Esteri tra il 1963 e il 2006 (creando così uno dei più lunghi servizi ministeriali al mondo), i suoi sforzi politici sono sempre stati volti nel tentativo di riallacciare i rapporti con gli stati vicini, l’Emiro era a capo del paese già durante l’invasione irachena del 1990 e ha avuto un ruolo di primo piano nella ricostruzione della nazione e nella normalizzazione dei rapporti con l’Arabia Saudita, la quale sostenne Saddam Hussain nella guerra del Golfo. Inoltre egli è sempre stato un fervente sostenitore e difensore dell’unità del Consiglio di cooperazione del Golfo (CCG), organizzazione regionale che ha come obiettivo l’integrazione economica, militare e politica dei paesi del golfo. Cercando di inserirsi come mediatore tra gli stati quando Riad e i suoi alleati hanno imposto un boicottaggio al Qatar. In aggiunta il Kuwait ha ospitato i colloqui Onu per lo Yemen (2016), ha organizzato una conferenza per la ricostruzione dell’Iraq (2018) e ha sempre sostenuto il dialogo con l’Iran. Il passaggio del testimone, avviene in un momento delicato per il Kuwait e per l’intera regione del Golfo che attualmente sta cercando di far fronte alla pandemia di coronavirus e soprattutto alle sue conseguenze sull’economia. Il sistema economico, infatti, sta risentendo delle misure del lock-down adottate per contrastare il virus, soprattutto per il forte calo dei prezzi del petrolio e delle entrate petrolifere, dovuti all’uso limitato di questa risorsa durante il periodo della pandemia.

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Profilo e sfide del nuovo emiro

Il nuovo emiro del Kuwait è lo sceicco 83enne Nawaf Al-Ahmad Al-Sabah, fratello minore del defunto emiro e politico di lunga esperienza, egli ha prestato giuramento il 30 settembre 2020 in un momento storico delicato per il paese. Infatti il Kuwait si trova ad affrontare diversi problemi: la già citata crisi finanziaria dovuta all’abbassamento dei prezzi del petrolio e le tensioni diplomatiche createsi con i vicini Iran e Arabia Saudita. Sin da subito l’emiro dovrà affrontare varie sfide ma i diplomatici e gli analisti affermano che a causa della sua età e dal suo stile di vita riservato l’emiro potrebbe delegare allo sceicco Meshaal una ampia parte delle sue responsabilità. Quest’ultimo è stato nominato dall’emiro Nawaf Al Ahmad Al Sabah come nuovo principe ereditario (secondo la costituzione dello stato del Kuwait Il Principe Ereditario è l’erede legittimo dell’Emiro e dovrà essere designato entro e non oltre un anno dalla data di ascesa dell’Emiro). Lo sceicco Meshaal che l’8 ottobre ha prestato giuramento come principe ereditario, è vice capo della Guardia Nazionale dal 2004 e in precedenza era stato a capo dei servizi di sicurezza e del ministero degli interni.

Mentre il Kuwait si prepara alle prossime elezioni parlamentari è probabile che il nuovo emiro e il principe ereditario si concentrino sulle questioni interne al paese. Il nuovo emiro infatti è stato chiamato a ristabilire buone relazioni tra il governo e il Parlamento poiché nelle ultime settimane, il potere legislativo e quello esecutivo hanno minacciato di porre fine alla propria collaborazione, essenziale per la stabilità interna del Kuwait. La situazione, già complessa di base, è stata esasperata dalle accuse di corruzione mosse verso i membri della famiglia reale e tutto ciò ha danneggiato fortemente la reputazione del Paese a livello internazionale. Un altro obiettivo di politica interna su cui si dovrà soffermare l’emiro Nawaf sarà la risoluzione dei problemi economici dello stato, il Kuwait sta lottando con una crisi di liquidità con il rapido calo dei prezzi del petrolio e l’aumento della spesa pubblica a causa della crisi COVID-19. A livello internazionale, invece, compito di Nawaf sarà preservare la politica di neutralità adottata dal suo predecessore, il quale ha favorito un’alleanza tra il Kuwait, gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita, mantenendo però aperti canali economici con l’Iran.

 

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