LA TURCHIA RIPARTE NEL MEDITERRANEO ORIENTALE

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Ritorna sul mare la nave di esplorazione turca Oruç Reis. La Turchia ha ripreso coraggio a seguito dello stallo diplomatico ed anche del conflitto nella regione del Nagorno-Karabakh. Ora, però, sembra avere un nuovo possibile nemico.

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La Oruç Reis, nave di esplorazione turca, ritorna in mare, precisamente a sud dell’isola greca di Kastellorizo. La sua missione durerà ben dieci giorni, secondo il comunicato Navtex. La Turchia è ritornata sui suoi passi dopo quasi un mese dal ritiro in porto della medesima nave e dall’apertura consequenziale dei colloqui diplomatici in sede NATO. Infruttuosi. Proprio questa situazione di stallo e continua incertezza, non solo in seno alla NATO ma anche all’Unione europea, deve aver convinto la Repubblica turca al rilascio in mare della nave, senza un formale accordo sulla disputa. Ma ci sono altri aspetti da non sottovalutare nella vicenda. Qualche settimana fa, infatti, ad est della Turchia si è infiammato un nuovo sempiterno conflitto fra Armenia ed Azerbaijan, nella regione del Nagorno-Karabakh. Dapprima che le tensioni si trasformassero in conflitto armato, la Turchia aveva chiarito inequivocabilmente a chi sarebbe andata la sua lealtà e la settimana scorsa, il Ministro degli Esteri Çavaşoğlu ha lasciato intendere fino a che punto la Turchia è pronta a spingersi per difendere gli interessi della popolazione azera.

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La realtà è molto più complessa: l’Azerbaijan è uno dei maggiori fornitori di gas di Ankara e la regione occupata del Nagorno-Karabakh è altamente strategica. Un’importanza strategica anche per l’Europa, che vedrebbe diminuita, con la costruzione del Corridoio meridionale, la sua dipendenza da Mosca. Si intende, Ankara sta giocando la partita del gas anche nelle sue vecchie zone di influenza territoriale, quali Armenia ed Azerbaijan. Il perdurare delle ostilità avrà certamente favorito il rilascio in mare della Oruç Reis: su almeno uno dei due territori la Turchia è sicura di spuntarla, sebbene vi sia uno stretto legame ideologico. Ma se il conflitto ha rinvigorito Ankara, sembra anche le abbia favorito un nuovo possibile nemico, prima impensabile: la Germania. La visita ufficiale del Ministo degli Esteri tedesco ad Ankara, mercoledì, è stataannullata. Il conflitto ad est e la posizione ferma e nuova, dopotutto – perché ha un potere negoziale più importante – della Turchia sulla questione deve preoccupare la Germania, che vede minacciata la sua centralità energetica in Europa e la realizzazione già travagliata del North Stream 2.

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Maria Nicola Buonocore

Sono Maria Nicola Buonocore, classe 1996. Ho conseguito il titolo triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali nel 2018 all’Università di Napoli “l’Orientale”, con tesi in Storia Sociale, cercando i collegamenti e le divergenze fra la “rivoluzione intellettuale” di Don Lorenzo Milani e i moti sessantottini. Ora frequento l’ultimo anno di Corso in Specialistica in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario alla Federico II, con indirizzo in Geopolitica economica. Dato il grande interesse umanistico e per sensibilità religiosa, ho seguito diversi corsi presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, oltre che ad aver approfondito da autodidatta altre due importanti religioni: ebraismo ed Islam.

Ho incontrato lo IARI per caso, alla ricerca di analisi web su determinate tematiche geopolitiche ed ho deciso di mettermi in gioco come analista. Scrivere è sempre stata una mia grande passione, congiuntamente al grande interesse per la politica e lo studio. Lo IARI mi ha dato la grande opportunità di crescere nella professionalità e nell’accuratezza stilistica e di osservazione, grazie alla profonda fiducia infusaci. Da dicembre 2019 faccio parte della Redazione. È un progetto nuovo, fresco, motivante: giovani laureati, pronti a dare il proprio contributo al mondo!

La macro-area di cui mi occupo all’interno dello IARI è la regione Euro-Mediterranea. Sono rimasta affasciata dalla Storia delle Relazioni Euro-Mediterranee, affrontate durante il percorso di studi. Per questa grande passione sto svolgendo un tirocinio di lavoro presso l’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Questa nuova esperienza mi ha aperto un modo di possibilità, prospettive e riflessioni. Il Mediterraneo, oggi e da sempre, è teatro culturale fondamentale nello scenario internazionale: è qui che si gioca la battaglia culturale!

Essere analista per me significa poter dare un contributo intellettuale importante al mondo e alla nostra società particolare. Ed è un impegno che parte dallo studio approfondito degli eventi passati e presenti. Lo IARI in questo dà molto supporto!

Ho una passione innata per la storia, la filosofia, la letteratura e la teologia. Tra i miei autori preferiti (tra romanzi e saggi) rientrano Joseph E. Stiglitz, Jacques Le Goff, Fëdor Dostoevskij, Charles Dickens e Gilbert K. Chesterton. Un altro hobby è la musica: strimpello sia chitarra che pianoforte e nutro un grande amore per il jazz e tutte le sue forme.

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