POMPEO CONTRO I FINANZIAMENTI ESTERI AI THINK TANK AMERICANI

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L’amministrazione Trump ha chiesto che i think tank e le istituzioni accademiche statunitensi rivelino pubblicamente i finanziamenti che ricevono dai governi stranieri o altrimenti rischieranno di perdere i contatti con i funzionari del Dipartimento di Stato. La mossa, svelata martedì in una dichiarazione del Segretario di Stato Mike Pompeo, si colloca in un contesto di crescente preoccupazione bipartisan per il ruolo svolto da governi esteri, dalla Cina agli Emirati Arabi Uniti, nello stabilire i principali temi dei dibattiti accademici e politici negli Stati Uniti. [i] Non è chiaro cosa abbia spinto l’amministrazione Trump a tale decisione, ma da tempo vi era stata preoccupazione per il fatto che i think tank e le università fossero un canale per i fondi stranieri. Ad esempio, negli ultimi mesi, l’amministrazione Trump si è scagliata, in modo particolare, contro i finanziamenti cinesi. L’amministrazione ha persino accusato diversi accademici di essere stati poco limpidi riguardo certe dinamiche del “Piano Mille Talenti della Cina”, un’iniziativa atta a reclutare competenze straniere. Il Dipartimento di Stato ha anche criticato i cosiddetti “Istituti Confucio” che lavorano con le università americane, accusandoli di operare come “punto d’appoggio” di Pechino nel mondo accademico statunitense.

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Nella sua dichiarazione, Pompeo ha citato la Cina e la Russia come due esempi di governi stranieri che “cercano di esercitare un’influenza sulla politica estera degli Stati Uniti attraverso lobbisti, esperti esterni e think tank”. In realtà, essendo il dibattito politico statunitense spesso sotto i riflettori, anche moltissimi altri governi stranieri cercano di influenzare il pensiero politico a Washington. [ii] All’inizio di quest’anno, The Washington Free Beacon, un notiziario conservatore che per primo ha riportato la nuova decisione della presidenza, ha esaminato il discutibile ruolo che il governo turco, spesso attraverso intermediari, ha svolto nell’influenzare la programmazione editoriale del think tank Atlantic Council. Un’importante indagine del New York Times del 2014 ha invece descritto come alcuni governi quali Qatar, Norvegia ed Emirati Arabi Uniti abbiano speso devoluto ingenti somme per finanziare importanti Think Tank come Brookings Institution e Center for Strategic and International Studies. In una dichiarazione a IL POLITICO, la Brookings Institution ha affermato: “Coerentemente con le nostre politiche sull’indipendenza della ricerca e un attento esame dei finanziamenti stranieri, la Brookings non accetta alcun finanziamento dai governi della Cina o della Russia, o da nessuna delle loro imprese statali o affiliate. Brookings è orgogliosa della nostra solida esperienza di trasparenza nei nostri rapporti di finanziamento”. La dichiarazione indicava anche il rapporto annuale del think tank, che riporta i donatori. L’amministrazione Trump ha anche preso provvedimenti contro i media cinesi con sede negli Stati Uniti, definendoli come armi di propaganda del Partito comunista cinese. Questo ha portato Pechino a limitare le attività dei reporter americani sul territorio cinese, anche quando questi giornalisti lavorano per organizzazioni giornalistiche indipendenti. [iii]

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