GOVERNO NEO-INSEDIATO IN POLONIA: KACZYNSKI SCENDE IN CAMPO

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Il governo conservatore polacco guidato da PiS in Settembre ha subito uno scossone a causa di una disputa tra la maggioranza riguardo una carta dei diritti degli animali proposta dal segretario del partito suddetto, in seguito ad un rimpasto di governo, Morawiecki ha definito la nuova squadra come ancora più pronta a far fronte alla crisi del virus.

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Jarosław Kaczynski, il segretario del partito di maggioranza Prawo I Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia), ha un’arcinota passione per i felini. Nel 2017 fece molto scalpore una foto che lo ritraeva intento a leggere il libro “The Atlas of Cats of the World: Domesticated and Wild” in parlamento, che poi venne venduto ad un’asta con l’autografo del politico per 25,300 zloty (circa 5000 euro) devoluti interamente alla causa della carità per gli animali abbandonati. Quest’ultima è stata considerata da molti commentatori come una sorta di compensazione morale al suo estremo conservatorismo nei riguardi delle donne e dei diritti lgbt+. Questa passione tuttavia nel mese di Settembre si è trasformata nel casus belli per una crisi di governo che per poco non ha riportato il paese alle urne. Il 18 settembre il partito Solidarna Polska (Polonia Unita) detentore di 18 seggi su 460 del parlamento polacco (Sjem) ed il partito Porozumienie (Intesa) con i suoi 18 seggi, entrambi parte della maggioranza di governo, uno rispettivamente nazional-conservatore ed euroscettico e l’altro liberal-conservatore, hanno rifiutato di siglare una carta sui diritti degli animali proposta dallo stesso Kaczynski e che a sua detta dovrebbe portare la Polonia in linea con le legislazioni europee (tra i molti paesi europei che hanno abolito la pratica degli allevamenti di pellicce abbiamo il Regno Unito nel 2000 e l’Austria nel 2005 e ci si stanno avvicinando la Germania, il Belgio e l’Olanda).

Tale accordo, osteggiato anche dal ministro dell’agricoltura Jan Krzysztof Ardanowski timoroso di ledere l’elettorato rurale di PiS, prevedeva l’abolizione degli allevamenti da pelliccia e del “massacro rituale” degli animali destinati all’export. Secondo un calcolo del gruppo attivista Otwarte Klatki, circa 550 aziende e 5.2 milioni di animali sarebbero coinvolti nel business. Secondo il Gazeta Wyborcza, l’impatto economico del progetto di legge sarebbe di 1,6 miliardi di euro. Il settore coinvolge 50000 lavoratori, essendo la Polonia uno degli esportatori maggiori in Europa di halal e kosher per 70,000 tonnellate nel 2017 per circa 1,8 miliardi di euro. La Polonia inoltre risulta terza produttrice di pellicce al mondo dopo la Danimarca e la Cina. Il progetto di legge è stato approvato alla camera grazie al sostegno esterno del partito Koalicja Obywatelska (Coalizione Civica). Già nel 2017 Kaczynski tentò di far passare il progetto ma fù ostruito dalla lobby delle pellicce, questa volta tutta via è stato senza dubbio saldo e determinato fino alla fine. Il parlamentare PiS Ryszard Terlecki ha affermato che gli alleati di governo stessero seguendo linee guida differenti da quelle concordate, con differenti istruzioni di voto e che la coalizione sarebbe tornata a lavorare assieme esclusivamente se questi ultimi avessero rispettato la linea ottemperando alle aspettative di PiS.

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L’accordo per un rimpasto di governo è stato trovato il 29 Settembre dopo una lunga e intensa contrattazione tra gli esponenti della maggioranza riunitisi nella sede centrale del PiS a Nowogrodzka. I tre partiti di maggioranza saranno guidati dai rispettivi capi politici, Zbigniew Ziobro per Polonia Unita e Jarosław Gowin per Intesa, che entreranno entrambi a far parte dell’esecutivo come ministro della Giustizia (conservando la carica) e ministro dello sviluppo economico, del lavoro e della tecnologia, ma per la novità più grande è l’ingresso nella squadra di governo per la prima volta nella storia del paese del leader del primo partito della nazione in persona, Kaczynski, a capo di un comitato di controllo sulla legislazione, gli interni e la difesa, un ruolo primario e chiave per il controllo dell’indirizzo di governo. Il primo ministro Mateusz Morawiecki ha annunciato la nuova formazione definendola la formula giusta per ottenere maggiore stabilità e decisione nell’azione di governo, e che di conseguenza avrebbe “rafforzato il governo” aiutando il paese nell’affrontare la crisi. Essa è composta infatti da 14 ministeri al posto di 20. Questa decisione di accentramento e semplificazione rientra nell’idea del PiS di riforma dello stato fondata su una ri-centralizzazione del processo decisionale tra le mani del governo e negli apparati centrali del consiglio dei ministri, su pochi ministeri specializzati e capaci di adottare decisioni in maniera tempestiva e concisa.

Nelle parole di Morawiecki, la nuova formazione di governo “è completamente in linea con la filosofia di semplificazione del modello di come lo stato funzioni, riducendo la burocrazia, tagliando i costi e accelerando il processo decisionale, che aiuterà la Polonia ad emergere dalla crisi”. Il 30 Settembre sempre il primo ministro Morawiecki ha affermato che “il nuovo consiglio dei ministri avrà una struttura che aiuterà il nuovo consiglio dei ministri a prendere decisioni migliori e a trovare più velocemente le risposte ai problemi che stiamo affrontando durante la pandemia” e ancora “la difesa dei valori polacchi ed europei è un fattore di grandissima importanza per noi”. L’idea di Polonia di PiS è fortemente incentrata su quella di Stato polacco, un accentramento del potere decisionale e una sfoltita agli apparati burocratici al fine di rendere la velocità di risposta-adattamento normativo del governo ai problemi del paese reale, assieme al ritorno dello Stato polacco nell’economia in correzione alle progressive, acceleratissime e svincolate liberalizzazioni dei primi anni ’90 al tempo delle legislazioni di Lech Wałęsa  che hanno caratterizzato l’apertura ai mercati dell’economia precedentemente pianificata della nazione polacca inserite nel tentativo di renderla la prima nazione integrata all’economia di mercato occidentale tra gli ex-Varsavia con ricette neoliberiste, rientrano nella creazione di un Welfare State fondato su valori “polacchi ed europei”. Morawiecki ha bisogno di una compagine di governo compatta, salda e determinata per portare a compimento il programma riformatore di Diritto e Giustizia ha bisogno anche del celebre e discusso ministro della giustizia Ziobro, principale fautore delle riforme relative all’indipendenza della magistratura polacca.

Il nuovo governo ha giurato nelle mani del presidente (facente parte di PiS) Andrzej Duda il 6 Ottobre in una cerimonia all’interno del palazzo presidenziale a Varsavia. Il ministro dell’educazione e della scienza, Przemysław Czarnek, ha contratto il virus e non è stato presente alla celebrazione. Il governo si insedia nel pieno di un aumento rilevante dei contagi di coronavirus, specialmente nella zona di Mazowieckie, vicino alla capitale. Il piano d’emergenza sanitaria e la programmazione di ripresa nazionale saranno il primo banco di prova della nuova formazione, un’enorme possibilità per dimostrare all’elettorato e alla commissione europea che ha aumentato negli ultimi anni progressivamente sempre di più il suo pressing per le riforme di Prawo I Sprawiedliwość che l’impostazione del nuovo governo è quella giusta e sarà ancora più incisiva e tempestiva nell’adottare le leggi, nonchè determinati ad affrontare qualsivoglia lobby ostruzionistica in merito a materie ritenute cruciali dalla maggioranza come quella di kosher/halal.

 

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