QUANDO IL MONDO CONOBBE IL TERRORISMO INTERNAZIONALE: MONACO 1972

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Alle Olimpiadi di Monaco 1972 Mark Spitz, nuotatore della nazionale americana, vinse sette medaglie d’oro, un record per la storia delle Olimpiadi che verrà superato solo 36 anni dopo dal connazionale Micheal Phelps. Nonostante sia nel 1972 che oggi un’impresa di tale portata avrebbe dell’incredibile e verrebbe ricordata per decenecci, le Olimpiadi del 1972 di Monaco non sono ricordate per l’impresa di Spitz, ma per un altro avvenimento atroce che ha tenuto il mondo intero davanti alla televisione per due giorni consecutivi: l’attentato terroristico di Settembre Nero.

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I Fatti

Nella notte del 5 settembre 1972, otto terroristi del gruppo palestinese Settembre Nero (un’ala estremista affiliata all’OLP) irruppero all’interno del villaggio olimpico a Monaco. Travestiti da atleti e dotati di borse sportive con all’interno armi e bombe, scavalcarono la recinzione aiutati da alcuni atleti della delegazione canadese, che credevano di trovarsi davanti alcuni colleghi usciti dal villaggio e rimasti fuori. Una volta scavalcata la recinzione, i terroristi si diressero verso la palazzina 31dove all’interno si trovavano gli atleti della delegazione di Israele: dopo aver ucciso l’allenatore Moshe Weinberg e l’atleta Yossef Romano, veterano della Guerra dei Sei Giorni, il gruppo terroristico prese in ostaggio altri nove atleti.

Due degli attentatori, rispettivamente Luttif Afif e Yusuf Nazzal, avevano lavorato all’interno del villaggio Olimpico e avevano una buona conoscenza di come era strutturato il campo, per questo motivo i terroristi riuscirono ad individuare immediatamente la palazzina numero 31 dove si trovava la delegazione israeliana. Dopo aver sentito gli spari nel villaggio, alle cinque del mattino la situazione vedeva l’intero villaggio olimpico circondato da forze di polizia tedesche e dalle televisioni e giornalisti in quella che sarebbe diventata una giornata interminabile. Le richieste di Settembre Nero prevedevano il rilascio di oltre 200 prigionieri palestinesi di due terroristi tedeschi, a cui si aggiungeva la richiesta di aerei per abbandonare la Germania una volta conclusasi la trattativa.Le riprese dell’epoca mostrano i terroristi affacciarsi sul balcone della palazzina, in modo da poter  monitorare la situazione e per scambiare messaggi con la polizia tedesca.

Durante la giornata l’attenzione mediatica crebbe in modo esponenziale poiché non sembrava si riuscisse a trovare un accordo con i terroristi: si stima che all’epoca oltre un miliardo di persone venne a conoscenza in diretta dei fatti di Monaco. Tale esposizione mediatica era un punto a favore dei terroristi, i quali volevano che si conoscessero le motivazioni di tale gesto (ufficialmente una rivalsa nei confronti di Israele per come si stava sviluppando la situazione con la Palestina). Da Israele il Primo Ministro Golda Meir non acconsentì a trattare con i terroristi ma anzi richiese a Willy Brandt, Primo Ministro della Germania Ovest, l’intervento di una squadra speciale israeliana per liberare i propri connazionali, richiesta però rifiutata dalla Germania che cercava di scendere a compromessi con Settembre Nero. La richiesta nel tardo pomeriggio fu di trasferire gli ostaggi e i terroristi su un aereo diretto a Il Cairo, dove sarebbero proseguite con più calma le trattative per il rilascio sia degli ostaggi israeliani sia dei prigionieri palestinesi.

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Il tentativo di liberare degli ostaggi

Non avendo ricevuto però l’approvazione dal Governo egiziano per trasferire i terroristi e gli ostaggi nel Paese, la polizia tedesca decise di compiere un’azione di forza all’interno dell’aeroporto da dove sarebbe dovuto partire il volo per Il Cairo. Dopo aver trasferito i terroristi e gli ostaggi su due pulmini fino agli elicotteri vicino al villaggio olimpico, questi atterrarono all’aeroporto di Fürstenfeldbruck dove ad attenderli doveva esserci un aereo diretto per l’Egitto. La situazione degenerò poiché i terroristi compresero che si era trattata di una trappola e per oltre un’ora iniziò uno scontro a fuoco tra la polizia tedescae i terroristi. Nella sparatoria perserò la vita cinque terroristi, un poliziotto tedesco e tutti i nove ostaggi israeliani, nonostante inizialmente i media avessero riportato la notizia del rilascio degli ostaggi incolumi. L’azione di polizia fu aspramente criticata per i numerosi errori commessi: in primis la Germania Ovest non aveva permesso ad Israele di inviare la squadra speciale antiterrorismo (nonostante i tedeschi non avessero squadre addestrate a situazioni così delicate). 

A ciò si aggiungono gli errori di coordinazione tra gli agenti di polizia (un convoglio di polizia si diresse verso l’aeroporto di Monaco e non quello di Furstenfeldbruck mentre l’elicottero con un’altra squadra pronta ad intervenire atterrò ad un chilometro dal punto in cui si trovavano i terroristi e non riuscire ad intervenire a causa della sparatoria già in atto). In seguito all’attentato i Giochi Olimpici vennero sospesi per un solo giorno, per commemorare le vittime israeliane. I tre terroristi di Settembre Nero catturati dalla polizia tedesca, vennero liberati circa un mese dopo, in seguito al dirottamento sempre da parte di Settembre Nero del volo Lufthansa 615 diretto a Zagabria. I tre terroristi vennero trasportati in Libia dove fu organizzata una conferenza stampa in cui venivano spiegate le motivazioni dell’attacco di Monaco.

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Le conseguenze e l’episodio nella cultura di massa

Israele e il Mossad reagirono all’atroce episodio di Monaco 1972 attuando a missione segreta “Ira di Dio”. Tale missione promossa dal Primo Ministro Golda Meir prevedeva una squadra in incognito del Mossad che avrebbe dovuto eliminare i principali componenti del gruppo terroristico di Settembre Nero (specialmente coloro che avevano ideato e promosso l’attacco terroristico) oltre a diversi obiettivi dell’OLP. L’operazione durò oltre vent’anni e portò alla morte di palestinesi e arabi sparsi in tutta Europa, oltre che ad episodi controversi riguardanti la moralità delle azioni da parte del Mossad (durante una delle operazioni in Norvegia avvenne un errore di scambio di persona e venne ucciso un cittadino marocchino, scambiato per un terrorista palestinese). La storia di Monaco è resta una macchia nera nella storia della Germania e dell’Europa ed è inoltre diventato uno dei primi episodi di terrorismo internazionale ad avere un’elevatissima risonanza mediatica. I fatti di Monaco 1972 e l’operazione “Ira di Dio” sono stati narrati da George Jonas nel romanzo Vendetta e poi venne ripreso dal film Munich di Steven Spielberg nel 2005.

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Suggerimenti per l’approfondimento:

  1. Intervista ai terroristi di Settembre Nero in Libia   (https://www.youtube.com/watch?v=kHbXkk3qHbk&t=54s
  1. La Storia Siamo Noi – Monaco 1972 – La lista di Golda (documentario realizzato da Rai Tre)
  2. Vendetta – George Jonas (Romanzo)
  3. Munich – Steven Spielberg (Film)

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