TRIBUNALE MESSICANO INTERROMPE LA CORSA DI CALDERÓN- ZAVALA: FINANZIAMENTI POCO TRASPARENTI

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Il Tribunale elettorale messicano vieta all’ex coppia presidenziale Calderón – Zavala di iscrivere la propria organizzazione politica al registro dei partiti: impossibile rintracciare l’origine delle donazioni

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Nella giornata di ieri (15 ottobre 2020), il Tribunale elettorale messicano ha ratificato la decisione dell’INE di vietare ad una nuova organizzazione politica l’iscrizione al registro dei partiti.

I PROTAGONISTI

L’INE, ovvero l’Istituto Nacional Electoral, è un organismo autonomo – nato dalla riforma costituzionale del 2014 – incaricato di organizzare le elezioni su tutto il territorio messicano. Il (quasi) partito protagonista della vicenda, invece, è México Libre, guidato da Felipe Calderón –presidente del Messico dal 2006 al 2012 – e dalla consorte, nonché aspirante presidente, Margarita Zavala.

LA VICENDA

L’argomentazione a favore della decisione dell’INE di non concedere a Libertad y Responsabilidad Democrática LIBRE – l’organizzazione politica dell’ex coppia presidenziale – di divenire un partito,  si basa sull’impossibilità di indagare sulla provenienza del 8.2% dei finanziamenti che hanno permesso la sua creazione. Secondo quanto riportato nel documento rilasciato dall’Istituto, Mexico Libre ha reiteratamente e sistematicamente ricevuto – ed accettato – donazioni per 1,61 milioni di pesos attraverso l’utilizzo dell’applicazione CLIP – sebbene più volte lo stesso INE avesse avvertito il gruppo calderonista sulle complicazioni legate all’osservanza del Reglamento de Fiscalización, le normative fiscali.  A far scattare il divieto è stato l’utilizzo di questo terminale, il quale non consente di identificare la provenienza lecita delle donazioni – come esige la regolamentazione fiscale dei partiti. Il regolamento, infatti, stabilisce che sono da considerare valide le donazioni effettuate esclusivamente mediante l’utilizzo di assegni o bonifici bancari, modalità che permettono di verificare l’origine dell’importo. Tale riscontro, invece, risulta impossibile da eseguire tramite per México Libre, poiché CLIP non riconduce né al nome né a nessun altro dettaglio del contribuente. L’ex primera dama messicana si è subito espressa al riguardo, osservando come sia ingiusta la decisione presa dall’INE, il quale – sempre secondo le parole della Zavala – avrebbe compiuto un “golpe a la democracia”.

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LE CONSEGUENZE

Ciò che ne consegue è, molto probabilmente, un grave peggioramento dei rapporti tra Felipe Calderón e l’attuale presidente messicano Andrés Manuel López Obrador (soprannominato AMLO). Secondo Calderón, infatti, l’iscrizione al registro dei partiti sarebbe stata concessa solo ai gruppi politicamente affini a MORENA – il partito di AMLO – mentre a Mexico Libre, in quanto unica voce d’opposizione, sarebbe stato negato l’accesso. È importante, però, tenere conto anche di un ulteriore aspetto che potrebbe rivelarsi cruciale. Il fine ultimo di Calderón e Zavala parrebbe essere quello di partecipare alle elezioni intermedie del 2021 (per il rinnovo della Camera dei Deputati) cruciali per López Obrador in vista di fine mandato (2024). Durante le elezioni intermedie i cittadini potrebbero essere chiamati anche ad una consultazione referendaria, promossa da AMLO ed ora in attesa della convalida della Corte Suprema, finalizzata a stabilire se cinque dei suoi predecessori[1], tra cui lo stesso Calderón, avrebbero consentito, durante i loro mandati, al furto massiccio di risorse pubbliche.

 

 

 

 

 

[1] Gli altri presidenti coinvolti sono Carlos Salinas, Ernesto Zedillo, Vicente Fox e Enrique Pena Nieto.

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Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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