INIZIANO I NEGOZIATI SUI CONFINI MARITTIMI TRA ISRAELE E LIBANO

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Sono iniziati i negoziati sulla demarcazione dei confini marittimi tra Israele e Libano, passo storico per due Paesi che, formalmente, sono ancora in guerra.

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Il 14 ottobre hanno preso il via storici colloqui tra Israele e il Libano sui confini marittimi.  La negoziazione tra i due Paesi, che sono ufficialmente ancora in guerra, avverrà attraverso la mediazione degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite, e sarà “tecnica ed indiretta”, considerando che il Libano ancora non riconosce lo Stato di Israele in via ufficiale. Si è ribadito che non si tratta di un accordo di pace o di normalizzazione dei rapporti, come quello avvenuto di recente tra Israele, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. L’accordo di delimitazione dei confini ha puri interessi economici, permettendo lo sfruttamento delle risorse naturali dell’area.

Nonostante ciò, l’inizio del dialogo segna una tappa storica nella storia delle relazioni tra Israele e Libano. Si sono combattute due guerre, una nel 1982 e l’altra nel 2006, e l’ingombrante presenza di Hezbollah ha impedito l’avvio di ogni tipo di relazione bilaterale.  Ora, però, entrambi i Paesi desiderano sfruttare le risorse naturale e petrolifere lungo i confini marittimi, motivo per cui, con la mediazione degli Stati Uniti, hanno accettato di sedersi al tavolo dei negoziati ed avviare un dialogo che fino a qualche anno fa sembrava impensabile.

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L’area interessata è quella del Bacino del Levante, zona al largo delle coste di Israele, Gaza, Libano, Cipro e Siria, dove è stata trovata un’ingente presenza di gas e di petrolio, fonte di potenziali tensioni e conflitti negli anni passati. L’inizio del dialogo potrebbe rappresentare un’occasione per il Libano per alleviare gli effetti della grave crisi economica che sta vivendo il Paese. La classe politica libanese è sotto una forte pressione domestica ed internazionale, soprattutto dopo l’esplosione al porto di Beirut che ha provocato 200 morti, distrutto molte infrastrutture e danneggiato circa il 50% delle attività commerciali di Beirut.  Pertanto, un accordo che tutti vogliono, ma che pochi hanno il coraggio di ammettere.

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Noemi Verducci

Buon sabato a tutti, sono Noemi Verducci, analista IARI per la sezione Medio Oriente. Attualmente studentessa di Relazioni ed Istituzioni dell’Asia e dell’Africa all’Università “L’Orientale” di Napoli.
Ho conseguito la laurea triennale in Mediazione Linguistica presso l’Università del Salento, durante la quale ho svolto un anno di studio all’Università di Siviglia, nell’ambito del programma Erasmus.
Lo studio della lingua araba mi ha permesso di avvicinarmi al mondo mediorientale, dapprima dal punto di vista esclusivamente linguistico e culturale e, successivamente, anche dal punto di vista politico.
Il lavoro di tesi triennale, su Hezbollah e le sue strategie comunicative, mi ha fatto comprendere la necessità di studiare ed analizzare un’area geopolitica di cui si parla spesso in maniera impropria, attraverso una lente “orientalista” che impedisce di interpretare in maniera corretta eventi storici e politici.
Essere parte di IARI è un modo per mettermi in gioco ed approfondire dinamiche politiche che risultano centrali per comprendere ciò che accade nel mondo. IARI è uno spazio fertile in cui potersi confrontare ed arricchirsi, crescendo insieme.

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